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Ecco cosa faranno Popolare Bari e Popolare Sondrio dopo la sentenza della Consulta

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Tutti i prossimi passi della Popolare di Sondrio e della Popolare di Bari dopo la sentenza della Corte costituzionale sul decreto Renzi-Boschi

Che cosa faranno adesso Popolare di Sondrio e Popolare di Bari dopo la sentenza della Consulta che non ha censurato il decreto Renzi sulla trasformazione delle maggiori banche popolari in società per azioni? E’ la domanda che si stanno ponendo addetti ai lavori, azionisti, investitori e istituzioni finanziarie. Tutte in attesa di comprendere le mosse dei vertici dei due istituzioni dopo la decisione della Consulta.

CHE COSA HA STABILITO LA CORTE

I magistrati martedì scorso hanno stabilito che governo e Banca d’Italia non hanno travalicato le loro facoltà normative: anche a dispetto del Consiglio di Stato, che aveva accolto parzialmente alcune istanze dei soci popolari. “Le questioni di costituzionalità sollevate dal Consiglio di Stato sono state ritenute infondate”, riporta una nota, che preannuncia la sentenza nei tempi tecnici di 45-60 giorni -. La Corte ha anzitutto confermato che sussistevano i presupposti di necessità e urgenza per il decreto legge. Inoltre, la normativa impugnata – che in attuazione di quella europea sui requisiti prudenziali prevede la possibilità di introdurre limitazioni al rimborso in caso di recesso del socio – non lede il diritto di proprietà. “Quanto ai poteri normativi affidati alla Banca d’Italia, essi rientrano nei limiti di quanto consentito dalla Costituzione”.

LE SCELTE IN CANTIERE

Dopo la decisione della Corte Costituzionale che ha dichiarato legittima la riforma delle banche popolari varata dal Governo Renzi, Popolare Sondrio e Popolare Bari (gli unici due istituti con attivi al di sopra degli 8 miliardi di euro a essere rimasti cooperativi) sono al lavoro per ottemperare alla trasformazione in spa. Il primo passo formale delle due realtà sarà la convocazione delle assemblee dei soci chiamate ad approvare la metamorfosi societaria. Per procedere manca ancora un tassello fondamentale, ovvero un ulteriore passaggio del Consiglio di Stato sulla materia.

LE TAPPE DELLA POPOLARE DI SONDRIO

La Popolare di Sondrio, come da calendario finanziario, ha fissato l’assemblea dei soci il 28 aprile per l’approvazione del bilancio. L’assise non è stata ancora convocata e non è escluso che si opti per un’unica data in cui far passare al vaglio dei soci anche la trasformazione in spa. Nessuna decisione pare sia ancora stata presa, ma questa rimane un’ipotesi concreta. «È ipotizzabile che in un paio di mesi Pop Sondrio convochi l’assemblea straordinaria per trasformarsi in spa», sostengono gli analisti di Equita che sottolineano – come si legge su Mf – «l’aumento dell’appeal speculativo del titolo, oggi non pienamente scontato (p/te di 0,54 volte, in linea con Bper e Ubi), che può portare a un rerating del 10-20%». Indiscrezioni finanziarie non confermate dalla banca accreditano l’ipotesi che si possa costituire una holding controllata da una cooperativa che sia in cima alla piramide societaria sopra la banca trasformata in società per azioni. Ma resta da vedere se una tale prospettiva avrà il via libera della Bce, fanno notare alcuni osservatori.

CHE COSA SI DICE IN PUGLIA

E in Puglia cosa si fa dopo la sentenza della Consulta? La Popolare di Bari, secondo MF-DowJones, potrebbe convocare un’unica assemblea dei soci per l’approvazione del bilancio 2017 e la trasformazione in spa entro la primavera. Questa sarebbe un’ipotesi concreta allo studio della realtà pugliese presieduta da Marco Jacobini e guidata da Giorgio Papa. Il bilancio deve essere approvato dall’istituto entro il mese di maggio, termine entro il quale i soci potrebbero essere chiamati a esprimersi anche sulla metamorfosi societaria (la realtà pugliese in questo cammino è assistita dallo studio legale Rcc). Se le indicazioni normative sui tempi coincidessero con le esigenze della banca, allora potrebbe esserci la convocazione di un’unica assemblea, ordinaria e straordinaria in primavera.

LE DIFFERENZE PROSPETTICHE

A differenza della Popolare di Sondrio, la banca pugliese non punterebbe alla creazione di una holding intermedia spa – controllata da una cooperativa – cui conferire le attività bancarie. Non sarebbe nei piani nemmeno la quotazione in borsa (la banca è quotata solo sul Hi-Mtf).

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