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L’Italia gioisce per la sospensione Ue dei dazi sui fertilizzanti

Bruxelles propone di sospendere per un anno i dazi sui fertilizzanti azotati importati (escluse Russia e Bielorussia), con un risparmio stimato di 60 milioni di euro per ridurre i costi degli agricoltori e contenere l’impatto del meccanismo Cbam. Il governo Meloni si intesta la vittoria, Confagricoltura si rallegra, mentre per Coldiretti e Filiera Italia non è ancora abbastanza. Fatti, numeri e commenti

 

Alla fine il governo Meloni, con l’appoggio di quello francese di Macron, ce l’ha fatta. La Commissione europea propone la sospensione per un anno dei dazi della nazione più favorita sulle importazioni di fertilizzanti azotati e delle materie prime necessarie alla loro produzione, con un risparmio stimato di circa 60 milioni di euro per il comparto agroalimentare.

La misura, che esclude Russia e Bielorussia, arriva dopo l’allarme lanciato dagli agricoltori per l’aumento dei costi e il crollo dell’import, e si inserisce nel dibattito sull’impatto del Cbam, ovvero il Meccanismo di adeguamento del carbonio alla frontiera.

LA PROPOSTA DI BRUXELLES E IL RISPARMIO STIMATO

L’esecutivo Ue ha messo sul tavolo la sospensione temporanea dei dazi della nazione più favorita (Npf) sulle importazioni di diversi fertilizzanti azotati essenziali e sugli input produttivi come ammoniaca e urea. Come spiega Eunews, la sospensione si applicherebbe a tutti i Paesi terzi, con l’esclusione di Russia e Bielorussia, attraverso contingenti tariffari esenti da dazi, mentre oltre tali quote tornerebbero applicabili le tariffe standard Npf.

Secondo quanto indicato da Bruxelles, l’intervento punta a “rafforzare il settore agroalimentare dell’Ue, riducendo i costi per gli agricoltori e l’industria dei fertilizzanti grazie a un risparmio stimato di 60 milioni di euro in dazi all’importazione” e “faciliterà inoltre la riduzione della dipendenza dell’Ue dalla Russia e dalla Bielorussia e sosterrà la diversificazione dell’approvvigionamento, laddove le importazioni sono ancora necessarie per il settore agricolo dell’Ue e l’industria dei fertilizzanti”.

L’ALLARME SUI COSTI E IL CROLLO DELL’IMPORT

La proposta rappresenta una prima risposta alle preoccupazioni del mondo agricolo europeo. Il Copa-Cogeca, la sigla che riunisce le organizzazioni e le cooperative degli agricoltori europei, ricorda Il Sole 24 Ore, aveva segnalato che dall’inizio dell’anno le importazioni di fertilizzanti nell’Unione sarebbero diminuite dell’80%, in un contesto segnato da dazi elevati e dall’entrata in vigore del meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere.

Il commissario al Commercio Maroš Šefčovič ha sottolineato che “mantenere i fertilizzanti a prezzi accessibili è fondamentale per il reddito degli agricoltori e per la sicurezza alimentare europea” e che “sebbene i prezzi si siano stabilizzati, restano circa il 60% più alti rispetto al 2020”, “rendendo la situazione insostenibile”.

Gli agricoltori, tuttavia, avevano chiesto sia una riduzione dei dazi sia la sospensione del Cbam, ritenendo che l’aumento dei costi potesse mettere a rischio la produzione agricola comunitaria.

IL NODO CBAM E LE MISURE GIÀ ADOTTATE

Già a dicembre 2025 la Commissione era intervenuta nell’ambito del Cbam introducendo un’eccezione alle regole di calcolo standard per i fertilizzanti, che risultano l’unico settore a beneficiare di tale deroga. È previsto infatti l’utilizzo di un ricarico dell’1% invece del 10% applicato agli altri comparti, con un incremento progressivo fino al 30%.

LE REAZIONI DI CONFAGRICOLTURA E COLDIRETTI

Le organizzazioni agricole italiane hanno accolto positivamente la sospensione dei dazi. Confagricoltura ha espresso soddisfazione per la proposta, sottolineando che vengono recepite le richieste avanzate a livello europeo e nazionale per contenere i costi produttivi e garantire stabilità alla filiera.

Coldiretti e Filiera Italia hanno definito l’intervento un primo passo, evidenziando tuttavia la necessità di cancellare il Cbam applicato ai fertilizzanti per evitare nuovi oneri sulle imprese agricole europee.

IL RUOLO DELL’ITALIA E LE DICHIARAZIONI DI LOLLOBRIGIDA

Il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida ha definito la proposta “un risultato dell’Italia e del governo guidato da Giorgia Meloni. Una misura concreta per sostenere la competitività delle imprese e consentire, secondo le stime di Bruxelles, un risparmio di circa 60 milioni di euro”.

“Si tratta di una buona notizia – ha aggiunto il ministro – in linea con le richieste italiane, che contribuirà a ridurre la dipendenza dell’Unione europea da Mosca e Minsk e a rafforzare la competitività del comparto agricolo europeo. Continueremo a lavorare con determinazione perché l’Europa ascolti sempre di più le istanze del mondo agricolo e produttivo, superando scelte ideologiche che in passato hanno penalizzato le nostre imprese”.

La richiesta italiana era stata formalizzata il 7 gennaio con una lettera indirizzata al commissario europeo per l’Agricoltura e lo Sviluppo rurale, Christophe Hansen, nella quale si chiedeva la sospensione del Cbam per i fertilizzanti e l’azzeramento dei dazi all’importazione da Paesi terzi. “Con l’entrata in vigore del meccanismo dal 1 gennaio – aveva avvertito il ministro – il settore agricolo rischia un aumento significativo dei costi. L’allarmante situazione di mercato suggerisce di attivare quanto prima una clausola sospensiva”.

“Nell’immediato, tuttavia, riterrei opportuno adottare una misura parallela a vantaggio dei nostri agricoltori attraverso un azzeramento dei dazi all’importazione di fertilizzante da Paesi terzi. Tale misura dovrebbe entrare in vigore rapidamente ed essere nell’ordine di grandezza dei costi del Cbam”, aveva concluso Lollobrigida.

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