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Telegram oscura 78 canali legati a Isis

Telegram

Telegram, il servizio di messaggistica utilizzato da Isis piattaforma per propaganda e reclutamento, ha annunciato provvedimenti per bloccare i canali usati dal gruppo terroristico. 

In comunicato diffuso mercoledì sul proprio sito, Telegram ha dichiarato di aver identificato e bloccato 78 canali di trasmissione legati a ISIS. Nella dichiarazione la società ha sottolineato che con lo spegnimento canali legati a ISIS non si vuole alcun modo limitare la libertà di parola. “benché blocchiamo bot e canali dei terroristi, non blocchiamo chiunque esprima pacificamente opinioni alternative”. Telegram permette agli utenti di inviare gratuitamente messaggi cifrati a qualsiasi numero di telefono, tablet o computer.

La popolare applicazione di messaggistica istantanea è diventata di recente lo strumento preferito dallo Stato Islamico per la trasmissione di notizie, la condivisione di video propagandistici legati alle vittorie e la diffusione di sermoni. L’applicazione è stata utilizzata dal gruppo terroristico per rivendicare la responsabilità degli attentati di Parigi, costati 129 vittime, e l’attentato in Egitto del mese scorso all’aereo russo costato la vita di 224 persone.

Per Rita Katz, direttrice del servizio d’intelligence con sede in Maryland SITO, una decina di canali su Telegram avevano raggiunto oltre i 10.000 follower. Da mercoledì pomeriggio alcuni di questi canali risultano non più accessibili. A differenza di Twitter che ha chiuso nel corso dei mesi migliaia di account legati a Stato islamico per aver violato le regole aziendali, ha aggiunto Rita Katz, prima di mercoledì i jihadisti hanno potuto operare su Telegram senza il timore di essere tracciati o oscurati.

Telegram conta al momento 60 milioni di utenti in tutto il mondo. Lo strumento è apprezzato dagli utenti per i suoi elevati standard crittografici che permettono di condividere in massima sicurezza video, testi e messaggi vocali. La società con sede a Berlino è stata fondata da due fratelli russi Pavel e Nicolay Durov, già fondatori di VKontakte, social network ispirato a Facebook che conta in Russia più di 100 milioni di utenti attivi. I fratelli Durov avevano dichiarato di sostenere la battaglia Edward Snowden, ex dipendente della National Security Agency che con le sue dichiarazioni ha dato avvio allo scandalo DataGate.

Fonte: Reuters

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