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Telecom: tutti i dossier aperti del successore di Patuano

di

Torri Wind-3 Persidera

Sono 4 i dossier sulla scrivania del successore di Marco Patuano: Convergenza Reti-Contenuti, Accordo Telecom – Mediaset, Banda ultralarga e Torri Inwit

Mentre sono state ufficializzate le dimissioni di Marco Patuano da amministratore di Telecom Italia, il principale gruppo di Tlc del Bel Paese è chiamato a nuove sfide, traguardi e cambiamenti. Da quando, meno di un anno fa, i francesi di Vivendi sono diventati i primi azionisti di Telecom, la rivoluzione è in atto. 4 i principali dossier aperti sulla scrivania del prossimo amministratore delegato, con l’obiettivo di promuovere innovazione e nuovi accordi. Vediamoli insieme.

Convergenza Reti-Contenuti

E’ ‘convergenza’ la parola chiave per il futuro di Telecom. Il piano di Vivendi appare chiaro: Telecom dovrà fornire anche contenuti. Gli operatori TLC sono chiamati a rinnovarsi e ad offrire sempre più servizi, migliorando le proprie offerte anche con contenuti esclusivi, per poter fare la differenza sul mercato, aumentando i ricavi medi per abbonato. Anche i media, d’altro canto, per ampliare la loro platea di telespettatori hanno bisogno di canali di distribuzione potenti, ammortizzando i costi di produzione su una base più ampia.

Su questo dossier l’Italia arriva in ritardo. La convergenza Reti-Contenuti è in pieno svolgimento negli altri Paesi. Un esempio concreto: negli Stati Uniti il numero uno delle Tlc, AT&T, ha comprato il bouquet televisivo DirecTv.

Accordo Telecom – Mediaset?

Rientra nel contesto della convergenza reti-contenuti il possibile accordo tra Telecom e Mediaset. Da tempo si parla di una possibile alleanza tra Vivendi, Telecom e Mediaset, di Silvio Berlusconi: si studiano i termini (e i dettagli finanziari) da mesi e nelle prossime settimane tutto potrebbe concretizzarsi.

Certo è che se Vivendi (e Telecom) porta a segno l’accordo, l’azienda di Corso Italia potrà confermarsi abilitatore tecnologico, offrendo i contenuti Premium di Mediaset tramite le proprie reti, in un’offerta che comprenda telefono e Internet, mentre Berlusconi potrà mettere in sicurezza i conti di Premium. E insieme “dichiarerebbero guerra” a Netflix.

A dirla tutta, un primo accordo tra il Gruppo Telecom Italia e Mediaset c’è stato qualche mese fa. La partnership ha concesso ai clienti TIM di accedere alla nuova offerta televisiva “Premium Online”, attraverso il set-top box TIMvision, grazie alla capacità trasmissiva delle reti a banda larga e ultralarga di TIM. Con “Premium Online”, per la prima volta tutti i contenuti di Mediaset Premium sono disponibili via web: live, on demand e in HD su tutti i device.

Telecom

Vincent Bollorè (Vivendi)

Banda ultralarga

Altro dossier sulla scrivania Telecom è la banda ultralarga. La partita, in questo settore, si giocherà solo nei luoghi (strategici) di maggiore redditività. Telecom e Metroweb lavoreranno, insieme, al progetto comune per la realizzazione della rete a 100 megabit al secondo, in 250 città. Ad occuparsi della realizzazione della rete pubblica per la banda ultralarga nelle cosiddette aree a fallimento di mercato sarà invece Infratel.

Il gioco delle Torri

Il cambio al vertice di Telecom Italia potrebbe anche dare una svolta al gioco delle torri. Tutto parte nel marzo 2015, quando Telecom Italia  ha scorporato le proprie antenne di trasmissione, costituendo la società denominata Inwit, ha quotato la società a Piazza Affari e poi ha messo in vendita il 45% del suo 60%. A contendersi le quote è Ei Towers, la società di torri tv e tlc controllata di Mediaset, e l’accoppiata tra la spagnola Cellnex, del gruppo Abertis, e il fondo F2i, partecipato con il 14% dalla Cassa Depositi e Prestiti.

Ei Towers ha assoluta necessità di trovare un partner per liberare strategie in un settore maturo come quello in cui opera e le torri Telecom potrebbero essere la sua ultima opportunità. La società del Biscione si assicurerà un rendimento stabile nel tempo?

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