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Il Canada entra nel Gcap come osservatore, cosa cambia per il programma?

Dopo la riunione dei ministri della Difesa dei quattro Paesi, il Canada entra ufficialmente in qualità di osservatore a far parte del Gcap, il programma per il nuovo caccia sviluppato da Regno Unito, Italia e Giappone. Tutti i dettagli

Prima espansione per il Global Combat Air Programme (Gcap): il Canada è entrato ufficialmente a far parte del programma come primo “osservatore”.

Il 21 luglio il governo canadese ha aderito come primo osservatore al programma di Regno Unito, Italia e Giappone per la costruzione della prossima generazione di caccia stealth che dovrà essere operativo nel 2035.

“Il Gcap rappresenta molto più di un programma industriale e tecnologico per lo sviluppo del velivolo di combattimento di 6° generazione: è una scelta strategica che guarda al futuro della sicurezza, della difesa e della competitività delle nostre nazioni” si legge nella dichiarazione congiunta a margine dell’incontro a Londra tra i Paesi sviluppatori del Gcap, vale a dire Italia, Regno Unito e Giappone, insieme al Canada, che si è aggiunto come osservatore del progetto per il caccia di sesta generazione.

In questo modo Ottawa ha ottenuto un “accesso privilegiato” allo sviluppo delle capacità, alla cooperazione industriale e ai piani di consegna a lungo termine, secondo quanto dichiarato dal neo ministro della Difesa britannico Wes Streeting.

Come ha sottolineato Breaking Defense, al momento il Gcap è l’unico programma internazionale ancora attivo per un caccia di nuova generazione, che prevede la realizzazione di un caccia stealth di sesta generazione e di una serie di sistemi interconnessi, inclusi droni di supporto. Il programma rivale per un caccia di sesta generazione, il Future Combat Air System (Fcas) franco-tedesco-spagnolo, è fallito il mese scorso a causa di controversie industriali. Dall’altra parte dell’Atlantico, gli Stati Uniti stanno portando avanti unilateralmente il proprio caccia di nuova generazione F-47.

Tuttavia, l’annuncio ufficiale chiarisce solo in parte quale sarà il ruolo del Canada come osservatore e quali effetti potrà avere sul partenariato tra i tre Paesi promotori del Gcap, lasciando ancora aperti diversi interrogativi sulle modalità della sua partecipazione.

Tutti i dettagli.

OTTAWA SALE A BORDO DEL GCAP COME OSSERVATORE

Il ministro della Difesa canadese David McGuinty ha affermato che il nuovo status “ci offrirà l’opportunità di approfondire la nostra comprensione delle capacità aeree da combattimento di nuova generazione, rafforzare la collaborazione industriale e contribuire più da vicino alle partnership che definiranno il futuro della potenza aerea”.

LE PAROLE DEL MINISTRO CROSETTO

Si tratta di un programma che “resta aperto anche ad altre nazioni”, ha evidenziato il ministro della Difesa, Guido Crosetto, precisando che sono in corso verifiche sulle procedure di adesione e che i partner sono disponibili ad accogliere “tutte le competenze”.

Sempre Crosetto ha evidenziato che il Gcap “rappresenta oggi l’unico progetto europeo per lo sviluppo di un caccia di sesta generazione ed è quindi un elemento centrale per rafforzare l’autonomia tecnologica del continente”, spiegando che, se l’Europa vuole essere competitiva con gli Stati Uniti, deve dotarsi di tecnologie avanzate proprie. Il titolare della Difesa ha ricordato che il precedente progetto franco-tedesco “è finito” e che il Gcap è rimasto l’unico programma in corso. In questa prospettiva, un coinvolgimento della Germania appare più semplice, mentre una partecipazione della Francia sarebbe “un discorso più complesso”, secondo il ministro.

A CHE PUNTO È IL PROGRAMMA

Proprio a inizio mese il progetto ha compiuto un nuovo passo avanti con l’assegnazione del secondo contratto internazionale congiunto a Edgewing, la joint venture industriale trinazionale costituita per guidare la progettazione e lo sviluppo del programma tra le aziende capofila (Leonardo per l’Italia, Bae Systems per il Regno Unito e Mitsubishi Heavy Industries per il Giappone).

Si tratta infatti del secondo contratto internazionale congiunto affidato a Edgewing dopo il primo, del valore di 686 milioni di sterline, assegnato lo scorso aprile per avviare le attività iniziali del programma.

COSA IMPLICA PER IL CANADA LO STATUS DI OSSERVATORE?

Sul significato concreto dello status di osservatore per il Canada e sulle implicazioni per l’attuale partenariato tra Roma, Londra e Tokyo, il comunicato ufficiale si limita a fornire indicazioni generali, senza entrare nei dettagli.

“Lo status di osservatore fornirà al Canada una visione più approfondita del Gcap e l’opportunità di approfondire la comprensione della governance, delle capacità e del quadro industriale del Programma, nonché dei relativi requisiti di sicurezza e delle più ampie opportunità di partenariato”, si legge nel comunicato. “Per Italia, Giappone e Regno Unito, il coinvolgimento del Canada favorirà inoltre un maggiore allineamento delle priorità strategiche e un’approfondita comprensione reciproca delle future ambizioni in materia di aviazione da combattimento, rafforzando così la sicurezza globale”.

Il Canada avrà “accesso privilegiato” al Gcap, ha dichiarato martedì il Ministero della Difesa britannico, ma non potrà prendere alcuna decisione sullo sviluppo del velivolo, commenta Newsweek.

Dunque lo status di osservatore non comporterà alcun impegno finanziario, ma il Canada potrebbe aderire al programma in modo più formale in futuro, condividendo il budget di sviluppo di un miliardo di dollari e potenzialmente ordinando i velivoli, rileva Defense News.

INTANTO SI COMPLICANO I RAPPORTI CON WASHINGTON…

Infine, secondo la testata americana specializzata in difesa, il Canada sta diventando un partner sempre più importante per la difesa delle nazioni europee, in quanto mira a diversificare le proprie spese per la difesa, riducendo la dipendenza dagli Stati Uniti e stringendo legami più stretti con il continente.

Senza dimenticare che la notizia dell’ingresso di Ottawa nel programma internazionale di difesa giunge in un momento di crescenti tensioni con Washington, fornitore del suo attuale caccia più avanzato, l’F-35, sottolinea ancora Breaking Defense. Nella notte, il presidente Usa Donald Trump ha imposto dazi del 50% su un’ampia gamma di merci importate dal Canada. Tuttavia, McGuinty ha affermato che il Canada non ha aderito al Gcap a causa dei negoziati in corso con gli Stati Uniti per risolvere la frattura economica tra i due partner commerciali di lunga data. Inoltre, l’aeronautica militare canadese è strettamente legata a quella statunitense, soprattutto attraverso il Comando di Difesa Aerospaziale Nordamericano (NORAD), composto da personale di entrambi i paesi.

Nel frattempo, il Canada sta anche rivedendo il programma di acquisizione degli F-35 statunitensi. Pur avendo confermato nel 2023 l’ordine per un massimo di 88 velivoli e l’impegno ad acquistare una prima tranche di 16 caccia, Ottawa continua a valutare se completare l’intera commessa o optare per una flotta mista, affiancando agli F-35 un altro modello, come il Gripen svedese.

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