Skip to content

tkms

Aggiungi Startmag.it

alle tue fonti preferite su Google

Risiko navale in Germania tra Tkms e Rheinmetall per il cantiere German Naval Yards

Mentre in Europa accelera il consolidamento dell’industria della difesa, la divisione navale del colosso teutonico Thyssenkrupp, Tkms, raffredda l’ipotesi di una corsa al rialzo per acquisire il cantiere tedesco German Naval Yards, puntato anche da Rheinmetall

Niente battaglia navale per  il controllo di German Naval Yards Kiel (Gnyk), il cantiere tedesco controllato dal gruppo francese CMN Naval.

Da una parte c’è Tkms, divisione navale di Thyssenkrupp specializzata nei sottomarini, dall’altra il colosso della difesa tedesco Rheinmetall, già protagonista dell’espansione nel comparto dopo l’acquisizione del cantiere Nvl.

In occasione della presentazione dei risultati semestrali, l’ad di Tkms, Oliver Burkhard, ha escluso una guerra di offerte per Gnyk, segnala Reuters. Tkms ha preso atto dell’offerta concorrente presentata da Rheinmetall per l’acquisizione del cantiere navale Gnyk, ha dichiarato il ceo Burkhard, aggiungendo che, sebbene il produttore di munizioni avesse probabilmente maggiori risorse finanziarie, questo non era l’unico fattore decisivo. “Il denaro da solo non costruisce navi”, ha detto Oliver Burkhard ai giornalisti dopo aver presentato i risultati del secondo trimestre, aggiungendo che l’esperienza era altrettanto importante e che in questo ambito Tkms aveva un vantaggio rispetto ai concorrenti.

Il risiko attorno a German Naval Yards si inserisce in un contesto in cui le aziende europee della cantieristica militare stanno esplorando alleanze e partnership, mentre accelera il consolidamento industriale legato all’aumento della spesa per la difesa in Europa.

Tutti i dettagli.

COS’È GERMAN NAVAL YARDS

Come ricorda ancora Reuters, German Naval Yards, cantiere con circa 350 dipendenti, è finito al centro dell’interesse dei principali gruppi europei della difesa navale. Oltre a Tkms e Rheinmetall, secondo alcune fonti sarebbe interessato anche il gruppo britannico Inocea.

La scorsa settimana la società della difesa tedesca capeggiata da Armin Papperger ha confermato di aver presentato un’offerta per Gnyk e di aver già avviato la due diligence.

L’interesse di Rheinmetall si inserisce in una più ampia strategia di consolidamento nel settore della difesa europea. Il gruppo, principale produttore di munizioni della regione, si era già mosso nel comparto navale con l’acquisizione di Nvl e in passato aveva anche valutato un’offerta per Tkms prima della separazione dalla capogruppo Thyssenkrupp.

TKMS FRENA SU UNA GUERRA DI OFFERTE PER GNYK

Da parte sua Tkms – che costruisce sottomarini e navi di superficie per la marina tedesca e altri clienti in tutto il mondo – ha escluso l’ipotesi di una competizione senza limiti per acquisire German Naval Yards Kiel.

Secondo Burkhard, esiste un limite all’offerta che Tkms è disposta a presentare, anche se il manager non ha indicato cifre precise. Il numero uno del gruppo ha inoltre sottolineato che, pur riconoscendo una maggiore solidità finanziaria di Rheinmetall, Tkms può contare su “un’esperienza e una cooperazione superiori”.

I RISULTATI DI TKMS

Infine, Tkms ha chiuso il primo semestre dell’anno finanziario 2025/2026, conclusosi a marzo, con risultati leggermente superiori alle aspettative degli analisti.

Il fatturato è aumentato del 10%, raggiungendo 1,17 miliardi di euro, mentre l’utile operativo è cresciuto di circa il 14%, attestandosi a 60 milioni di euro. Gli analisti avevano previsto in media ricavi per 1,1 miliardi e un utile operativo di 59 milioni. L’utile netto è invece diminuito del 41%, a 27 milioni di euro, per effetto dell’aumento dei costi legati alla ricerca e sviluppo e alle attività commerciali.

La crescita è stata sostenuta soprattutto dalle divisioni dedicate ai sottomarini e alla tecnologia sonar, mentre il portafoglio ordini ha raggiunto il nuovo massimo storico di 20,6 miliardi di euro alla fine di marzo.

“Tkms è sulla buona strada e continua a crescere. Siamo in grado di soddisfare il nostro attuale portafoglio ordini come previsto grazie ai nostri cantieri navali. Guardando al futuro, tuttavia, stiamo già esplorando potenziali partnership internazionali”, ha evidenziato il ceo Burkhard.

La società ha inoltre confermato gli obiettivi annuali e quelli di medio termine. Secondo gli analisti di mwb research, “TKMS rimane ben posizionata per i prossimi decenni in un settore della difesa volatile, dove osserviamo rischi crescenti per i suoi concorrenti”. Nonostante i risultati positivi, ieri le azioni Tkms hanno registrato un calo del 5,7% a Francoforte, in linea con la flessione più ampia dei titoli europei della difesa.

Torna su