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Pensione, le categorie esentate dall’aumento dell’età

Pensione

Entro fine novembre, il Governo dovrebbe pubblicare la lista delle categorie che per andare in pensione non dovranno attendere i 67 anni. Ci dovrebbero essere insegnati di asilo e camionisti 

 

A partire dal 2019, si andrà in pensione a 67 anni e non più a 66 anni e 7 mesi, com’è adesso. A 65 anni l’aspettativa di vita arriva ad altri 20,7 anni per il totale dei residenti in Italia, allungandosi di cinque mesi rispetto a quella registrata nel 2013. E così, sulla base della riforma Fornero, l’età pensionabile si adegua alle aspettative di vita, nonostante le richieste da parte dei presidenti della commissione Lavoro di Camera e Senato, Cesare Damiano e Maurizio Sacconi di fermare l’adeguamento automatico.

pensione-anticipata-scuolaLa cosa, però, non vale per tutti i lavoratori. Diverse, infatti, le categorie che potrebbero accedere alla pensione “anticipata” senza seguire l’adeguamento dell’età.  In queste ore si sta cercando di definire la platea, che non dovrebbe superare le 15mila unità:  ad essere esclusi dovrebbero essere minatori, macchinisti dei treni, insegnanti di materne e asili, operai edili addetti alle gru, scavatrici o manutentori di edifici, i conciatori, camionisti, lavoratori impegnati in turni di facchinaggio, gli infermieri (non tutti), operatori ecologici, badanti che assistono persone non autosufficienti. Lo schema con tutte le categorie incluse sarà inserito nella legge di Bilancio entro metà novembre.

Ricordiamo che già queste tipologie di lavoratori beneficiano della possibilità di aderire all’Ape Social e sono gli stessi che avrebbero presentato nelle ultime settimane la richiesta di adesione all’uscita anticipata.   La legge di Bilancio 2017 ha introdotto la cosiddetta Ape Social, uno strumento con il quale si renderà più flessibile l’uscita dal mondo del lavoro: l’Anticipo pensionistico social sarà interamente a carico dello Stato. Un reddito ponte coprirà tutti i costi dell’anticipo per le categorie disagiate, come i disoccupati, gli invalidi o lavoratori con parenti di primo grado con gravi disabilità e per chi svolge un lavoro pesante come maestre d’asilo, infermieri di sala operatoria, edili, macchinisti e autisti di mezzi pesanti.

Per ottenere l’Ape social bisogna avere almeno 63 anni di età e 30 anni di contributi. L’assegno non può superare i 1.500 euro lordi al mese e viene incassato fino al momento in cui si raggiunge la pensione vera e propria.

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