Riflettori puntati su Peter Thiel, miliardario della tecnologia fondatore di Palantir Technologies – la società californiana più controversa di data mining, con profondi legami con i servizi segreti e le agenzie militari statunitensi – atteso questo fine settimana in Italia.
Dal 15 al 18 marzo Thiel sarà a Roma per una serie di lezioni dedicate al tema dell’Anticristo. Il fondatore di Palantir e figura di riferimento del trumpismo tech parteciperà a una kermesse a porte chiuse organizzata dall’Associazione culturale Vincenzo Gioberti. L’iniziativa, che riunirà una platea selezionata di invitati, porterà nella capitale il magnate ultraconservatore per discutere la sua interpretazione della crisi della civiltà occidentale.
Ma la visita si inserisce in un contesto più ampio di interlocuzioni tra l’azienda fondata da Thiel e istituzioni europee, Italia compresa. Tra contatti con il ministero della Difesa, collaborazioni nel settore sanitario e manifatturiero, Palantir sembra muoversi all’interno di una rete di relazioni che coinvolge istituzioni pubbliche, aziende e ambienti accademici.
I rapporti con l’Italia risultano per ora soprattutto esplorativi o legati a specifici progetti, ma si inseriscono in una più ampia strategia europea della società di analisi software.
La società con sede a Denver guidata da Alex Karp è da tempo nota per il suo lavoro a sostegno della difesa nazionale. Per chi non l’abbia mai sentita nominare prima, basti pensare che la tecnologia di Palantir è utilizzata dalla polizia di frontiera americana, l’Ice, per trattenere i migranti fino alle missioni militari in Afghanistan. Sempre Palantir è dietro al sistema Maven del Pentagono,utilizzato per l’individuazione e la prioritizzazione degli obiettivi in tempo reale a supporto delle operazioni di combattimento in Iran e Venezuela.
Tutti i dettagli.
LA PRESENZA IN ITALIA A PARTIRE DAL SETTORE SANITARIO
Prima che nel settore militare, Palantir è già presente in Italia anche nel campo sanitario.
Nell’ottobre 2023 il policlinico Agostino Gemelli ha stipulato un accordo proprio con l’azienda software guidata da Alex Karp. Nello specifico, il Centro di Ricerca Generator RWD dell’ospedale del papa utilizzerà Foundry, la piattaforma operativa innovativa di Palantir, per la gestione e l’elaborazione su larga scala dei dati clinici.
Durante la pandemia sia gli Stati Uniti sia i suoi alleati si sono affidati al software Palantir per il tracciamento dei contatti e nell’analisi dei dati sanitari. Dunque l’azienda non è nuova a creare software per gestire, analizzare e proteggere i dati (inclusi strumenti per aiutare a rintracciare i sospetti di terrorismo) collabora con le istituzioni sanitarie. Palantir aveva già supportato il National Health Service (Nhs), il servizio sanitario inglese, con il suo software di analisi nella gestione di ventilatori e strumenti DPI per fronteggiare la pandemia Covid.
Sempre nello stesso anno la controversa azienda tecnologica statunitense, in partnership con la società di consulenza Accenture, si è aggiudicata il più grande contratto IT nella storia del servizio sanitario nazionale inglese (Nhs). Il contratto da 330 milioni di sterline con l’Nhs riguardava la realizzazione della Federated Data Platform (FDP), piattaforma per traghettare l’Nhs “nell’era digitale” secondo il ministro della Salute, Wes Streeting.
LA PARTNERSHIP CON IL GRUPPO FEDRIGONI
Ma le collaborazioni di Palantir non si esauriscono al settore sanitario.
Lo scorso giugno l’azienda software americana ha annunciato la sottoscrizione di una partnership pluriennale con il gruppo veronese Fedrigoni, produttore di riferimento globale di carte speciali per packaging. Questa alleanza strategica si propone di accelerare la trasformazione digitale di Fedrigoni sfruttando le capacità IA avanzate e le soluzioni innovative di Palantir, indicava la nota. Orientata inizialmente all’ottimizzazione degli stock e alla previsione della domanda, la partnership si sta ora ampliando per supportare gli obiettivi complessivi di trasformazione digitale del gruppo italiano.
I CONTATTI CON LA DIFESA ITALIANA
E ora arriviamo ai rapporti con la Difesa italiana.
Secondo informazioni emerse negli ambienti istituzionali, la Direzione nazionale armamenti del ministero della Difesa avrebbe spedito a diverse aziende, tra cui Palantir, un invito a presentare proposte relative all’utilizzo dell’intelligenza artificiale nella cybersicurezza, rileva il quotidiano Domani. L’iniziativa rientra in un quadro di consultazioni preliminari con operatori tecnologici internazionali.
LE INTERROGAZIONI PARLAMENTARI SUI RAPPORTI DI PALANTIR CON IL GOVERNO
La possibile penetrazione dell’azienda fondata da Peter Thiel ha attirato anche l’attenzione della politica italiana alla luce del prossimo arrivo dell’imprenditore nella capitale. Il deputato del Partito democratico Andrea Casu, insieme a Giuseppe Provenzano, ha presentato un’interrogazione parlamentare per chiedere chiarimenti su eventuali rapporti tra il governo e le aziende di Thiel, a partire da Palantir. A proposito di Peter Thiel. il dem Casu sottolinea “Si tratta di una figura definita il “re della sorveglianza di massa” che non ha mai nascosto la volontà di ampliare la propria influenza anche nei Paesi europei”.
All’interrogazione parlamentare del Pd si è aggiunta anche la richiesta di chiarimento di Elisabetta Piccolotti di Alleanza Verdi e Sinistra, che ha sollevato interrogativi sugli eventuali incontri istituzionali previsti durante la visita di Thiel in Italia. “Tra pochi giorni Peter Thiel arriverà in Italia e né il Governo né Giorgia Meloni hanno ancora risposta ad una domanda molto semplice: la Presidente del Consiglio o altri ministri lo incontreranno o no? Di fronte a un tema così delicato il Governo continua a tacere, senza chiarire se siano previsti incontri istituzionali né se ci siano in essere trattative tra le istituzioni italiane e Palantir, l’azienda di Thiel”.
“Non sono ipotesi campate in aria: Palantir – prosegue la deputata rossoverde – è una delle più potenti aziende al mondo nell’analisi dei dati per governi e apparati di sicurezza a cui anche la difesa americana ha ceduto parte dei suoi servizi di intelligence. A questo si aggiunge un altro fatto intollerabile: da settimane restano senza risposta diverse interrogazioni parlamentari sul rapporto tra lo Stato italiano e Palantir. Parliamo della possibile gestione di banche dati pubbliche, dalle cartelle sanitarie alle informazioni fiscali e catastali”.
I CONTRATTI ASSEGNATI DAL MINISTERO DELLA DIFESA ITALIANO A PALANTIR
In realtà, andando a setacciare il sito del ministero della Difesa, risulta che dei contratti siano già attivi con Palantir.
Il primo che emerge dal sito di Palazzo Baracchini è del 2015: la Direzione Informatica Telematica e Tecnologie Avanzate (Teledife), inserita nell’area tecnico-amministrativa dell’Amministrazione Difesa responsabile dell’acquisizione e gestione di sistemi telematici, informatici e tecnologici per le Forze Armate italiane, ha deliberato l’acquisizione del Sistema Hardware e software di Palantir Technologies Inc. (Usa) dal valore di 1 milione di euro, per complessivi 1.324.920 di euro.
Dopodiché arriviamo al 26 maggio 2021 quando sempre Teledife ha assegnato a Palantir Italia Srl un contratto da 148mila euro per la fornitura nuove funzionalità Programma Palantir. Sempre nel 2021 risultano i contratti con Palantir Italia Srl per il programma “Palantir”, il primo da 434.998 euro e il secondo da 99.998 euro.
I NUMERI DI PALANTIR ITALIA SRL
Palantir Italia srl è la società controllata al 100% dall’americana Palantir International Inc.
Il cda dell’azienda è presieduto da Attilio Rotondi e composto dall’indiana Aishwarya Nair (ceo) con residenza in Gran Bretagna e l’americana Hsin Yi Monica Wu (nata a Taiwan). La società con sede a Roma conta 5 dipendenti.
La società ha registrato nel 2024 un fatturato pari a 1,2 milioni di euro, in calo rispetto a 1,9 milioni di euro del 2023. Anche l’utile si dimezza a 45mila euro (contro 82mila euro dell’anno precedente). I costi della produzione si attestano a 1,9 milioni di euro. Nel 2024 la società ha però dimezzato il debito: da 1,2 milioni di euro nel 2023 a 655mila euro nel 2024.
Nella nota di bilancio, si specifica che la “voce Ricavi delle vendite e delle prestazioni include le prestazioni di servizi derivanti dai contratti in essere con la pubblica amministrazione per euro 138.950 e ricavi per servizi prestati nei confronti della capogruppo Palantir Technologies Inc., per un importo complessivo di euro 1.278.391, in relazione ai rapporti contrattuali in essere con il gruppo Palantir”.
I LEGAMI CON LA NATO E NON SOLO
Tutto ciò mentre Palantir Technologies ha rafforzato la propria presenza in Europa con accordi istituzionali e militari.
La società fondata da Thiel ha firmato una partnership con il ministero della Difesa britannico per l’uso delle proprie tecnologie nel settore militare e vanta anche un accordo pluriennale con l’intelligence interna francese (DGSI).
L’anno scorso ha ottenuto contratti con la Nato nel campo dell’intelligenza artificiale. Il 15 aprile 2025 la Nato Communications and Information Agency (Ncia) ha annunciato infatti di aver completato l’acquisizione di Palantir Maven Smart System Nato (MSS Nato) alla fine di marzo. La Nato ha dichiarato di voler utilizzare Maven per accelerare l’adozione di nuove soluzioni di intelligenza artificiale, inclusi modelli e simulazioni in fase di sviluppo nei suoi 32 stati membri. Nella nota della Ncia si sottolinea l’acquisizione del MSS Nato è stata una delle più rapide nella storia dell’Alleanza, richiedendo solo sei mesi dalla definizione dei requisiti all’acquisizione del sistema.
La parentesi romana di Peter Thiel arriva dunque mentre i rapporti tra Palantir e istituzioni europee continuano ad ampliarsi, e l’Italia compare tra i Paesi in cui la presenza della società di analisi dei dati è già documentata da contratti, collaborazioni e interlocuzioni istituzionali.







