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I Robot potranno pagare la nostra pensione

Devono avere una carta d’Identità, devono pagare in caso facciano dei danni e contribuire alla crescita del welfare: ecco diritti e doveri dei robot

I robot invadono le nostre vite: alcuni ci rubano il lavoro,  altri si propongono di aiutarci in casa e altri ancora ci sostituiscono durante pericolose e delicate operazioni chirurgiche. Basta guardare i numeri: le vendite dei robot sono cresciute del 17% su scala globale tra il 2010 e il 2014, per poi schizzare a un +29% nel 2015. Gli automi sono una una realtà, ed è giusto che anche loro abbiano diritti e doveri: a sostenerlo è  la deputata Mady Delvaux, membro del partito operaio socialista, che ha presentato al Parlamento Europeo una mozione per chiedere delle regole da definire per regolamentare l’esistenza degli automi.

Robot: quali diritti e doveri?

Il documento della deputata Delvaux prevede, per esempio, che tutti i robot abbiamo una loro carta d’identità. In caso di incidente è possibile risalire, così, all’automa che ha fatto il danno: si pensi alle driverless car su strada o agli automi che sono chiamati a ricoprire ruoli importanti nella  produzione industriale. Ad ogni robot, per esempio, sarà possibile associare una polizza assicurativa, simile a quella delle automobili, che potrebbe intervenire per risarcire l’azienda o altri cittadini in caso di danno.

robot

È bene identificare anche quali sono i robot che con il loro lavoro possano contribuire alle spese per il welfare.

Non solo carta d’Identità. La deputata Delvaux proprone anche di destinare una quota dei ricavi realizzati grazie all’uso degli automi al sociale e alla crescita del welfare. Un esempio concreto: con una parte dei ricavi delle vendite è possibile, per esempio, contribuire alla previdenza integrativa di impiegati e operai umani. Dunque, questo significa che chi compra un robot dovrebbe registrarlo e indicare anche quanto in questo modo arrivi a risparmiare sul pagamento dei contributi.

Attenzione. Come già detto si tratta solo di una mozione, ma la proposta potrebbe diventare legge a breve. Quel che è certo è che la deputata europea ha avviato una discussione su temi che caratterizzeranno il nostro futuro.

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