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Tiscali, dopo gli esodi anche 180 licenziamenti nel piano di crisi

Tiscali taglia ancora il personale: la società apre la procedura per 180 licenziamenti. Si tratta della seconda fase del piano di riorganizzazione della società sarda che prevede una riduzione dell’organico finalizzata alla gestione della crisi e alla cessione di un ramo d’azienda.

Prosegue la dieta per Tiscali, società tlc sarda fondata negli anni ’90 da Renato Soru, fusa nel 2022 con il ramo retail di Linkem, primo operatore negli accessi a banda larga con le tecnologie wireless (Fwa) fondato nel 2001 dall’imprenditore Davide Rota.

Da tempo in difficoltà, la società nata da quella fusione – oggi parte del gruppo Tessellis – ha avviato la seconda fase del piano di riorganizzazione con l’apertura della procedura di licenziamento collettivo per 180 dipendenti su un totale di 729, dopo una prima fase di esodi incentivati conclusa con 220 uscite. Il percorso si inserisce nella gestione della crisi del gruppo e nella prospettiva di cessione del proprio ramo consumer (B2C Tiscali, quello dei servizi ai cittadini) a Canarbino, gruppo ligure fornitore di gas, energia elettrica e servizi di telefonia.

Lo scorso 1° marzo la controllante Tessellis spa ha accettato infatti un’offerta vincolante per la valorizzazione del ramo d’azienda B2C e dei marchi «Tiscali» e «Linkem», attraverso un’operazione che prevede una fase iniziale di affitto seguita dal successivo acquisto definitivo.

Tutti i dettagli.

LA COMPOSIZIONE NEGOZIATA DELLA CRISI

Il 12 marzo la società ha reso noto che nell’ambito del processo di composizione negoziata della crisi d’impresa avviato per Tessellis e per le controllate Tiscali Italia e GO Internet, il 10 marzo la Camera di Commercio di Cagliari-Oristano ha nominato Massimo Zappalà quale esperto unico. Tesselis aveva presentato istanza di accesso ai sensi dell’art. 12 e ss. del Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza (CCII) in data 1° marzo 2026. Inoltre, la società ha reso noto di aver provveduto a depositare presso il competente Tribunale di Cagliari il ricorso avente ad oggetto la conferma delle misure protettive richieste ai sensi dell’art. 18 CCII e la richiesta di concessione di misure cautelari, ex art. 19 CCII.

SECONDA FASE DEL PIANO DI RIORGANIZZAZIONE

Nel frattempo, dopo la prima procedura per gli esodi incentivati andata a buon fine con 220 uscite, ora Tiscali avvia quella per il licenziamento collettivo di 180 persone su un totale di 729 dipendenti dislocati tra le sedi di Cagliari, Bari, Taranto, Roma.

Una misura necessaria, quella dell’alleggerimento dell’organico, finalizzata alla composizione della crisi e quindi alla cessione del ramo d’azienda.

LA DECISIONE DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DI TESSELLIS

“Il 1° marzo il Consiglio di amministrazione della controllante Tesselis – scrive l’azienda nella nota inviata a Unindustria – ha accettato un’offerta vincolate per la valorizzazione del ramo d’azienda B2C dei marchi Tiscali e Linkem”. L’operazione è realizzata tramite affitto di ramo d’azienda finalizzato al successivo acquisto da parte di Canarbino.

LA CESSIONE DEL RAMO B2C DI TISCALI

Con 700 dipendenti e 800mila clienti gestiti nel retail, Canarbino è un primario operatore nel settore energetico italiano presente lungo l’intera filiera del gas naturale e dell’energia elettrica, indica la nota di Tessellis. Il gruppo opera attraverso diverse società controllate ed è attivo nei segmento dell’approvvigionamento e del trading attraverso la società HB Trading e della vendita di energia e gas a clienti finali con le società Segnoverde ed Energia Pulita.

LA PARABOLA (CALANTE) DI TISCALI

Ma perché la società sarda, da telco con la maggior copertura di Fibra a disposizione in Italia, è approdata all’ultima spiaggia dei licenziamenti?

Come ricostruisce oggi il Corriere, “Tiscali è stata fondata a gennaio 1998 a Cagliari dall’imprenditore Renato Soru, in seguito alla deregolamentazione del mercato telefonico italiano. L’azienda è stata la prima a offrire l’accesso gratis a internet.  Dal 1999 al 2003 acquisì numerose aziende (come Liberty Surf in Francia e World Online in Olanda) con l’obiettivo di diventare un internet provider paneuropeo. Ma il modello non ha funzionato e nel 2009, con l’annuncio della vendita di Tiscali Uk, l’azienda è tornata a operare solo sul mercato italiano”.

LA FUSIONE CON LINKEM QUATTRO ANNI FA

Era il 2022 quando Soru ha predisposto l’operazione che puntava ad integrare in un’unica realtà societaria e commerciale il Gruppo Tiscali (all’epoca in perdita) e il ramo retail del Gruppo Linkem, diventato il principale azionista di Tiscali con il 62% circa delle azioni.

Dalla fusione, – la prima rilevante operazione di un consolidamento nel comparto tlc come sottolineava all’epoca il Sole 24 Ore – la società mirava diventare il quinto operatore del mercato fisso e il primo attore nel segmento degli accessi a banda ultralarga nelle tecnologie Fwa (fixed wireless access) e Ftth (fiber to the home), con una quota di mercato complessiva pari al 19,4% (Fonte dati Agcom).

Come evidenziava la nota societaria, “l’operazione prevede l’integrazione degli asset organizzativi delle società coinvolte al fine di generare significative sinergie industriali e cogliere al meglio le opportunità connesse all’implementazione del PNRR grazie ad un’offerta integrata di servizi fissi, mobili, 5G, cloud e smart city”.

A inizio 2022 Davide Rota, già fondatore e ad di Linkem, nominato poi ad di Tiscali dal cda a seguito della sottoscrizione dell’accordo di fusione del dicembre 2021, spiegava in un’intervista al quotidiano confindustriale  che “una combinazione fra società con dimensioni come le nostre è un vantaggio in realtà. La velocità è una condizione essenziale sul mercato attuale e futuro. E l’unione di due grandi realtà o anche il veder confluire una realtà in una società più grande possono non fornire quella snellezza necessaria in una fase come quella attuale”.

Parole che si scontrano con la dura realtà odierna.

L’ASSETTO DEL GRUPPO TESSELLIS

Lo scorso maggio infatti, Tessellis spa, la società risultante dalla fusione per incorporazione del ramo retail di Linkem con Tiscali a partire dal 19 gennaio 2023, ha annunciato l’approvazione del progetto di bilancio consolidato al 31 dicembre 2024 da parte del consiglio di amministrazione, insieme alla notizia dell’uscita di Davide Rota, segnalava CagliariToday.

COMPOSIZIONE AZIONARIATO

Sul suo sito web, la società spiega che “la sfida di Tessellis, che concettualmente richiama la nozione di mosaico in latino, è quella di configurarsi come un abilitatore tecnologico, in grado di combinare i propri asset in un ecosistema capace di generare valore ed innovazione”.

Come si evince dalla composizione azionaria, Shellnet Sapa di Shellnet GP Srl è azionista di controllo della società e del gruppo Tessellis con il 53,28% di azioni.

I NUMERI 2024

Guardando agli ultimi numeri, il gruppo Tessellis ha chiuso il bilancio consolidato per l’esercizio 2024 con ricavi e redditività in calo: i primi si attestano a 219,8 milioni di euro, rispetto ai 233,9 milioni del 2023, mentre l’Ebitda è pari a 26 milioni di euro, rispetto ai 34,7 milioni del 2023. Per quanto riguarda il risultato netto è negativo per 57,9 milioni di euro, sebbene in miglioramento rispetto ai -62,2 milioni del 2023. Al 31 dicembre 2024 Tessellis ha ridotto comunque la perdita di circa 4 milioni di euro, da 62,2 milioni di euro a 57,9 milioni.

LA PROCEDURA DI LICENZIAMENTO COLLETTIVO

Tuttavia, la società non è riuscita a risalire la china. Da qui l’avvio della procedura di licenziamento collettivo per 180 lavoratori su un organico complessivo di 729 dipendenti “adottando come unico criterio di individuazione la non opposizione al licenziamento”.

LA DISTRIBUZIONE DEGLI ESUBERI

Il numero più consistente riguarda Cagliari, dove gli esuberi interessano 8 quadri, 62 impiegati e 11 giornalisti. A Taranto sono coinvolti 73 impiegati, mentre a Roma si contano 2 quadri, 10 impiegati e 1 giornalista. A Bari sono previsti 10 impiegati e 2 quadri, infine a Milano 1 quadro.

L’AVVIO DEL CONFRONTO

Si apre ora una nuova fase che prevede una serie di incontri entro 15 giorni per presentare le diverse opzioni per gestire gli esuberi e capire quale futuro resti per i lavoratori.

Il 18 marzo, l’Assessora regionale del Lavoro Desirè Manca ha attivato un coordinamento con le Regioni Sardegna, Puglia e Lazio coinvolte nella vertenza Tiscali, con l’obiettivo di promuovere un’azione condivisa e coordinata a tutela dei lavoratori, sottolineando che “Si tratta di una vertenza di livello nazionale, che per l’impatto occupazionale e territoriale richiede una risposta coordinata”.

 

 

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