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Cerco Lavoro, in Italia. Stop alla fuga di cervelli, con il progetto Yes

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Il progetto Yes si propone come soluzione immediata al ‘Cerco lavoro’ dei neolaureati. Gli studenti potranno effettuare uno stage presso le aziende di Aipe, con possibilità di impiego

Creare un ponte tra l’Università e il mondo delle imprese, limitare la fuga dei cervelli all’estero, dare una reale risposta al “cerco lavoro” dei neolaureati. Sono questi gli obiettivi del progetto Yes, Young enterprise success, promosso da Aipe (Associazione italiana pressure equipment): l’associazione intende siglare una partnership con alcune università italiane per selezionare alcuni neolaureati da inserire nelle aziende del settore con un periodo di stage retribuito.

“L’idea è nata dal nostro Presidente Luca Tosto, Managing Director di Walter Tosto SpA, che ha scelto di rispondere come imprenditore e come presidente di una associazione di categoria alla fuga di cervelli, di cui si parla da diverso tempo in Italia, ha pensato ad un progetto per poter trattenere i talenti italiani” Quello che offriamo è una risposta al cerco lavoro di giovani professionisti, “attraverso un tirocinio pagato”, ha dichiarato a Start Magazine Luca Pellizzer, Segretario generale di Aipe.

I giovani italiani avranno l’opportunità di lavorare e di formarsi in una delle 60 aziende della caldereria: l’accordo firmato con le Università di Milano, Padova, Bologna, Viterbo, Torino, Bergamo, Brescia, Roma Tor Vergata e Napoli Federico II prevede che alcuni neolaureati tra ingegneri, meccanici, chimici, gestionali, potranno effettuare uno stage retribuito di sei mesi (700 € mensili, metà a carico dell’associazione metà a carico dell’impresa) in una delle aziende aderenti, con possibilità di assunzione al raggiungimento degli obiettivi. “Non serve qualcuno che faccia le fotocopie. – ha continuato Pellizzer – Alle aziende servono professionisti del settore: a volte le nostre imprese sono costrette a comprare tali professionalità e a volte sono costrette a comprarle anche all’estero”.

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Cerco lavoro: quali requisiti per accedere allo stage?

“Per noi ci sono due tipi di eccellenze. C’è lo studente da 110 e lode, con un talento che si evidenzia anche nel voto, e c’è lo studente che vanta dei talenti, magari nascosti dietro un voto più modesto, che potrebbero fare la differenza sul posto di lavoro”.

Le aziende proveranno a conoscere gli studenti tramite i professori. Saranno le università a segnalare i neolaureati, che dovranno anche affrontare un colloquio diretto con l’azienda. Non ci sono quindi dei requisiti prestabiliti.

“Il progetto è molto importante, perchè permette ai ragazzi laureandi e laureati di poter confrontarsi con quello che è il mondo del lavoro. Per un Ateneo piccolo come il nostro, questo progetto offre agli studenti la possibilità di fare uno stage in diverse città d’Italia, dandoci anche l’opportunità di verificare come la preparazione degli studenti sia anche omogenea a livello nazionale. Il progetto è anche importante per l’Università, perchè permette di prendere contatto con diverse aziende, dal momento che l’associazione ha più di 60 associati”, ha commentato Stefano Ubertini, professore Ordinario di Macchine e sistemi per l’energia e l’ambiente, dell’Università Tuscia, che ha già aderito al progetto YES. “L’Università italiana deve avvicinarsi al mondo dell’impresa, deve uscire un po’ dai libri e dalle cattedre e andare verso quello che si fa realmente, dall’altra parte anche le aziende devono attivarsi verso le università affinchè i contenuti che noi diamo agli studenti siano coerenti con quello che loro si aspettano”. E forse, così, potremmo avere sempre meno giovani che dicono “cerco lavoro”.

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