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richiamo tesla pilota automatico Full Self-Driving

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Tesla ha ancora un problema con il suo Full Self-Driving alla guida?

In molti degli incidenti esaminati dalla National Highway Traffic Safety Administration, "Il Full Self-Driving ha perso traccia o non ha mai rilevato" la presenza di ostacoli "sul proprio percorso", ha dichiarato l'ente. E mentre le autorità statunitensi indagano, Tesla punta a ottenere le approvazioni per il suo software di assistenza alla guida anche in Cina e in Europa

L’ente federale statunitense per la sicurezza stradale, National Highway Traffic Safety Administration, torna a indagare sul sistema di assistenza alla guida montato su almeno 3,2 milioni di auto Tesla, quel Full Self-Driving che, oltre a essere già stato attenzionato in passato per le sue effettive capacità di vedere gli ostacoli, è stato anche accusato da diversi utenti di avere un nome non corrispondente al vero portando l’automobilista a credere si tratti di un vero e proprio pilota automatico e autonomo.

LA NHTSA INDAGA (ANCORA) SUL FULL SELF-DRIVING

Come si anticipava, la National Highway Traffic Safety Administration indaga da tempo sul software della casa automobilistica di Elon Musk, avendo aperto un primissimo fascicolo nell’ottobre 2024. All’epoca a finire sotto la lente di ingrandimento dell’ente – duramente ridimensionato dallo stesso Musk quando arrivò al Doge trumpiano – furono 2,4 milioni di auto, diventate nell’ottobre successivo ben 2,9 milioni di veicoli.

Ora, informa Reuters, l’agenzia americana per la sicurezza stradale starebbe avviando un’analisi ingegneristica, passaggio obbligatorio che normalmente precede il richiamo ufficiale. La National Highway Traffic Safety Administration ha dichiarato che l’indagine sui modelli Tesla S, X, 3, Y e Cybertruck proverà a rispondere ai dubbi sul fatto che il sistema basato su telecamere possa in alcuni casi essere disattento e cieco rispetto a determinate condizioni stradali e ambientali (si parla per esempio di nebbia, sole abbagliante o altre “condizioni di visibilità ridotta”) e parimenti possa non avvisare il conducente qualora le telecamere non stiano vedendo correttamente il mondo che le circonda.

L’INDAGINE PARTITA DA NOVE SINISTRI, UNO MORTALE

L’ente, secondo quanto dettaglia la Cnbc, ha riferito di aver ricevuto nove segnalazioni in merito ad altrettanti incidenti, tra cui un sinistro dall’esito mortale mortale per un pedone e due con feriti, e sta verificando se altri sinistri contenuti nel suo archivio possano essere correlati con mal funzionamenti del Full Self-Driving .

La National Highway Traffic Safety Administration, sottolinea Reuters, ha osservato che quando Tesla ha iniziato a passare dall’uso combinato di telecamere e radar a un approccio esclusivamente basato su telecamere, noto come “Tesla Vision” a metà del 2021, ha implementato un sistema di rilevamento del degrado delle prestazioni, tuttavia, secondo l’agenzia di stampa molto informata sulle mosse della Nhts, i dati solleverebbero preoccupazioni sul fatto che tale sistema riesca effettivamente a svolgere il proprio compito in tutte le condizioni stradali e meteorologiche.

In molti degli incidenti esaminati, “Il Full Self-Driving ha perso traccia o non ha mai rilevato” la presenza di ostacoli “sul proprio percorso”, ha dichiarato l’ente posto a tutela di automobilisti e pedoni. I singoli sinistri andranno inoltre esaminati per capire cosa stesse facendo nel momento dell’impatto l’autista che, per i limiti della tecnologia di bordo, deve comunque sedere al volante ed essere pronto a intervenire, non dovendosi distrarre. E mentre le autorità statunitensi indagano, Tesla punta a ottenere le approvazioni per il Full Self-Driving anche in Cina e in Europa.

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