Ancora una trimestrale difficile per il gruppo Audi che racchiude il segmento premium dell’offerta Volkswagen. Il 2026 inizia infatti con ricavi a 14,18 miliardi di euro pari a una flessione dell’8%. Spicca però la forte ripresa dell’utile operativo, balzato del 10% a 588 milioni dai 537 milioni del Q1 2025 come pure il margine operativo che è lievemente migliorato al 4,2% dal 3,5%. Merito della cura lacrime e sangue imposta da Wolfsburg che nel 2025 ha comportato anche la chiusura di uno stabilimento a Bruxelles adibito alla produzione di auto elettriche col marchio dei Quattro anelli.
IL SEGMENTO PREMIUM DI VW FATICA A CORRERE
Le consegne totali del Gruppo (quindi includendo tutti i marchi a quattro-ruote: Audi, Bentley, Lamborghini) si sono attestate a 364.877 unità con una perdita significativa del 6,1%. Il calo è stato parzialmente compensato dalla crescita in Europa (+6%) e Germania (+4%), mentre il Nord America ha subito una contrazione del 27% per effetto dei dazi Usa e della fine degli incentivi all’elettrico e in Cina ha ceduto il 12 per cento per via della concorrenza locale.
Le consegne di ibridi plug-in superano la soglia delle 30mila unità mentre la domanda globale di modelli completamente elettrici è leggermente diminuita, attestandosi intorno ai 42.000 veicoli consegnati, a seguito delle modifiche alle politiche di sovvenzione negli Stati Uniti e in Cina. Nel complesso, i veicoli elettrificati hanno rappresentato il 20% delle consegne.
IL TORO DI LAMBORGHINI CONTINUA A CARICARE
Bentley ha registrato un risultato operativo negativo per 26 milioni (da +71 milioni) con margine a -5,6%, colpita dai dazi americani e dalla ristrutturazione in atto, fanno sapere dal Gruppo. La sola che continua a correre è l’italiana Lamborghini capace di mantenere un margine operativo molto elevato al 23,1% anche se in discesa rispetto all’anno scorso ( 27,7%) con utile a 200 milioni.
Quanto alle due-ruote, Ducati ha visto il margine scendere al 3,5% (da 6,3%). Il net cash flow è balzato a 883 milioni (da -61 milioni nel Q1 2025), grazie all’ottimizzazione del capitale circolante.
Per il 2026 il Gruppo conferma la guidance: ricavi tra 63 e 68 miliardi, margine operativo tra il 6% e l’8%, net cash flow tra 3 e 4 miliardi. Le previsioni si basano sulla situazione tariffaria di fine aprile e non includono potenziali impatti da un’ulteriore escalation in Medio Oriente.
COME VW ANCHE AUDI PARLA DI FASE NUOVA
Le dichiarazioni in merito all’attuale situazione finanziaria del Gruppo ricalcano quelle rilasciate nei giorni scorsi dalla controllante, Volkswagen che, oltre a indicare la via del risparmio come la sola su cui insistere, ha anche ammesso che si naviga a vista in un mercato inedito, caratterizzato da nuove coordinate.
Il Cfo Jürgen Rittersberger ha infatti ammesso: “Le certezze del passato, come mercati di vendita stabili e condizioni prevedibili, non si applicano più. Il ritmo del cambiamento nell’ambiente globale è accelerato significativamente. Le nostre performance mostrano chiaramente che dobbiamo agire con urgenza. Stiamo quindi lavorando sulle strutture di costo e portando avanti misure di efficienza.” Parole che sembrano anticipare una nuova stagione di tagli.







