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Perchè gli Usa si ritirano dall’accordo sul nucleare iraniano

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Usa abbandonano accordo sul programma nucleare iraniano, ma Germania, Francia, Inghilterra e Russia non appoggiano la decisione di Trump

 

 

Nelle scorse ore, Donald Trump ha bocciato l’accordo sul programma nucleare iraniano, dicendosi pronto ad abbandonarlo “in qualsiasi momento”, dal momento che l’Iran “non rispetta lo spirito dell’accordo”.

In pratica, l’amministrazione Usa non certificherà il rispetto dell’accordo del 2015 da parte di Teheran e chiede al Congresso di approvare nuove e più dure sanzioni contro il regime iraniano e agli alleati di unirsi agli Usa contro il programma missilistico di Teheran.

Ma cosa in realtà non va bene a Trump? E Come hanno reagito Teheran, Europa e Russia alle parole di Trump?

Cosa prevede l’accordo sul nucleare

nuclearePartiamo dall’inizio. L’accordo sul nucleare, siglato da Teheran e dai Paesi del cosidetto 5+1, ovvero dai membri del Consiglio di Sicurezza dell’ONU con potere di veto (Regno Unito, Francia, Stati Uniti, Russia e Cina, più la Germania) è stato raggiunto il 14 luglio del 2015 a Vienna dopo ben 13 anni di negoziati ed estenuanti trattative.

Il trattato, di 100 pagine e 5 allegati, prevedeva la rimozione delle sanzioni internazionali imposte all’Iran (eliminazione e non sospensione), a fronte di una serie di restrizioni al programma nucleare di Teheran. Per volontà di Barack Obama, allora Presidente Usa, l’accordo doveva essere un’opportunità storica di riavvicinamento tra la Repubblica Islamica e gli Stati Uniti.

Teoricamente la rimozione delle sanzioni sarebbe dovuta essere “immediata”, ma nella pratica si è dovuto attendere, prima, una risoluzione Onu e poi un certo periodo di tempo per permettere all’Aiea, Agenzia internazionale per l’energia atomica, di verificare che Teheran rispettasse i patti.

Gli impegni di Teheran

L’Iran ha concordato una moratoria di 15 anni sull’arricchimento dell’uranio al di sopra del 3,67% e la riduzione del numero di centrifughe, che non deve essere superiore a 5.060. Ha promesso la modifica del reattore ad acqua pesante di Arak, con l’obiettivo di non poter permettere la produzione di plutonio a sufficienza per la bomba nucleare.

Per 5 anni dalla firma dell’accordo di Vienna, resta in vigore l’embargo Onu sulle armi e per 8 anni quello sui missili balistici.

L’Agenzia internazionale per l’energia atomica può condurre ispezioni anche nei siti militari, solo dopo il via libera di Teheran.

Perchè Trump vuole abbandonare l’accordo?

Dunque, a siglare l’accordo è stato Barack Obama. Ma Donald Trump intende abbandonarlo. “L’Iran è sotto il controllo di un regime fanatico. Questo regime radicale ha distrutto la ricchezza della nazione, ha portato il caos. Per questo farò i passi necessari per evitare che l’Iran possa disporre dell’arma nucleare”, ha detto Trump nel discorso sulla nuova strategia Usa sul nucleare iraniano tenuto alla Casa Bianca.

trump silicon valley“L’accordo sul nucleare iraniano del 2015, voluto da Obama, altro non è che un piano strategico degli iraniani per uscire dalla stretta delle sanzioni. La possibilità di uscire dall’isolamento vuol dire per l’Iran avere soldi da investire nel finanziamento del terrorismo. Mentre si accelerava sull’acquisizione dell’arma nucleare. A cosa è servito quell’accordo se ha fermato la macchina del nucleare iraniano solo temporaneamente?”, ha aggiunto Trump.

Per Trump, Teheran ha “violato l’accordo” in diverse occasioni. L’Iran, accusano gli Usa, non avrebbe soddisfatto le richieste sulle centrifughe, non avrebbe permesso le ispezioni e sembrerebbe che stia facendo affari con la Corea del Nord.

“L’accordo – ha aggiunto poi Donald Trump – doveva servire alla pacificazione dell’area e invece il regime continua a sponsorizzare il terrorismo in Medioriente e nel mondo”. E così, “dopo aver consultato i nostri alleati, abbiamo studiato una nuova strategia per contrastare il regime iraniano. Nuove sanzioni, per fermare la proliferazione dei missili iraniani e il sostegno della guardia rivoluzionaria al terrorismo. Il più grande sponsor del terrorismo non deve avere il nucleare”. “È tempo per il mondo intero di unirsi a noi nel chiedere che il governo iraniano metta fine al suo perseguimento di morte e distruzione”, ha detto Trump.

La replica dell’Iran

Se gli Usa si sfilano dall’accordo, la Repubblica islamica iraniana prenderà “misure appropriate” per fare fronte alla nuova situazione, ha dichiarato il presidente del Parlamento iraniano Ali Larijani. “L’iran ha programmato tutte le variabili riguardo quanto possa succedere all’accordo nucleare. Tra i responsabili iraniani non c’è nessuna preoccupazione riguardo a questa materia ed abbiamo approntato misure appropriate per fare fronte a tutte le eventualità”, ha detto Larijani.

In pratica, se gli Usa si ritirano dall’accordo sul nucleare, anche Teheran farà lo stesso.

Anche il presidente Hassan Rouhani ha confermato questa linea. “Continueremo a rafforzare le nostre capacità di difesa. Le nostre armi e i nostri missili sono per la nostra difesa. Siamo sempre stati determinati nella nostra difesa e lo saremo ancora di più da ora in poi. Abbiamo provato a costruire le armi che ci servivano e da ora in poi faremo più sforzi per continuare a farlo”, ha detto Hassan Rouhani.

Le reazioni internazionali

GermaniaMentre il premier israeliano Benjamin Netanyahu, esprimeva tutta la sua gioia verso gli Usa per “l’audacia dimostrata nell’affrontare il regime terrorista dell’Iran”, gli “alleati” Angela a cui Trump chiedeva appoggio non sembravano concordare con il presidente americano.

Merkel, Emmanuel Macron e Theresa May, in una dichiarazione congiunta diffusa da Downing Street, hanno annunciato che Germania, Francia e Regno Unito restano “impegnate” con l’Iran e sperano in una “piena attuazione dell’accordo da tutte le parti”.

La decisione Usa “danneggerà l’atmosfera di prevedibilità, sicurezza, stabilità e non proliferazione in tutto il mondo”, hanno fatto sapere dal Cremlino.

Anche l’Italia “si unisce alla preoccupazione espressa dai capi di Stato e di governo di Francia, Germania e Regno Unito per le possibili conseguenze. Preservare l’accordo, unanimemente fatto proprio dal Consiglio di sicurezza nella risoluzione 2231, corrisponde a interessi di sicurezza nazionali condivisi”, ha detto il premier Paolo Gentiloni.

Europa: non possiamo permetterci la fine dell’accordo

“Non possiamo permetterci di mettere fine a un accordo che sta dando risultati” e di cui l’Aiea “ha verificato per otto volte il rispetto”, avrebbe replicato a Trump Federica Mogherini, alto rappresentante della politica estera dell’Unione europea. L’accordo, ricorda la Mogherini, “non può essere rotto da un solo Paese, perché non è un’intesa bilaterale ma internazionale, avallata da una risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump non ha il diritto di rescinderlo”.

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