Domenica Enel ha annunciato l’avvio di un programma di riacquisto di azioni proprie (buyback) dal valore di 1 miliardo di euro, equivalente all’1,48 per cento del capitale sociale. Al momento, la società detiene 136.754.875 azioni proprie e il maggiore azionista è il ministero dell’Economia, con il 23,6 per cento delle quote.
Il programma di buyback partirà oggi, lunedì 23 febbraio, e si protrarrà non oltre il 31 luglio. L’obiettivo è “riconoscere agli azionisti una remunerazione aggiuntiva rispetto alla distribuzione dei dividendi per effetto dell’annullamento delle azioni proprie acquistate per tale finalità”. Tra il 1 agosto e il 16 dicembre dell’anno scorso Enel aveva già acquistato azioni proprie, sempre per un esborso complessivo di 1 miliardo.
L’AGGIORNAMENTO DEL PIANO STRATEGICO
Oggi, peraltro, Enel ha presentato il suo piano strategico per il prossimo triennio. Ci si aspettava, come è stato, una focalizzazione ancora maggiore sui mercati energetici d’Europa e degli Stati Uniti, alla ricerca di una stabilità normativa che possa garantire rendimenti certi sul lungo periodo. L’America latina – dove negli anni passati ha ampliato in modo significativo la sua presenza – rimane nel portafoglio, ma non riceverà le stesse attenzioni delle altre due regioni.
In Europa, in particolare, Enel si concentrerà sulle reti elettriche, un settore regolamentato e cruciale per la transizione energetica, che si fonda proprio sull’elettrificazione dei consumi. Già nel piano strategico 2025-2027 la società aveva per l’appunto spiegato di voler concentrare i suoi investimenti sulle reti elettriche in Italia e in Spagna: più nello specifico, la spesa per queste infrastrutture crescerà fino ad arrivare a 26 miliardi.
D’altra parte, le regioni europea e statunitense non garantiscono una stabilità normativa assoluta. Per esempio, l’amministrazione di Donald Trump ha rimosso gran parte degli incentivi economici alle fonti rinnovabili – Enel è la più grande operatrice di capacità rinnovabile al mondo -, mentre in Italia il governo ha alzato l’Irap sulle società elettriche e detto di voler scorporare le quote Ets dalle bollette, due interventi che potrebbero ridurre i margini di guadagno di Enel.
L’ACQUISIZIONE DI IMPIANTI RINNOVABILI NEGLI STATI UNITI
Sabato 21, invece, Enel ha firmato un accordo da 850 milioni di euro con il fondo di private equity Excelsior Energy Capital per acquisire una serie di impianti eolici e solari negli Stati Uniti, dalla capacità installata totale di 830 megawatt.
L’operazione, che dovrebbe concludersi nel terzo trimestre dell’anno, dovrebbe avere un effetto netto positivo sull’Ebitda ordinario consolidato di circa 145 milioni di dollari. La società punta a raggiungere in Nordamerica una capacità installata da fonti rinnovabili (eolico, solare e stoccaggio) di circa 13 gigawatt.







