Energia

La Svizzera abbandona il nucleare. La strategia energetica al 2050

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Nucleare svizzera

La Svizzera ha deciso di abbandonare il nucleare, ma gradualmente. Si punterà su efficienza energetica, rinnovabili e rifacimento delle rete elettrica

 

Più efficienza energetica, più rinnovabili e sempre meno nucleare. É questa, in estrema sintesi, la strategia energetica della Svizzera, che in un referendum tenutosi il 21 maggio 2017, ha votato a favore dell’abbandono graduale dell’atomo e di una politica di promozione delle energie rinnovabili attraverso i sussidi, nonostante gli eventuali costi in più in bolletta. Sono stati i cittadini, dunque, a delineare quella che sarà la Strategia energetica al 2050. Ma andiamo per gradi.

L’abbandono al nucleare

Ci sarà, ma sarà graduale. I cittadini svizzeri hanno votato, per il 58,1%, per l’abbandono dell’atomo, entro il 2050. Un margine di oltre 30 anni, dunque.

Inizialmente, la Ministra dell’energia, Doris Leuthard, aveva proposto chiudere le 5 centrali nucleari situate sul territorio svizzero entro il 2029. Un obiettivo ambizioso non supportato, però, da una strategia alternativa efficace per un Paese comunque energivoro.  I cinque impianti attuali, che hanno prodotto l’anno scorso 22,1 terawattora (un terzo della produzione nazionale di energia elettrica), potranno restare in funzione sino a quando saranno ritenuti sicuri. I 30 anni, per la completa dismissione, serviranno al Paese a rinforzare il settore rinnovabili e a ridurre i consumi medi dei cittadini, a cambiare le abitudini, ma anche ad adeguare l’intera rete elettrica alle novità in tema di energia.

«I risultati dimostrano che la popolazione chiede una nuova politica energetica e non vuole nuovi impianti nucleari», ha dichiarato il ministro elvetico dell’Energia Doris Leuthard, commentando i risultati del referendum.

Quale Strategia energetica al 2050?

Un primo pacchetto di misure c’è. E mira ad incrementare l’efficienza energetica e a promuovere il potenziamento della produzione di elettricità da fonti rinnovabili. E se è vero che l’addio al nucleare dovrebbe arrivare solo tra una trentina di anni, è vero anche che la Svizzera ha fissato delle tappe intermerdie. E mentre di prevede di accrescere, a 11400 gigawatts, la produzione di energie verdi, si punta anche a ridurre del 43% il consumo energetico della popolazione.

Dobbiamo dire che sono proprio i cittadini ad essere i primi interessati e i primi finanziatori del progetto. Secondo la legge approvata, infatti, gli utenti della rete elettrica contribuiranno agli investimenti nell’eolico, nel solare e nell’idroelettrico con una “tassa” annua di 480 milioni di franchi (totali). E ancora: ben 450 milioni di franchi arriveranno da una tassa sui combustibili fossili, già in vigore per ridurre del 43% entro il 2035 il consumo di energia nelle case.

Più rinnovabili

Per sostituire l’energia dell’atomo, la Svizzera punta alle rinnovabili. E a solare ed eolico in particolare, che ora coprono solo il 5% del fabbisogno nazionale, contro il 60% dell’indroelettrico e il 35% del nucleare.

decreto rinnovabiliIn particolare, secondo i piani della Strategia energetica al 2050, la produzione delle centrali idroelettriche, pari a 36,2 TWh nel 2015, dovrebbe raggiungere 37,4 TWh entro il 2035. Le altre energia rinnovabili, come solare, eolico, ma anche geotermia e biomasse, dovrebbero compiere un balzo nello stesso periodo da 1,7 a 11,4 TWh.

La Svizzera, ad oggi, risulta essere tra Paesi europei con la più alta quota di produzione di elettricità derivante da fonti rinnovabili, ma bisogna tenere presente che circa il 95% di questa sua elettricità da rinnovabili deriva solo dalle centrali idroelettriche.

I numeri parlano chiaro: su eolico e solare la Svizzera deve realmente accelerare. Il vento ha fornito nel 2015 solo lo 0,17% dell’elettricità consumata in Svizzera, contro una media Ue dell’8,3%; l’energia fotovoltaica, invece, ha assicurato solo l’1,7% dell’elettricità in Svizzera, contro una media Ue di 3,2%.

Per garantire una sempre maggiore diffusione dell’energia solare, già oggi i gestori di impianti fotovoltaici di piccole dimensioni (di potenza inferiore a 30 kilowatt) possono chiedere di beneficiare di un contributo una tantum sui costi d’investimento dell’impianto. Il contributo è pari, al massimo, al 30% dei costi d’investimento di un impianto paragonabile (impianto di riferimento). I contributi d’investimento saranno disponibili al più tardi fino al 2030.

Efficienza energetica: si punta agli edifici

Non solo rinnovabili. Il primo pacchetto di misure punta anche all’efficienza energetica degli edifici. “In Svizzera oltre il 40 per cento del consumo energetico e delle emissioni di CO2 dannose per il clima è causato dal settore degli edifici. Con il programma Edifici, la Confederazione e i Cantoni intendono ridurre sensibilmente il consumo energetico e le emissioni di CO2 del parco immobiliare svizzero”, si legge sul sito governativo.

Al fine di accelerare gli interventi di riqualificazione, è possibile detrarre, in base alla nuova legge, sia i costi operati in interventi di risanamento energetico degli edifici, sia i costi di demolizione sostenuti in vista della costruzione di un nuovo edificio sostitutivo. Con questa misura si punta a favorire i risanamenti totali rispetto a quelli parziali, oggi fiscalmente più interessanti.

Parco auto: le nuove automobili dovranno emettere mediamente solo 95 g CO2/km

ampera auto elettricaLa Strategia energetica nazionale al 2050 tiene presente anche il settore trasporti e prevede un inasprimento delle attuali prescrizioni in materia di emissioni. In base alle nuove norme, entro la fine del 2020, le automobili di nuova immatricolazione potranno emettere mediamente solo 95 g CO2/km. Le prescrizioni saranno inoltre estese agli autofurgoni e agli autoarticolati leggeri, che entro la fine del 2020 potranno emettere mediamente solo 147 g CO2/km. Entrambe le misure sono in linea con il diritto UE.

Rifacimento delle reti elettriche

Nel processo di trasformazione del sistema di approvvigionamento elettrico rientra anche un rifacimento delle reti nazionali, che devono essere adeguate alle nuove esigenze. La Strategia energetica 2050 punta a velocizzare la trasformazione e il rinnovo delle reti elettriche.

Un aumento eccessivo dell’elettricità?

Lo abbiamo già detto: a finanziare l’attuazione della Strategia saranno i cittadini. E su questo fanno leva gli oppositori della Strategia 2050, secondo cui questo pacchetto di misure farà aumentare troppo i prezzi dell’elettricità.

Una trappola che costerà cara agli svizzeri”, ha denunciato l’Unione democratica di Centro, principale forza politica elvetica, che ha quantificato in 3.000 euro l’anno, per famiglia, il costo della Strategia. Per l’Unione democratica, il sistema svizzero attuale, che comprende nucleare, petrolio e gas, deve essere mantenuto, per garantire la sicurezza dell’approvvigionamento.

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