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Ogni euro investito in cultura ne produce 5. E ne beneficia tutto il territorio

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“La cultura della crescita”: ecco  il punto su cultura turismo e commercio in Italia

 

Le attività culturali possono rendere più competitivo il Paese e a beneficiarne sarà tutto l’economia territoriale a 360 gradi. Questo il focus del convegno “la cultura della crescita”, organizzato da Confcommercio e Agis e finalizzato alla firma di un protocollo di intesa tra le due organizzazioni. Presenti nel corso dell’evento Carlo Sangalli, presidente Confcommercio e Carlo Fontana, presidente Agis.

Secondo il Presidente di Confcommercio Sangalli, “promuovere la cultura della crescita significa, soprattutto nel nostro Paese, promuovere la cultura in generale”. “La nostra alleanza con Agis – ha continuato Sangalli – rafforza il sistema e quindi le gambe del mondo dell’offerta, anche turistica”.

Per Carlo Fontana, presidente dell’Agis “il Protocollo di oggi non è un atto solo formale ma vuole essere l’avvio di un percorso che punti a qualcosa di più grande”. L’obiettivo dell’intesa infatti è quello di promuovere le attività culturali e creative per rendere più attrattivo e competitivo il nostro Paese.

I numeri della cultura in Italia

Secondo la ricerca “La cultura che crea valore” realizzata da Confcommercio- Imprese per l’Italia e Agis, in collaborazione con Format Research sul sentimento delle imprese culturali e creative e sui consumi culturali degli italiani, l’andamento economico del settore cultura sta migliorando notevolmente e cresce il consumo da parte degli italiani. Nel 2016-2017 si è registrato un aumento dell’andamento economico del 17,7%, che arriverà al 32% nel 2018-2019. Aumentano anche i ricavi e rimarrà stabile l’occupazione anche per il prossimo biennio.

Il costo della burocrazia e le politiche pubbliche inadeguate sono i principali fattori di ostacolo alla crescita del settore per tre imprese su quattro. Un altro dato significativo è quello relativo alla coesistenza tra offerta culturale pubblica e privata ( oltre l’80%), mentre il 95% delle imprese auspica un palinsesto di eventi condiviso; per l’86,1% è importante che ci sia una maggiore interconnessione tra promozione turistica e attività culturali.

Positivo anche il trend dei consumi culturali con in testa le città metropolitane di Milano, Roma e Bologna; per oltre il 90% degli italiani una migliore accessibilità, una migliore comunicazione e formule di pagamento più efficienti renderebbero più fruibile l’offerta culturale sia pubblica che privata; apprezzata soprattutto la varietà di spettacoli (per il 78,9%), il numero e la qualità delle attività culturali e commerciali connesse a cinema e teatri (74,7%), le novità introdotte nei palinsesti (70,8%); per oltre tre italiani su cinque le strutture culturali pubbliche e private dovrebbero essere sostenute allo stesso modo dallo Stato.

Cultura e turismo

Un altro rapporto, presentato sempre oggi nel corso del Convegno, realizzato da Ciset, Centro Internazionale di Studi sull’economia Turistica, ha spiegato la forte interrelazione tra cultura e turismo.

Dopo aver analizzato i principali impatti di un evento sul tessuto economico territoriale, sia per i mega e grandi eventi, sia per i piccoli e medi, è emerso che i benefici economici prodotti dalla promozione culturale ricadono a cascata su tutto il settore terziario. Secondo una stima 1 euro investito nell’organizzazione di un evento attiva nel territorio di riferimento ( soprattutto per i piccoli eventi) 5 euro di valore aggiunto, ossia di ricchezza finale che rimane nel territorio.

Ma non solo, il rapporto focalizza l’attenzione sugli eventi legati al mondo della cultura e dello spettacolo attraverso la presentazione di tre casi di studio particolarmente di successo: Notte della Taranta, una serie di concerti all’insegna della taranta – musica popolare salentina – che si tengono ad agosto in diverse località del Salento per terminare con il concertone finale a Melpignano (Lecce, Puglia); Time in Jazz, festival di musica jazz che si svolge ogni anno ad agosto principalmente nella piccola località di Berchidda (Sassari, Sardegna); Home Festival, una settimana di concerti di musica pop rivolti prevalentemente al pubblico giovane che si tiene ogni anno a Treviso (Veneto) ai primi di settembre.

I tre casi sono inoltre significativi in quanto localizzati in piccoli comuni o comunque in località meno conosciute e rappresentano quindi una buona pratica di integrazione e valorizzazione delle tradizioni locali e di promozione di destinazioni turistiche minori.

I mega e grandi eventi si caratterizzano per tre principali effetti: internet cultural’effetto moltiplicatore, per cui ogni euro investito per ristrutturazioni e costruzione di nuove opere mobilita circa 1,4€ di risorse nel sistema economico, in grado di contribuire all’aumento del PIL di alcuni punti percentuali, l’effetto di dispersione, per cui le risorse si diffondono su un territorio molto ampio (extraregionale e addirittura nazionale), mentre solo l’effetto derivante dalla spesa dei visitatori rimane più localizzato; nuovi servizi a favore della collettività, dato che l’evento costituisce un’occasione per attrarre investimenti e per realizzare e/o completare infrastrutture e servizi a favore della collettività .

Per i piccoli eventi, invece, il contributo economico è su scala locale, la spesa dei visitatori in loco e destinata ai servizi rimane per il 91% nella destinazione.
Per questo “Cultura, turismo, e commercio, sono tre dimensioni dello stesso oggetto: il futuro competitivo del Paese. E promuovere la cultura della crescita significa, soprattutto nel nostro Paese, promuovere la cultura in generale” ha sottolineato Sangalli.

Per il presidente di Confcommercio, anche se i dati di settembre sono in crescita “non è questo il momento di rilassarsi perché gli altri Paesi, soprattutto i nostri competitor europei, pedalano anche in discesa”. E’ piuttosto “il momento di affrontare nodi irrisolti”, a partire dal fatto che “in Italia si soggiorna e si spende sempre meno: dal 2001 al 2016 la spesa pro capite di un turista si è ridotta di oltre un terzo, passando da più di 1.000 a circa 660 euro. Tutto ciò vuol dire che il nostro modello di offerta, di governance e di servizi va senz’altro migliorato”

Il protocollo di intesa

Il protocollo d’intesa siglato da Confcommercio e Agis vuole essere “un segnale deciso da parte del mondo della rappresentanza sull’importanza di ampliare i propri orizzonti e il proprio raggio di azione.” ha sottolineato Sangalli. “Dall’offerta formativa all’aggiornamento professionale, alla ricerca di soluzioni più idonee in materia di lavoro, fino alla realizzazione di iniziative di promozione e di sviluppo, con Agis inizia un percorso che ci piacerebbe desse al Paese un risultato maggiore della somma delle parti che si mettono insieme”.

Per Carlo Fontana, questo incontro è l’avvio di qualcosa di più grande “é quanto auspichiamo e vogliamo e siamo certi che Franceschini condivida questi ragionamenti. Sono anche convinto del ruolo importantissimo che gli eventi culturali possono dare al turismo. Il turismo mordi e fuggi si combatte offrendo un ventaglio di iniziative culturali che portino il turista a radicarsi nel territorio.
Questo settore ha bisogno di una forte iniezione di formazione, abbiamo bisogno della costruzione di un pubblico nuovo e consapevole. Dobbiamo veicolare un prodotto di alta qualità, così facendo daremo un contributo molto forte al turismo e a tutte le attività che ne seguono. Siamo convinti che il protocollo che firmiamo sarà un passaggio importantissimo”, ha concluso Fontana.

Federica Maria Casavola

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