Gli Usa rivedono ancora i programmi per la Luna: non più una stazione orbitante ma una base lunare.
La Nasa ha annunciato l’intenzione di sospendere il progetto della stazione spaziale Gateway in orbita lunare per concentrare le risorse sulla costruzione di una base sulla superficie della Luna.
È quanto emerso in occasione dell’incontro “Ignition” organizzato dall’agenzia spaziale statunitense per presentare nuove iniziative legate alla politica spaziale statunitense riguardo al programma Artemis, il programma lunare della Nasa.
L’obiettivo dichiarato è un ambizioso piano da 20 miliardi di dollari per riportare l’uomo sulla Luna e costruirvi una base permanente così da sviluppare una presenza umana stabile e duratura, attraverso un programma articolato in più fasi e con il coinvolgimento di partner internazionali.
L’annuncio arriva circa una settimana prima che la Nasa preveda di inviare esseri umani intorno alla Luna per la prima volta in oltre 50 anni, nell’ambito della missione Artemis II, sottolinea Bloomberg. Non solo, la decisione di sospendere il progetto per la stazione orbitante Gateway ha suscitato reazioni e valutazioni da parte dell’Agenzia spaziale europea (Esa) che partecipa attivamente al progetto.
Tutti i dettagli.
LE PAROLE DEL NUMERO UNO DELLA NASA
“La Nasa si impegna a realizzare ancora una volta l’impossibile: tornare sulla Luna prima della fine del mandato del Presidente Trump, costruire una base lunare, stabilire una presenza duratura e fare tutto il necessario per garantire la leadership americana nello spazio”, ha affermato l’amministratore della Nasa Jared Isaacman.
CAMBIO DI STRATEGIA PER L’ESPLORAZIONE LUNARE
“Nell’ambito di questa strategia – spiega la Nasa in una nota – l’agenzia intende sospendere il Gateway nella sua forma attuale e concentrarsi sulle infrastrutture che consentano operazioni di superficie sostenute. Nonostante le difficoltà riscontrate con alcune apparecchiature esistenti, l’agenzia riutilizzerà le attrezzature idonee e sfrutterà gli impegni dei partner internazionali per supportare questi obiettivi”.
D’altronde, giustifica Isaacman, “I contribuenti sostengono la Nasa perché possiamo cambiare il mondo nell’aria, nello spazio e nella scienza, e ispirare la prossima generazione”, pertanto “Non possiamo disperdere le nostre energie cercando di intraprendere decine di distrazioni imposte dall’esterno e autoimposte, lanciandoci direttamente in un sogno a scapito di una strategia realizzabile”.
UN PROGRAMMA IN TRE FASI
La nuova strategia prevede un approccio progressivo alla costruzione della base lunare. In una prima fase, denominata “costruire, testare, imparare”, la Nasa intende aumentare il numero di missioni robotiche sulla Luna, con l’invio di rover, strumenti scientifici e dimostratori tecnologici. Sono previsti fino a 30 atterraggi robotici a partire dal 2027, con l’obiettivo di accelerare il trasferimento di tecnologia e conoscenze sulla superficie lunare.
La seconda fase sarà dedicata alla realizzazione delle prime infrastrutture semi-abitabili e allo sviluppo di una logistica regolare. Nella terza fase la Nasa e i suoi partner commerciali consegneranno habitat e veicoli più grandi, comprese attrezzature fornite da partner internazionali come l’Agenzia Spaziale Italiana (Asi) e l’Agenzia Spaziale Canadese (CSA), passando da missioni di breve durata a una presenza umana permanente sulla Luna.
NON SERVE PIÙ IL LUNAR GATEWAY, MA UNA BASE LUNARE
Per raggiungere meglio questo obiettivo, Carlos Garcia-Galan, responsabile del programma Base Lunare della Nasa, ha annunciato che l’agenzia si sta allontanando quindi dall’architettura Gateway e si concentrerà invece sulla costruzione della base lunare. I sistemi e l’hardware del programma Gateway saranno riutilizzati per accelerare i progressi sulla base lunare, ha affermato Garcia.
Ciò potrebbe avere un impatto su uno dei moduli abitativi del Gateway, chiamato Halo, in costruzione da parte di Northrop Grumman, e su un altro modulo abitativo, I-Hab, in costruzione da parte dell’Agenzia Spaziale Europe a (Esa), sottolinea Bloomberg.
IL RUOLO DELL’EUROPA NEL PROGRAMMA GATEWAY
Proprio l’Europa è tra i principali partner del progetto Gateway nell’ambito del programma Artemis. Il contributo europeo include moduli fondamentali come l’I-Hab, destinato ad accogliere gli astronauti, ed Esprit, progettato per garantire comunicazioni, rifornimenti e supporto logistico.
Alla realizzazione della stazione partecipano numerose aziende europee, con un ruolo rilevante dell’industria italiana. In cambio di questi contributi, l’Esa avrebbe dovuto ottenere la possibilità di far partecipare astronauti europei alle future missioni lunari.
LE REAZIONI DELL’ESA
L’annuncio della sospensione del Gateway ha avuto un impatto sui partner internazionali coinvolti nel progetto. L’Agenzia spaziale europea ha comunicato di aver avviato consultazioni interne ed esterne per analizzare le implicazioni della decisione.
Secondo una dichiarazione ufficiale, l’Esa “sta consultando strettamente i suoi Stati membri, i partner internazionali e l’industria europea per valutare le implicazioni dell’annuncio” della Nasa.







