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L’Ue sborsa milioni di euro alla Francia per riprendersi dall’hangover da vino

Bruxelles ha sbloccato 40 milioni di euro per finanziare la distillazione di 1,2 milioni di ettolitri di vino francese in eccedenza così da frenare il crollo dei prezzi e sostenere un comparto che ha visto le esportazioni scendere a 14,3 miliardi di euro nell'ultimo anno. Fatti e numeri

 

Non è bastato il freno naturale di una vendemmia tra le più scarse della storia recente a svuotare le cantine francesi, strette oggi tra la morsa dei dazi del presidente Usa Donald Trump e il disinteresse di giovani consumatori sempre più orientati a stili di vita salutisti.

Per evitare che l’eccedenza di invenduto trascini definitivamente i listini verso il fondo, la Commissione europea ha deciso di sbloccare 40 milioni di euro dalla riserva agricola, una dote d’emergenza che tenta di dare respiro a un comparto il cui valore delle esportazioni è già scivolato a 14,3 miliardi di euro.

L’obiettivo, come ribadito dal commissario all’Agricoltura, Christophe Hansen, nel presentare la misura, è tutelare un’identità culturale prima ancora che un bilancio: “I produttori di vino francesi sono la spina dorsale del patrimonio vitivinicolo europeo, ma in questo momento affrontano sfide di mercato senza precedenti”.

VINO (DI TROPPO) TRASFORMATO IN ALCOL

Il cuore della manovra europea, spiega la Commissione, consiste nel finanziamento della cosiddetta “distillazione di crisi”, un meccanismo eccezionale che permette di ritirare dal mercato fino a 1,2 milioni di ettolitri di vini rossi e rosati in eccedenza. Questi volumi non finiranno in bottiglia ma verranno trasformati in alcol destinato a usi industriali, farmaceutici o cosmetici.

Ai viticoltori verrà riconosciuto un contributo di 33 euro per ettolitro, cifra che copre circa il 50% del prezzo all’ingrosso dell’ultima campagna, con l’obiettivo di alleggerire la pressione sui listini prima della prossima vendemmia.

ESPORTAZIONI IN NETTO CALO

I dati di agosto 2025 evidenziano una situazione preoccupante per gli scambi commerciali francesi: il saldo agroalimentare ha registrato un deficit di 187 milioni di euro, segnando un netto peggioramento rispetto all’eccedenza di 55 milioni dello stesso mese del 2024.

Sebbene le esportazioni di cereali e bovini abbiano tenuto, il crollo dei prodotti trasformati ha pesato gravemente sul risultato finale. In particolare, le spedizioni di vini e liquori verso i Paesi extra-Ue sono diminuite del 6%, con flessioni marcate negli Stati Uniti, dove l’aumento dei dazi ha fatto calare le vendite di vino del 46%, e in mercati asiatici come Cina e Singapore. Globalmente, il valore delle esportazioni di vini e distillati è sceso a 14,3 miliardi di euro, contro i 17,2 miliardi registrati nel 2022.

UNA PRODUZIONE VITICOLA AI MINIMI STORICI

Nonostante un’eccessiva sovrapproduzione, le stime al 1° novembre 2025 confermano una produzione nazionale di 36,2 milioni di ettolitri, un volume reputato storicamente basso e inferiore del 16% rispetto alla media del quinquennio precedente. La canicola e la siccità di agosto hanno accelerato la maturazione dei grappoli riducendo la quantità di succo nelle bacche.

La geografia dei vigneti mostra però forti disparità: se la Borgogna ha visto un balzo produttivo del 42% e la Champagne del 14%, il Beaujolais è sprofondato a un minimo storico con un calo del 32% su base annua. Nel Languedoc-Roussillon la produzione è diminuita dell’8% a causa della siccità persistente e dell’attuazione di piani di espianto che hanno interessato oltre 10.000 ettari.

NUOVE ABITUDINI DI CONSUMO E MISURE DI SOSTEGNO

Ma oltre alle contingenze climatiche e geopolitiche, il settore deve fare i conti con un cambiamento strutturale della domanda. I consumatori, specialmente i più giovani, bevono meno e prediligono stili di vita più sani. Hansen ha infatti rilevato che “il comportamento dei consumatori è cambiato” e che “il settore deve adattarsi a questa nuova domanda”.

Per questo, l’Ue ha introdotto norme più flessibili sull’etichettatura per i vini a ridotto o nullo contenuto alcolico. Parallelamente agli aiuti europei, Le Monde ricorda che il governo francese ha stanziato 130 milioni di euro per favorire l’espianto dei vigneti in perdita. Sul fronte dei costi di produzione, Bruxelles ha inoltre sospeso per un anno i dazi sulle importazioni di fertilizzanti azotati, con un risparmio stimato di 60 milioni di euro per gli agricoltori. In questo scenario di forti tensioni, Hansen ha concluso osservando: “Il settore è sotto pressione per molte ragioni” e “la rabbia è comprensibile, ma la rabbia non è la soluzione”.

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