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Enel e Metroweb, giochi fatti. Operazione da 814 milioni

Cavi

Entro novembre Enel Open Fiber e Metroweb saranno cosa unica. Entro il 2017 le prime città cablate dalla nuova società

La partita è chiusa: la fusione Metroweb ed Enel Open Fiber è cosa fatta. È arrivato il via libera del cda dell’Enel all’acquisizione di Metroweb e all’integrazione della stessa con Enel Open Fiber. L’operazione prevede vari passaggi, al termine dei quali il nuovo soggetto derivante dall’acquisizione e dall’integrazione sarà detenuto con quote paritarie da Enel e da Cdp Equity.

La prima fase dell’operazione prevede un aumento di capitale (714 milioni) riservato a Enel e Cdpe, con l’obiettivo di dotare Enel Open Fiber (Eof) delle risorse necessarie per acquisire la società di cablaggio. Dopo questa operazione, Enel e Cdp equity verranno a detenere una partecipazione paritetica nel capitale di Enel open fiber. La seconda fase prevede l’acquisizione totale da parte Enel Open Fiber di Metroweb, per un corrispettivo di 714 milioni, assumendo una valorizzazione del 100% dell’enterprise value di metroweb pari a 814 milioni. La terza fase è quella della fusione, che verrà chiusa entro fine novembre.

L’operazione, ha dichiarata l’ad di Enel Francesco Starace, “consente di accelerare il nostro piano per lo sviluppo della banda ultralarga, nonchè di ampliare il perimetro di cablaggio per includere le più importanti città italiane e contestualmente ridurre il profilo di rischio di questa iniziativa grazie alla partnership con Cdp”.

La nuova Enel Open Fiber, la vecchia Metroweb e F2i

MetrowebMetroweb, nata 15 anni fa a Milano da una joint venture tra l’allora Aem (ora A2a) ed E.biscom, nello stesso momento in cui le due società davano vita a Fastweb, è la società di engineering che ha cablato Milano e che vanta il controllo della connessione veloce nelle aree dove si guadagna di più. Azionisti principali di Metroweb sono Cdp e F2i, ma diverse sono le partecipazioni di minoranza.

Prima dell’acquisizione da parte di Enel Open Fiber, Metroweb dovrà ricomprare le partecipazioni di minoranza, tra cui quella di Swisscom, che attraverso Fastweb, controlla il 10,6% di Metroweb Milano.

E F2ì? Come deciso dal cda guidato da Francesco Starace, F2ì avrà la possibilità di reinvestire (dovrà comunicare la sua scelta entro il 15 ottobre e il prezzo srà stabilito in base al valore dell’acquisto di Metroweb) nella nuova Enel Open Fiber. Enel e Cdpe conferiranno le partecipazioni paritetiche detenute in Nuova Eof in una società di nuova costituzione.

Se F2ì scegliesse di partecipare al cablaggio dell’Italia, il cda della nuova Eon sarà composto da 5 membri: 2 di Enel, 2 Cdp e 1 di F2i. Per i primi cinque anni l’Ad sarà espresso da Enel mentre il presidente, senza deleghe, da Cdp. Nei cinque anni successivi l’Ad sarà un nome di Cdp e il presidente di Enel.

Si accelera sulla Banda Ultra Larga

La nuova Eof prevede di portare la banda ultra larga in 250 (e non più 224) città considerate a successo di mercato. Enel e Cdpe si impegnano a portare la fibra in circa 9,5 milioni di case entro il 2016-2021, provando a recuperare il ritardo dell’Italia in materia.

Tra le prime città ad essere cablate (entro il 2017) ci sono Bari, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Napoli, Padova, Palermo, Perugia e Venezia.

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