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Uber cambia strategia. Punta ai piccoli paesi

Uber

Uber conquista le zone rurali del Giappone. La nuova avventura inizia da Tangocho, una piccola città costiera sul Mar del Giappone

Uber Technologies Inc. cambia strategia: niente grandi città, niente posti con enormi numeri di residenti e turisti. La startup tecnologica con sede a San Francisco ha deciso di offrire i suoi servizi in una piccola città costiera sul Mar del Giappone, dove (strano anche a dirlo) i clienti sono tutti anziani. Lo racconta Bloomberg, precisando che la maggior parte degli abitati del borgo non hanno nemmeno lo smartphone.

L’età media di un passeggero è di almeno 70 anni. Un cambio di rotta davvero insolito per un’azienda che dello smartphone e dei Millennials (i giovani nati tra i primi anni ’80 e i primi anni 2000 ) ha fatto sempre il suo punto di forza.

Tangocho, questo il nome del paesino giapponese, era un tempo famosissima per la fornitura di tessuti per kimono, ma ora si è spopolata, la società di taxi del posto è fallita e anche il Governo sembra aver abbandonato al suo destino la cittadina. Una sola linea autobus, infatti, attraversa le strade montuose del borgo, ogni ora, rendendo difficile ai residenti fare la spesa o sbrigare le commissioni di base.

UberÈ per questo che interviene Uber. La società di San Francisco ha inviato i suoi esperti perchè aiutassero gli abitanti ad approcciarsi con la tecnologia. Ed ora c’è chi non può più farne a meno: gli abitanti possono fermare, grazie all’app, qualsiasi conducente (a Tangocho Uber non si affida a dei driver professionisti, non ne ha la possibilità).

Uber sta diventando sempre più importante per me”, ha detto la signora Miyoshi Azuma, 84 anni, il cui marito è morto nel mese di febbraio e ora sta decidendo se rinnovare la sua patente di guida, nel mese di novembre. “I miei figli mi dicono di guidare con prudenza. Sarebbe terribile se causassi un incidente a questa età”.

Tangocho potrebbe essere solo una prima tappa. E Uber potrebbe andare alla conquista di tutte le zone di campagna del Giappone. In questo modo non solo le casse di Uber si riempiranno, ma i Governi e le amministrazioni locali potranno anche allentare la presa e accettare i servizi della società di sharing economy.

“Se Uber sarà effettivamente in grado di contribuire allo sviluppo delle zone rurali del Paese, nel lungo termine, le amministrazioni potranno modifiacre i regolamenti e la società potrà fornire un adeguato servizio di ride-sharing anche in grandi città come Tokyo”, ha commentato Ken Miyao, analista di Tokyo.

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