Countdown iniziato per Artemis II, mentre si consolida asse Italia-Nasa sulla Luna.
C’è grande attesa per il lancio di Artemis II, primo volo con equipaggio diretto verso la Luna da oltre cinque decenni, dopo l’ultima missione Apollo del 1972 previsto per oggi, 1 aprile, alle ore 18.24 locali (ore 00:24 del 2 aprile in Italia). Alla vigilia di questa seconda missione del programma Artemis della Nasa, che punta a riportare gli astronauti su suolo lunare, il ministro delle Imprese e del Made in Italy e Autorità delegata alle politiche spaziali e aerospaziali del Governo italiano, Adolfo Urso, ha firmato a Washington con l’amministratore della Nasa, Jared Isaacman, uno Statement of Intent sulla cooperazione per la superficie lunare.
L’accordo prevede la realizzazione da parte delle imprese italiane dei i moduli abitativi destinati a consentire una presenza sicura e prolungata degli astronauti su suolo lunare. Nell’accordo c’è anche l’intesa sulla presenza di un italiano a una delle prossime missioni Artemis.
La notizia dell’intesa italo-americana giunge a una settimana dalla inaspettata decisione della Nasa di sospendere il progetto della stazione spaziale Gateway in orbita lunare per concentrare le risorse sulla costruzione di una base sulla superficie della Luna. L’annuncio ha suscitato reazioni e valutazioni da parte dell’Agenzia spaziale europea (Esa) che partecipa attivamente al progetto del Gateway (compreso il nostro paese).
Se sul fronte aeronautico il recente caso Sigonella ha acceso il dibattito sulla tenuta delle relazioni transatlantiche, su quello aerospaziale si rafforza l’asse tra Roma e Washington per la Luna.
Tutti i dettagli.
ACCORDO ITALIA-NASA PER IL MODULO ABITATIVO LUNARE
L’intesa tra Italia e Stati Uniti segna un nuovo passo nella cooperazione spaziale bilaterale, con la firma di uno Statement of Intent dedicato allo sviluppo di infrastrutture per la permanenza umana sulla Luna. Alla cerimonia erano presenti anche il presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana (Asi), Teodoro Valente.
In particolare, spiega la nota del Mimit, l’intesa si inserisce nel perimetro del programma spaziale Artemis. Nello specifico, punta allo sviluppo di una base lunare sostenibile a guida statunitense, con un contributo centrale dell’Italia quale partner tecnologico.
IL RUOLO DELL’INDUSTRIA ITALIANA
“È un riconoscimento importante per l’Italia e per le nostre imprese, che saranno chiamate a realizzare i moduli abitativi destinati a consentire una presenza sicura e prolungata degli astronauti sulla Luna. La ‘casa’ degli astronauti sarà ‘Made in Italy’, realizzata con tecnologie italiane e da imprese italiane”. “Partecipiamo da protagonisti anche a questa nuova fase dell’esplorazione lunare, nel solco di una tradizione di cooperazione spaziale che lega Italia e Stati Uniti fin dai tempi di Rocco Petrone, direttore del programma Apollo, grande protagonista della prima conquista della Luna”, ha dichiarato Urso in una cerimonia in residenza dedicata al centenario della nascita di Petrone.
“Torneremo sulla Luna, e questa volta per restarci. Lo faremo grazie alla tecnologia italiana e con un astronauta italiano in una delle prossime missioni del programma Artemis. Le imprese dei nostri distretti aerospaziali, a partire da quello di Torino, hanno le capacità per consentire il successo di queste prossime missioni di lungo periodo”, ha aggiunto il ministro.
UNA COOPERAZIONE SPAZIALE DI LUNGO CORSO
Infine, l’intesa rafforza una cooperazione storica tra Italia e Stati Uniti nel settore spaziale, avviata con il programma “San Marco”, che portò l’Italia a essere il terzo Paese a lanciare autonomamente un satellite, conclude la nota del ministero delle Imprese, consolidandone il ruolo nelle tecnologie strategiche del futuro e confermando la presenza di almeno un astronauta italiano nelle future missioni lunari del programma Artemis, opportunità di volo che si aggiungeranno a quelle maturabili nell’ambito dei rapporti Nato-Esa, come annunciato dal Direttore dell’Agenzia Spaziale Europea, Josef Aschbacher, durante l’ultima Ministeriale di Brema.
“Una lunga cooperazione spaziale, oggi ancor più profonda tra Nasa e Asi e porterà a realizzare un campo base sulla Luna e un astronauta italiano a camminare sulla superficie lunare. Competenza e tecnologia italiana aprono tutte le porte dell’esplorazione dello spazio” ha commentato il presidente dell’Asi Valente.
IL MODULO MPH REALIZZATO A TORINO DA THALES ALENIA SPACE ITALIA
Proprio per l’Agenzia spaziale italiana, Thales Alenia Space Italia, la joint venture tra la francese Thales (67%) e l’italiana Leonardo (33%) sta conducendo la fase di progettazione preliminare, compreso lo sviluppo di tecnologie abilitanti critiche, di MPH, un modulo abitativo multiuso per la superficie lunare, nell’ambito di un contratto firmato nel luglio 2025 con l’Asi.
Progettato per una durata di vita operativa di dieci anni, Mph fungerà come habitat permanente in superficie, capace di operare in modo sinergico con altri elementi dell’architettura Artemis.
Con lancio pianificato dal Kennedy Space Center della Nasa nel 2033, Mph sarà il primo vero asset abitativo dedicato alla superficie lunare nell’ambito degli accordi Artemis tra Nasa e Asi, per una cooperazione bilaterale per la Luna. Il modulo Mph ospiterà gli astronauti in modo sicuro nel corso delle loro missioni, fungerà da supporto nelle operazioni sulla superficie, consentirà esperimenti di ricerca scientifica sia in presenza che in assenza di un equipaggio e avrà la capacità di muoversi in superficie.
Nel corso della fase biennale del contratto, Thales Alenia Space Italia in qualità di primo contraente globale, lavorerà a fianco di Altec (società partecipata da Thales Alenia Space Italia e Asi) e di altre realtà industriali italiane, per la fase di progettazione preliminare di Mph, sviluppando anche le necessarie tecnologie. Lo sviluppo iniziale si concentrerà su tecnologie abilitanti volte ad affrontare condizioni ambientali della superficie lunare particolarmente ardue, tra cui variazioni termiche estreme, polvere lunare pervasiva, elevati livelli di radiazioni, impatti di micro-meteoriti ed effetti della ridotta gravità lunare.







