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Startup Innovative

Avviata un’indagine per capire quali delle 5000 startup innovative italiane lo sono realmente. Giovani imprese chiamate a rispondere ad un questionario approfondito 

Quali startup sono realmente innovative? È stata avviata da Istat e ministero dello Sviluppo economico una indagine fra oltre 5mila startup innovative italiane registrate nella sezione speciale del Registro delle imprese per capire quante di queste sono davvero innovative. Lo scorso 31 marzo è stata inviata agli indirizzi di posta elettronica certificata delle giovani società una comunicazione con cui si invitano i responsabili a compilare i quesiti online dell’indagine  #StartupSurvey sul portale Istat Imprese.

Obiettivo è fare chiarezza e comprendere meglio il fenomeno startup. Il comparto, infatti, non sembra essere in piena salute: si parla di sei startup su dieci in rosso, di un’occupazione intorno alle 20-25mila persone e di un’ancora ridotta capacità attrattiva rispetto al venture capital.

Le giovani imprese avranno tempo fino al 27 maggio per rispondere al questionario, che si articola in quattro sezioni:capitale umano e mobilità sociale (reddito, background, provenienza dei componenti, esperienza accademiche), modalità di finanziamento (composizione societaria, fonti finanziarie, strategie), innovazione (idea, portata di innovazione ed effetti…) e conoscenza e soddisfazione (valutazione delle misure governative e delle conseguenze sulla startup).

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Startup innovative: cosa sono?

Le startup innovative sono società di capitali non quotate in un mercato regolamentato, sono società di nuova costituzione (non più vecchie di 5 anni), non distribuiscono utili e non sono emanazione di altre società. Particolare attenzione è posta nei confronti della ricerca e dello sviluppo, uno dei criteri per accedere alla definizione di startup innovativa riguarda i gradi accademici dei lavoratori: un terzo dei lavoratori deve essere in possesso di un dottorato di ricerca (o aver svolto attività di ricerca, dopo la laurea per almeno tre anni in Istituto di ricerca pubblico o privato in Italia o all’estero), oppure almeno due terzi di una laurea magistrale. In sintesi, queste imprese devono essere caratterizzate da una natura altamente innovativa dal punto di vista tecnologico e proporre qualcosa di nuovo.

Come fondare una startup innovativa?

Da qualche mese è tutto molto più semplice, non serve più andare dal notaio. L’Italia facilita il processo di innovazione: con il decreto che ‘introduce la possibilità di costituire una startup innovativa, definita ai sensi dell’articolo 25 del decreto-legge 179/2012 e successive modificazioni, mediante un modello standard tipizzato con firma digitale, ferma restando la possibilità di costituire la società per atto pubblico’, si legge sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico.

Insomma, grazie al nuovo decreto, gli atti potranno essere redatti direttamente dai soci della startup innovative oppure avvalendosi dell’Ufficio del Registro delle imprese, che autenticherà le sottoscrizioni e procederà in tempo reale all’iscrizione, permettendo la nascita della società contestualmente all’apposizione dell’ultima firma.

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