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Macron

Airbus, Edf, Alstom e non solo. Tutti gli affarucci di Macron in Cina per la Francia

Non solo Airbus: grazie alla visita di Macron, numerose aziende francesi - da Edf a L'Oréal ad Alstom - hanno firmato degli accordi in Cina. E Parigi apre al 5G cinese. Tutti i dettagli

 

Ad accompagnare il presidente francese Emmanuel Macron nella sua visita in Cina non c’era soltanto Ursula von der Leyen, la presidente della Commissione europea, ma anche – e forse soprattutto, considerato che la priorità di Parigi sembra essere l’economia – una robusta delegazione di leader aziendali: sessanta in tutto, tra i quali spiccavano gli amministratori delegati di Airbus, di Alstom e della società elettrica Edf.

EDF, ALSTOM, L’ORÉAL E NON SOLO: GLI ACCORDI FRANCIA-CINA PROMOSSI DA MACRON

L’entourage di Macron è rientrato in patria dopo aver firmato decine di accordi con le aziende cinesi in tanti settori diversi, dall’energia alle costruzioni ferroviarie all’agricoltura.

Ad esempio, Edf ha rinnovato la sua collaborazione sull’energia nucleare con China General Nuclear Power, avviata nel 2007, e ha firmato dei patti sull’eolico offshore con China Energy.

Alstom, che si occupa di costruire treni e infrastrutture ferroviarie, realizzerà un sistema di trazione elettrica per la metropolitana di Chengdu, città popolosa e rilevante sul piano economico.

L’Oréal, la più grande azienda di cosmetica al mondo, ha firmato una partnership triennale con la società di e-commerce Alibaba sul “consumo sostenibile”.

La compagnia francese di trasporto marittimo CMA CGM ha raggiunto un accordo sui biocarburanti con due conglomerati cinesi.

Suez, che si occupa di gestione delle acque e dei rifiuti, ha vinto un contratto per un progetto di desalinizzazione dell’acqua marina in Cina.

Gli allevatori francesi di suini hanno ottenuto l’accesso al vasto mercato cinese, dove la carne di maiale è molto consumata.

COSA FARÀ AIRBUS IN CINA

Uno degli accordi più grandi firmati durante la visita di Macron in Cina riguarda Airbus, il costruttore di aeromobili europeo (principalmente francese, ma diviso anche tra Germania, Paesi Bassi e Spagna): la società aprirà una nuova linea di assemblaggio nello stabilimento di Tianjin, andando a raddoppiare la capacità produttiva di aerei A320. La nuova linea dovrebbe entrare in funzione nel 2025.

Airbus, inoltre, ha firmato un memorandum d’intesa con la cinese CNAF sulla produzione di carburanti sostenibili per l’aviazione, dei combustibili per gli aerei che emettono minori quantità di CO2 rispetto ai carburanti tradizionali al cherosene.

LA CULTURA E LA SCIENZA

Francia e Cina hanno anche raggiunto dei patti in campo culturale: la reggia di Versailles e il museo del Palazzo di Pechino (si trova nella Città proibita, il pazzo imperiale cinese delle dinastie Ming e Qing) organizzeranno insieme una mostra sulle relazioni sino-francesi nel XVIII secolo.

Macron e Xi Jinping, il presidente cinese, hanno detto inoltre di voler facilitare la reciproca mobilità di studenti e docenti nel campo scientifico attraverso la semplificazione delle procedure per i visti.

I TRASFERIMENTI DI TECNOLOGIE E I CONTATTI AIRBUS-ESERCITO

Scienza e tecnologia, però, sono due settori sensibili: l’Unione europea e gli Stati Uniti vogliono evitare che le loro tecnologie strategiche finiscano nelle mani della Cina. Come ha detto all’agenzia Reuters un anonimo ingegnere dell’azienda aerospaziale francese Safran che lavora a Pechino, “[i cinesi, ndr] ci spingono a trasferire la tecnologia e noi rifiutiamo. È un gioco al gatto e al topo, ma riusciamo comunque a fare grandi cose”.

Secondo un rapporto della società di consulenza Horizon Advisory pubblicato l’estate scorsa, Airbus possiede degli accordi sulla manifattura e la condivisione di tecnologie avanzate con diverse entità legate all’apparato militare statale cinese.

Commentando la notizia, il giornale Politico scrisse che “il settore cinese dell’aviazione è nato dall’aeronautica dell’Esercito popolare di liberazione [il nome ufficiale delle forze armate cinesi, ndr] e non è mai stato completamente privatizzato o separato dalle sue radici militari”.

“Negli ultimi anni”, proseguiva il giornale, “il presidente Xi Jinping ha invocato la fusione ‘civile-militare’ e ha introdotto numerose leggi e regolamenti che impongono a un’ampia gamma di aziende – soprattutto quelle che operano in settori strategici e che includono joint venture con società internazionali – di collaborare con le forze armate e le agenzie di intelligence” della Cina.

COOPERAZIONE MILITARE NEI MARI…

Nel comunicato congiunto rilasciato da Macron e Xi al termine del loro incontro in Cina si parla anche di un “approfondimento del dialogo” tra il comando asiatico-pacifico delle forze armate francesi e il teatro meridionale dell’Esercito popolare di liberazione cinese.

Un funzionario dell’Eliseo rimasto anonimo ha detto a POLITICO che la collaborazione riguarderà, nel concreto, il pattugliamento del mar Cinese meridionale (che Pechino rivendica quasi tutto a sé, nonostante il diritto internazionale) e dell’oceano Pacifico per garantire “il rispetto della legge del mare”.

… E PORTE APERTE ALLA CINA NEL 5G FRANCESE?

Nel documento la Francia si dice inoltre disposta a garantire “il trattamento equo e non discriminatorio delle domande di licenza presentate dalle aziende cinesi” per l’infrastruttura per il 5G, lo standard di quinta generazione per le tecnologie di telefonia mobile.

Molti paesi alleati degli Stati Uniti – come il Regno Unito, l’Australia e il Canada – hanno deciso di escludere le aziende cinesi, in particolare Huawei, dalla lista dei fornitori per la rete 5G per ragioni di sicurezza nazionale. Washington, soprattutto, accusa Huawei di essere legata alle forze armate cinesi e pertanto di permettere a Pechino di condurre operazioni di cyberspionaggio nel mondo.

– Leggi anche: Tim sceglie Ericsson per il 5G

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