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Gli ultimi casini al volante del Full Self Driving di Tesla

Secondo il proprietario di una Model 3 il sistema Full Self Driving non avrebbe riconosciuto le sbarre abbassate di un passaggio a livello, sfondandole. Il conducente per legge sarebbe dovuto intervenire prontamente, ma per alcuni giudici il nome stesso della modalità porta a credere fornisca un servizio totalmente automatizzato. Nelle ultime ore il medesimo sinistro è occorso a un robotaxi di Waymo. L'Ai alla guida ha un problema coi treni?

L’ultima grana per Tesla arriva ancora una volta dal suo Full Self Driving, il sistema di assistenza alla guida di livello 2 il cui nome, lasciando forse presagire ben altre qualità, è già finito sotto la lente dei giudici californiani.

COS’HA COMBINATO UNA TESLA PILOTATA DA UN ALGORITMO

Secondo un video diventato rapidamente virale, girato dalla dashcam di bordo, una Model 3 avrebbe sfondato entrambe le barriere di un passaggio a livello di Los Angeles. La particolarità dell’incidente, che non ha avuto esiti più gravi rispetto a quelli riportati dall’auto e dalle sbarre poste a salvaguardia degli automobilisti, starebbe nel fatto che in quel momento fosse in funzione il Full Sef Driving che, a quanto pare, non ha riconosciuto né le barriere né il semaforo rosso che avvertiva dell’imminente passaggio di un treno.

Pare che il video sia stato caricato sui social dal guidatore stesso, che lo ha intitolato “Tesla FSD mi ha quasi ucciso ieri”, ma nella realtà dei fatti, trattandosi di un sistema di Livello 2, la legge prescrive la costante supervisione del conducente che dovrebbe restare ben saldo alla guida pronto a intervenire sterzando o frenando. Secondo però quanto emergerebbe dal video stesso, il guidatore in quegli attimi doveva per forza essersi distratto o si sarebbe accorto del fatto che la sua Tesla non stesse rallentando nonostante le sbarre abbassate.

LE PAROLE CONTANO, SPECIE NEL MARKETING

Ma qui rischia di tornare prepotentemente alla ribalta la ciclica polemica sulla strategia di marketing adottata dalla casa automobilistica di Elon Musk, dato che il guidatore potrebbe avere margine di manovra per sostenere di essere stato ingannato dall’altisonante nome Full Self Driving che parrebbe promettere un pilota automatico a tutto tondo.

IL FULL SELF DRIVING HA UN PROBLEMA COI PASSAGGI A LIVELLO?

Nel sostenerlo l’autista potrebbe anche trovare sponda nelle prime sentenze che, proprio in California, hanno eccepito il medesimo punto. Ci si trova di fronte a un caso di pubblicità ingannevole?

Quel che è certo, come riassume la testata dedicata all’auto elettrica Electrek, è che questa non è nemmeno “la prima volta che il Full Self Driving di Tesla si guasta ai passaggi a livello. NBC News ha indagato a fondo sul problema e ha trovato oltre 40 segnalazioni di incidenti con FSD” nelle medesime condizioni “intervistando sei conducenti Tesla che hanno riscontrato problemi, quattro dei quali hanno fornito prove video”.

In un caso documentato, riporta sempre la testata, “una Tesla Model 3 con sistema FSD è stata colpita da un treno nella Pennsylvania orientale dopo che il sistema è entrato in funzione sui binari. Il conducente e i passeggeri erano scesi prima dell’impatto, ma l’auto è stata colpita”.

ANCHE WAYMO NON VEDE LE SBARRE

Ma il Full Self Driving di Tesla pare sia in buona compagnia: nelle ultime ore infatti i media americani hanno documentato un sinistro analogo. Questa volta, però, a restare incastrato sotto le sbarre ormai abbassate del passaggio a livello un robotaxi di Waymo, branca di Alphabet (Google) che studia soluzioni di guida completamente autonoma fornendo passaggi a pagamento in diverse città statunitensi.

L’azienda dal canto suo ha affermato che i suoi veicoli “hanno attraversato in sicurezza milioni di volte i passaggi a livello ferroviari”, ma che riesaminerà le possibili particolarità di questo passaggio a livello che, per uno scherzo del destino, si trova in Texas, ad Austin, dove ha sede proprio Tesla.

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