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Airbus

Cosa faranno Stm e Airbus sui semiconduttori per gli aerei elettrici

Stm e Airbus collaboreranno allo sviluppo di nuovi semiconduttori per gli aerei elettrici e i "taxi volanti". Tutti i dettagli dell'intesa italo-francese.

La società italo-francese di semiconduttori STMicroelectronics (partecipata dal ministero dell’Economia) e il costruttore europeo di aeromobili Airbus (ha sede in Francia) hanno firmato questa settimana un accordo di cooperazione sulla ricerca e lo sviluppo dell’elettronica di potenza per gli aerei ad alimentazione ibrida e i velivoli elettrici per le aree urbane.

I NUOVI SEMICONDUTTORI DI STM PER AIRBUS

Le due società dichiarano di voler sviluppare dispositivi elettronici “più efficienti e più leggeri”. Più nello specifico, l’oggetto della collaborazione sono i semiconduttori ad ampia banda proibita (wide bandgap semiconductor) come il carburo di silicio (SiC) e il nitruro di gallio (GaN) che hanno proprietà elettriche migliore dei semiconduttori convenzionali al silicio. I semiconduttori ad ampio bandgap consentono dunque di sviluppare dispositivi e sistemi elettronici ad alte prestazioni ma più piccoli, leggeri ed efficienti, utili in quelle applicazioni che richiedono tanta energia, un’alta frequenza o temperature elevate.

Airbus e STMicroelectronics effettueranno test dei semiconduttori SiC e GaN sulle unità di controllo dei motori elettrici, sui convertitori di potenza ad alta e bassa tensione e sui sistemi di trasferimento di potenza wireless.

– Leggi anche: Intel snobba l’Italia e Meloni favorisce Stm e Technoprobe?

AIRBUS PUNTA SUI “TAXI AEREI ELETTRICI” COME STELLANTIS

Secondo Sabine Klauke, direttrice tecnica di Airbus, l’unione della “competenza ed esperienza [di STMicroelectronics, ndr] nell’elettronica di potenza per applicazioni automobilistiche e industriali con i nostri risultati nell’elettrificazione di aerei e VTOL ci aiuterà ad accelerare lo sviluppo delle tecnologie dirompenti necessarie”.

VTOL, in gergo tecnico, è la sigla utilizzata per fare riferimento ai velivoli a decollo e atterraggio verticale: sono, in sostanza, dei “taxi aerei”, che si pensa potranno rivoluzionare la mobilità urbana e mitigare il problema del traffico, fornendo ai cittadini la possibilità di spostarsi velocemente – e verticalmente – verso gli aeroporti, le stazioni o altri luoghi di interesse. Di recente la casa automobilistica Stellantis ha annunciato un approfondimento della sua partnership con Archer Aviation, un’azienda statunitense, sui velivoli elettrici (eVTOL).

ELETTRICO, IDROGENO E SAF (IN CINA)

A detta di Airbus, la decarbonizzazione del trasporto aereo richiede “una serie di soluzioni dirompenti che combinano nuovi tipi di carburante e tecnologie dirompenti”. Una di queste soluzioni è la propulsione ibrido-elettrico, che secondo la società è in grado di l’efficienza energetica degli aeromobili di ogni tipo e ridurne le emissioni di CO2 fino al 5 per cento (fino al 10 per cento per gli elicotteri, più leggeri degli aerei ad ala fissa).

“I futuri aerei ibridi e completamente elettrici richiederanno megawatt di potenza per funzionare. Ciò implica enormi miglioramenti nell’elettronica di potenza in termini di integrazione, prestazioni, efficienza e dimensioni e peso dei componenti”, dichiara Airbus. La società sta anche lavorando allo sviluppo – pensa di introdurlo sul mercato intorno al 2035 – di un aereo a idrogeno, un combustibile a zero emissioni non ancora affermatosi a livello industriale.

Lo scorso aprile, durante la visita del presidente francese Emmanuel Macron in Cina, Airbus ha firmato un memorandum d’intesa con la compagnia cinese CNAF sulla produzione di carburanti sostenibili per l’aviazione: meglio noti come SAF, sono combustibili per aerei che emettono minori quantità di CO2 rispetto ai carburanti tradizionali al cherosene, e che pertanto vengono considerati utili alla decarbonizzazione del trasporto aereo nel breve-medio termine.

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