Dodici sottomarini, un contratto che secondo le stime vale circa 62 miliardi di euro e un orizzonte produttivo destinato a occupare i cantieri per molti anni. È il risultato dell’appalto assegnato dal Canada a TKMS, la società di Thyssenkrupp specializzata nella cantieristica militare.
Per Berlino si tratta di un successo che va oltre il piano industriale: arriva dopo una fase complicata per il settore della difesa, segnata dal fallimento del progetto franco-tedesco di aerei da combattimento FCAS e dall’interruzione del progetto delle fregate F-126, e premia un’intensa attività di diplomazia economica portata avanti ai massimi livelli del governo.
UNA PARTITA DECISA ANCHE DALLA POLITICA
Negli ultimi mesi il cancelliere Friedrich Merz, la ministra dell’Economia Katherina Reiche, entrambi della Cdu, e il ministro della Difesa Boris Pistorius (Spd), hanno sostenuto direttamente la candidatura di TKMS nei confronti di Ottawa. Un lavoro che l’amministratore delegato Oliver Burkhard ha riconosciuto apertamente, ringraziando l’esecutivo per l’appoggio ricevuto durante la trattativa.
Il Canada, impegnato a sostituire gli attuali quattro sottomarini della classe Victoria, aveva ristretto la competizione a due offerte: quella tedesca e quella del gruppo sudcoreano Hanwha. La scelta finale è ricaduta sul modello 212 CD, sviluppato con la Norvegia e già destinato anche alle marine di Berlino e Oslo.
“Insieme costruiremo la più grande e moderna flotta di sottomarini convenzionali al mondo”, ha affermato Pistorius. Dal canto suo il primo ministro canadese Mark Carney ha definito l’operazione “il più importante programma di approvvigionamento mai realizzato dal paese”, pur senza confermare, così come TKMS, le valutazioni economiche circolate sui media canadesi.
PRIMA CONSEGNA NEL 2033
Per TKMS, diventata una società quotata in borsa autonoma dallo scorso ottobre, il contratto canadese rappresenta un passaggio decisivo. Il portafoglio ordini, oggi vicino ai 21 miliardi di euro, è destinato a crescere in misura superiore al 50 per cento.
Burkhard ha parlato di “un giorno importante per Canada, Germania e Norvegia”, definendo l’accordo la maggiore commessa mai ottenuta dalla divisione navale del gruppo. Anche l’amministratore delegato di Thyssenkrupp AG, Miguel López, ha attribuito il risultato alla maggiore autonomia conquistata con lo spin-off, sostenendo che questa nuova struttura consentirà a TKMS di rafforzare ulteriormente la propria presenza sul mercato internazionale.
La consegna del primo battello è prevista entro il 2033. Germania e Norvegia si sono dichiarate disponibili a rinviare parte delle rispettive consegne per consentire al Canada di ricevere in anticipo la prima unità, mentre i dettagli definitivi del contratto sono ancora oggetto di negoziato. Burkhard conta di arrivare alla firma entro la fine dell’anno.
I NODI PRODUTTIVI
L’entusiasmo per il successo non cancella però le difficoltà operative che attendono il gruppo tedesco. TKMS dovrà dimostrare di poter gestire in parallelo la costruzione dei dodici sottomarini destinati al Canada e quella delle otto fregate recentemente ordinate dalla marina tedesca. Un impegno di questa portata rende probabile il coinvolgimento di altre aziende della cantieristica nazionale per distribuire il carico produttivo.
Dal punto di vista della Nato, l’assegnazione dell’appalto rafforza anche l’integrazione tra le flotte alleate. Sommando gli ordini di Germania, Norvegia e Canada, saranno infatti 24 i sottomarini U-212 CD in servizio, tutti basati sulla stessa piattaforma, con vantaggi evidenti sotto il profilo dell’interoperabilità, della manutenzione e della gestione dei ricambi.
Come osserva l’Handelsblatt, “nel quartiere governativo di Berlino il sollievo è stato palpabile”. Dopo gli ultimi rovesci, perdere anche la gara canadese per i sottomarini “avrebbe rappresentato un nuovo duro colpo per l’immagine e la credibilità dell’industria della difesa tedesca”. Questa volta, invece, il risultato è andato nella direzione opposta e “si è conclusa a favore dei tedeschi, che non a caso hanno dichiarato la costruzione navale militare una delle tecnologie chiave nazionali”. Per il settore cantieristico tedesco, un tempo sull’orlo del baratro, l’appalto di Ottawa rappresenta una bella storia di successo, che dovrebbe garantire stabilimenti produttivi e posti di lavoro per anni, conclude il quotidiano economico: “Anche se la domanda di navi da crociera dovesse diminuire, il fabbisogno delle forze armate in termini di acciaio galleggiante è ben lungi dall’essere soddisfatto.




