Crosetto ribadisce: nessun volo Usa da basi italiane per attività “cinetiche”.
Intervenendo ieri alla Camera dei Deputati per il question time, il ministro della Difesa ha fatto chiarezza sulla questione dei voli statunitensi decollati dalle basi italiane durante l’operazione degli Stati Uniti Epic Fury in Iran: “518 voli” ha confermato Guido Crosetto, ma nessuno dei quali per condurre attività “cinetiche”.
Nel corso del question time il ministro ha precisato che tra il 28 febbraio e il 23 giugno sono stati autorizzati 518 voli, specificando che nessuno è stato impiegato per attività “cinetiche” contro l’Iran e che il governo ha negato l’autorizzazione quando le richieste statunitensi andavano oltre quanto previsto dagli accordi bilaterali.
Il tema è tornato al centro del dibattito politico dopo le dichiarazioni del segretario generale della Nato, Mark Rutte, che in un’intervista a Fox News del 25 giugno aveva affermato che circa 500 voli statunitensi erano partiti dalle basi americane presenti in Italia a sostegno dell’operazione militare americana contro Teheran.
Una ricostruzione subito contestata dal Ministero della Difesa, che aveva ribadito come l’Italia abbia autorizzato esclusivamente attività tecniche e logistiche, escludendo qualsiasi attività cinetica e negando il via libera ogni volta che le richieste statunitensi eccedevano il perimetro previsto dagli accordi bilaterali.
TUTTI I NUMERI DEI VOLI AUTORIZZATI
Alla Camera, il titolare della Difesa Crosetto ha fornito i dati relativi ai voli autorizzati nel periodo compreso tra il 28 febbraio e il 23 giugno.
“I voli autorizzati nel periodo tra il 28 febbraio e il 23 giugno sono stati 518. Nel 2019, nello stesso periodo, sono stati 722, nel 2020 sono stati 450, nel 2021 457, nel 2022 560, nel 2023 485, nel 2024 469 e nel 2025 493”, ha dettagliato il ministro.
“Non c’è stata nessuna diversità rispetto al passato, perché sono basi utilizzate principalmente per motivi logistici, tutti gli anni e tutto l’anno”, ha osservato Crosetto.
Il ministro della Difesa ha poi evidenziato che “sono il numero di voli che passano normalmente in quelle basi. Non c’è stata alcuna diversità questa volta rispetto alle altre”, aggiungendo che “Non è che la Difesa tiene per sé dei dati, la Difesa lavora per il Governo italiano, lavora per lo Stato italiano”.
IL DINIEGO AI VOLI PER ATTIVITÀ “CINETICHE”
Nel corso dell’informativa il ministro ha ribadito che il governo non ha autorizzato missioni riconducibili ad attività militari offensive contro il territorio iraniano.
“Quando gli Stati Uniti hanno previsto attività diverse da quelle riconducibili al perimetro degli accordi bilaterali vigenti, lo hanno chiaramente comunicato e questo Governo, come noto, non ha concesso l’autorizzazione. Un diniego che è anche generato un forte disappunto da parte dell’Amministrazione americana, come si è visto e si può vedere”, ha affermato Crosetto.
Il riferimento è anche alle recenti dichiarazioni del presidente statunitense Donald Trump nei confronti della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, a margine del G7 di Evian, che hanno riportato l’attenzione sullo stato delle relazioni tra Italia e Stati Uniti, oltre che sulla questione del controllo esercitato dall’Italia sulle basi alleate presenti sul proprio territorio.
Il ministro ha quindi precisato: “Quanto a eventuali voli decollati dalle nostre basi per attività cinetiche contro il territorio iraniano, la risposta mia è altrettanto chiara, non ve ne sono stati”.
LA STOCCATA DEL MINISTRO
Infine, Crosetto ha ribadito che l’esecutivo ha operato nel rispetto dei trattati internazionali e ha respinto le contestazioni dell’opposizione.
“La Difesa e il governo italiano non hanno alcun problema a comunicare i dati di tutti i voli in partenza. Ho detto non solo quelli di quest’anno, ma anche quelli dal 2019… non solo quelli del periodo di Epic Fury: tutto ciò che può essere relazionato al Parlamento, ripeto, se non in seduta comune, magari in una commissione parlamentare, sarà relazionato. Non c’è nulla di cui il governo debba vergognarsi”.
Il ministro ha dunque ribadito: “Non c’è nulla di cui il governo debba vergognarsi. Fare finta di niente è una cosa difficilmente tollerabile per chi pensa che la politica debba avere una dignità, sia che si stia in maggioranza sia che si stia all’opposizione. Siccome il governo ha negato l’autorizzazione ha avuto una reazione dall’altra parte, talmente evidente che far finta di non vederla non ha nulla a che fare con la politica”.






