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Se i colossi del tech investono sulla banda ultra larga

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Banda ultra larga

Apple è pronta ad investire miliardi di euro per migliorare i propri data center. E’ al varo un progetto per dotarsi di un infrastruttura di banda ultra larga per sostenere gli archivi di iTunes, i contenuti Cloud degli utenti, Apple Music e l’assistente vocale Siri. 

Apple si prepara a competere con Amazon, Google e Microsoft in tema di big data. Secondo quanto riporta la testata statunitense Bloomberg, Apple è pronta ad investire miliardi di dollari per dotarsi di una rete ad alta velocità e migliorare i propri data center. Il colosso americano ha necessità di poter contare su un’infrastruttura di banda ultra larga più efficiente per sostenere i servizi offerti in cloud: dalla musica e i film di iTunes all’archivio di contenuti su iCloud, dall’assistente vocale Siri – che vedrà con il nuovo sistema operativo iOs 9 un rivisitazione,  al nuovo Apple Music – il neo concorrente di Spotify per lo streaming di canzoni.

Secondo quanto riporta Bloomberg, Cupertino ha intenzione di costruire un’infrastruttura per il collegamento fisico tra i suoi principali data center negli Stati Uniti. Le indiscrezioni vogliono che saranno interessati i data center che costruiscono la principale spina dorsale del servizio Apple: in California, Nevada, North Carolina e Oregon. Dai principali hub i contenuti arriverebbero direttamente ai consumatori attraverso la banda ultra larga, con connessioni che superino i cento gigabit al secondo.

Ancora non è noto quando l’azienda sia disposta a spendere per lo sviluppo dell’infrastruttura, ma secondo le stime Apple è stato nel 2014 il settimo più grande spender dell’infrastruttura cloud. Basti pensare che solo in Europa Apple aveva investito nel febbraio scorso 1.7 miliardi di euro per la costruzione di due centri dati in Danimarca e Irlanda al fine di alimentare i propri servizi iTunes, App Store, iMessage, Mappe e Siri destinati solo ai clienti del vecchio continente.

banda ultra larga

Con questa mossa Apple sembra ricalcare la strategia di Google. Negli Stati Uniti  l’azienda di Mountain View alimenta i propri data center grazie a migliaia di cavi di fibra ottica di proprietà supportati da software e hardware Made in Google per gestire i problemi di capienza. Google non è l’unica, anche altre aziende come Microsoft, Amazon e Facebook hanno deciso di investire miliardi di dollari per la costruzione di infrastrutture di proprietà per supportare la fornitura dei servizi cloud.

 

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