È nata una nuova collaborazione industriale tra Italia e Regno Unito, stavolta nel settore dei droni.
Presentata ieri a Villa Wolkonsky, residenza ufficiale dell’ambasciatore britannico in Italia a Roma, MGI Italia è la società costituita dalla joint venture tra la britannica MGI Engineering Ltd, società britannica fondata e guidata da Mike Gascoyne, nome di spicco nel mondo della Formula 1 e oggi punto di riferimento nell’ingegneria applicata al settore difesa, e l’italiana Vigilar Group Spa. Quest’ultimo è il gruppo italiano attivo nei comparti dell’intelligence, della sicurezza e dei servizi avanzati. Già l’anno scorso Vigilar Group aveva deciso di entrare nel mercato della difesa stringendo una partnership con Mgi e ora le due aziende hanno compiuto un passo in avanti.
A riportare per primo la notizia oggi il Sole 24 Ore. La nuova realtà avrà sede a Modena e punta a valorizzare le competenze ingegneristiche della Motor Valley, con particolare attenzione ai sistemi senza pilota e ad altre applicazioni ad alto contenuto tecnologico.
Tutti i dettagli.
COS’È VIGILAR GROUP
“Nata nel 1920, Vigilar Group è un’agenzia di intelligence che opera nella risoluzione di casi complessi con garanzia di massima riservatezza” si legge sul suo sito web. Fondata a Milano, Vigilar Group opera nei settori dell’intelligence, della sicurezza e dei servizi avanzati per aziende, studi legali, istituzioni.
Come ha raccontato in una recente intervista al Corriere della Sera Davide Castro, figlio dell’ad Francesco Castro e head of intelligence division di Vigilar Group, È dall’ investigatore privato Visco Gilardi “che nasce il nome Vigilar. Un gioco di parole che diventa storia: la prima agenzia investigativa ufficialmente riconosciuta in Italia, con licenza ancora oggi in vigore.”
E COSA FA
Le attività principali sono investigazioni, indagini civili e penali, servizi di sicurezza in genere e consulenza in materia di investigazioni e sicurezza.
Sempre Castro jr ha spiegato al quotidiano che il cuore dell’evoluzione dell’azienda negli ultimi anni è il VigiLab, la divisione interna di ricerca e sviluppo. “Microcamere, Gps, bonifiche ambientali per scovare spyware e microspie esistono davvero. Ma la vera rivoluzione è nei dati. E nell’intelligenza artificiale”.
Con InfoHunter, piattaforma proprietaria di risk intelligence, l’analisi dell’affidabilità di persone e aziende diventa rapida e scalabile, prosegue la testata. “Un’indagine di primo livello parte da poche decine di euro – ha illustrato il manager al Corriere – mentre le più complesse possono arrivare a decine di migliaia. La piattaforma analizza rischio finanziario, legale e reputazionale, restituendo un quadro immediato per chi deve decidere». C’è poi Airport Hunter, evoluto nel sistema Sea SeMS, sviluppato per il monitoraggio della sicurezza degli aeroporti milanesi, introducendo un approccio predittivo alla gestione dei rischi. Tra le tecnologie realizzate da Vigilar figura anche Social Sentinel, una piattaforma disponibile per i clienti che consente di individuare fenomeni di odio online e di ricostruire l’identità degli utenti responsabili, anche quando operano dietro profili anonimi o pseudonimi.
LA PROPRIETÀ
Con un capitale sociale pari a 200mila euro, la società è controllata al 50% da Anita Cappellina e per il restante 50% da Contap Spa (presieduta dalla stessa Cappellina).
LA GOVERNANCE
Il consiglio di amministrazione presieduto da Francesco Castro (ad) è così composto: Davide Castro e Giampaolo Reale.
I NUMERI
Vigilar ha chiuso il bilancio d’esercizio 2024 con un utile pari a 93mila euro, in aumento rispetto a 47mila euro dell’anno precedente. Al 31 dicembre 2024 il valore della produzione ammonta a 1,3 milioni di euro, sostanzialmente stabile rispetto al dato del 2023. I costi si attestano a 1,2 milioni di euro, in leggero miglioramento rispetto a 1,3 milioni di euro del 2023. Per quanto riguarda il margine operativo lordo è pari a 198mila euro mentre il risultato operativo ammonta a 168mila euro.
LA STRATEGIA DIETRO L’UNIONE CON LA BRITANNICO MGI PER FABBRICARE DRONI
Come detto all’inizio, l’alleanza con la società britannica MGI ha origine già dallo scorso settembre quando hanno stretto una partnership. Ma ora le due aziende hanno deciso di fare un salto di qualità e dar vita alla joint-venture MGI Italia per produrre droni.
“Crediamo che questa partnership rappresenti un passo importante verso la costruzione di un ecosistema di innovazione più forte e l’affermazione dell’Italia come hub strategico per il futuro sviluppo tecnologico e industriale”, ha dichiarato al Sole 24 Ore Francesco Castro, ad di Vigilar Group.
La sede di MGI Italia sarà a Modena, nel cuore della Motor Valley emiliana. La scelta è legata alle competenze industriali e ingegneristiche sviluppate nel territorio, storicamente associato a marchi automobilistici di fama mondiale.
Forte di “30 anni di esperienza in quel settore” Gascoyne, ad di MGI Engineering, ha evidenziato sempre al quotidiano confindustriale che “L’Italia vanta uno straordinario patrimonio ingegneristico e una reputazione rispettata a livello globale per innovazione, precisione e prestazioni. Penso a marchi come Ferrari, Lamborghini. La partnership con Vigilar Group rappresenta un entusiasmante passo avanti per MGI, mentre espandiamo la nostra presenza in Europa e costruiamo insieme nuove capacità industriali a lungo termine”.
IL FOCUS SUI SISTEMI AVANZATI PER DIFESA E SICUREZZA
L’obiettivo dichiarato della nuova società è sviluppare soluzioni avanzate per la difesa, la sicurezza e l’aerospazio. I dettagli dei programmi in corso restano tuttavia limitati. “La natura di alcuni dei prodotti fa sì che non possiamo divulgare informazioni che i nostri clienti potrebbero considerare sensibili”, ha spiegato Gascoyne.
Anche l’entità dell’investimento iniziale non è stata resa pubblica: “È un’informazione abbastanza confidenziale” ha chiosato il manager britannico.
LE PROSPETTIVE PRODUTTIVE LEGATE AL RIARMO EUROPEO
“Quello che si può dire è che il supporto di cui gode l’Ucraina sia da parte dell’Italia e del Regno Unito costituirà sicuramente un ambito nel quale potremo cooperare, dove abbiamo già delle discussioni in atto”, ha fatto però sapere Gascoyne. Il manager ha inoltre collegato le prospettive della joint venture alla fase di rafforzamento delle capacità produttive nel settore della difesa in Europa e nei Paesi Nato.
“E poi c’è un discorso di rinnovamento di tutta l’industria della difesa, non solo quella italiana, a cui noi principalmente ci rivolgiamo, ma anche europea e Nato. Questo – osserva Gascoyne – vuol dire che c’è un’aspettativa a regime di circa 200 pezzi al mese di prodotto. Stiamo parlando di mezzo milione di euro a pezzo, più o meno. Tutti i pezzi saranno prodotti da MGI Italia”.
Infine, il ceo della società britannica ha annunciato che “Sono già scattate delle assunzioni, al momento mirate perché all’inizio abbiamo bisogno di ingegneri e tecnici molto qualificati, in grado di maneggiare certi materiali. Sarà il primo gruppo che farà assemblaggio. Successivamente saranno coinvolte più persone. Ma ci sarà anche l’opportunità di sviluppare un indotto con le industrie che già operano nel distretto di Modena”.





