Inizio dell’anno debole per Airbus.
Il colosso dell’aerospazio europeo ha registrato un primo trimestre in forte calo, con utili e consegne inferiori alle attese a causa dei ritardi nella fornitura dei motori. L’azienda europea, pur mantenendo le previsioni annuali, sta affrontando difficoltà nella catena di approvvigionamento che incidono sulla produzione e sulle consegne, mentre la rivale americana Boeing mostra segnali di ripresa: Il produttore americano ha chiuso il primo trimestre del 2026 con una perdita inferiore e ricavi in crescita, accompagnati da un portafoglio ordini record.
Nonostante le difficoltà, Airbus ha mantenuto invariato l’obiettivo di consegne per il 2026, pari a circa 870 aerei commerciali, sottolinea il Financial Times. Come ricorda Afp, investitori e analisti seguono con attenzione i dati sulle consegne, poiché Airbus e Boeing ricevono la maggior parte del pagamento al momento della consegna degli aerei agli acquirenti.
I risultati del primo trimestre “riflettono il minor livello di consegne di aerei commerciali”, ha ammesso il ceo di Airbus, Guillaume Faury precisando che “Nel settore degli aerei commerciali, continuiamo ad aumentare la produzione secondo i nostri piani, pur dovendo affrontare la carenza di motori Pratt & Whitney”.
Tutti i dettagli.
RICAVI GIÙ RISPETTO ALL’ANNO PRECEDENTE
Il produttore di aerei con sede a Tolosa ha archiviato il primo trimestre con ricavi pari a 12,7 miliardi di euro, leggermente superiori al consenso degli analisti di 12,4 miliardi di euro, ma in calo del 7% rispetto ai 13,5 miliardi di euro dello stesso periodo dell’anno scorso.
UTILI IN CALO E SOTTO LE ATTESE
Passando agli utili, Airbus ha registrato un utile operativo rettificato nel primo trimestre dimezzato, pari a 300 milioni di euro, in calo del 52% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e al di sotto delle aspettative degli analisti, che stimavano 348 milioni di euro.
In particolare, segnala Reuters, la divisione degli aerei commerciali, la principale del gruppo, ha registrato un calo significativo degli utili, scesi a 81 milioni di euro rispetto ai 494 milioni del trimestre precedente, mentre il deflusso di cassa ha raggiunto i 2,5 miliardi di euro, riflettendo principalmente il basso livello delle consegne.
CONSEGNE IN CALO
Nel periodo, Airbus ha consegnato 114 aerei commerciali, il numero più basso per un primo trimestre dal 2009, in calo del 16% rispetto ai 136 velivoli dello stesso periodo dell’anno precedente. Il dato risulta inferiore anche ai 143 velivoli consegnati da Boeing, che sta recuperando terreno sotto la guida dell’amministratore delegato Kelly Ortberg.
La società sta cercando di rispettare l’obiettivo di consegnare circa 870 aerei commerciali nel 2026, nonostante le difficoltà operative. La maggior parte delle consegne è prevista nella seconda metà dell’anno, a causa dei ritardi accumulati.
CHE SUCCEDE CON IL PRODUTTORE AMERICANO PRATT&WHITNEY
Le difficoltà principali derivano dai ritardi nella fornitura dei motori da parte del produttore statunitense Pratt & Whitney, controllato da RTX. Questi ritardi stanno incidendo sulla produzione della famiglia A320, il modello più venduto del gruppo.
Il numero uno di Airbus Guillaume Faury ha dichiarato che le due aziende non hanno ancora raggiunto un accordo sulle consegne dei motori: “Non siamo ancora giunti a un accordo”, ha affermato Faury, “ma continuiamo a lavorare su due fronti: da un lato, la controversia e, dall’altro, la negoziazione per risolvere in modo costruttivo il disaccordo”.
Airbus sta valutando anche la possibilità di richiedere un risarcimento danni per i ritardi, mentre permangono “importanti divergenze” sul numero di motori da consegnare. Il motore GTF di Pratt & Whitney, utilizzato sugli A320neo, è stato inoltre interessato da richiami e problemi di durata che hanno aumentato la pressione sulla catena produttiva.
Airbus ha dichiarato che la disponibilità dei motori Pratt & Whitney “rimane il fattore chiave per l’aumento della produzione” della sua famiglia di aerei a corridoio singolo di fascia media più venduta, l’A320.
LE PAROLE DEL CEO
Infine, Faury ha affermato che non ci sono state cancellazioni da parte dei clienti per futuri ordini di aeromobili, nonostante le perturbazioni del commercio globale e l’aumento dei prezzi del carburante.
“Vediamo le compagnie aeree ridurre il numero di voli, a volte cancellarli, a volte ridurre l’intensità della loro rete, ma ciò che vediamo anche è che hanno assolutamente bisogno di aerei il più efficienti possibile in termini di consumo di carburante per continuare a volare, perché questo limita l’impatto dell’aumento del prezzo del carburante per aerei”, ha commentato il ceo di Airbus.







