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Stellantis

Stellantis lascia a casa 1520 lavoratori in Italia

Prende corpo il piano di Stellantis di procedere con uscite volontarie. Le diverse reazioni dei sindacati

A pochi giorni dallo sciopero unitario del 12 aprile che coinvolgerà l’intera filiera per avere rassicurazioni sullo stato di salute di Mirafiori, Stellantis e i sindacati metalmeccanici torinesi hanno siglato un accordo per l’uscita volontaria incentivata di 1.520 lavoratori.

I DETTAGLI DELL’ACCORDO

Si tratta del destino lavorativo di operai occupati in 21 società del gruppo presenti sul territorio, su un bacino di circa 12.000 addetti complessivi. Di questi, fa sapere la Uilm, sono previste 733 uscite incentivare nelle strutture centrali (impiegati e quadri) e 300 uscite alle Carrozzerie di Mirafiori.

I DETTAGLI

Il sito TorinoCronaca dettaglia i numeri e i reparti interessati.

Enti Centrali (impiegati) 733
Presse 40
Costruzione Stampi 15
Shop Grugliasco 7
Carrozzerie 300
Pcma 45
Fca Security 20
Costruzione Sperimentali 30
Centro ricerche Fiat 40
Fca Item 13
Stellantis & you 15
I-Fast 8
Sisport 5
FCA Partecipazioni 10
FCA Services 72
Fiat Chrysler Finance 7
Mopar 22
Balocco Pista 10

NON FIRMA FIOM

A seguito dell’ultimo incontro del 22 marzo si era registrata la contrarietà della sola Fiom, che in merito ai piani industriali di Stellantis aveva detto: “Si prosegue nell’azione di svuotamento degli stabilimenti Stellantis, un pessimo segnale se considerato che queste uscite non sono compensate con l’assunzione di giovani, che darebbero un’importante prospettiva per il futuro”.

Queste uscite volontarie arrivano proprio mentre Stellantis intrattiene col governo un tavolo eccezionale sul futuro dell’industria automobilistica italiana. L’esecutivo ha chiesto al Gruppo di tornare sopra il milione e trecentomila veicoli sfornati nel Paese ma in tutta risposta Stellantis ha continuato a delocalizzare altrove i modelli Fiat come la 500 algerina, la Panda serba, la Topolino marocchina e la 600 polacca.

Resta così tesa la situazione a Mirafiori, al momento senza alcun progetto concreto per il proprio futuro. Alle tute blu non è infatti andata giù la decisione di prolungare dal 2 al 20 aprile la cassa integrazione per i dipendenti al lavoro sui modelli 500 Bev e Maserati. Coinvolti 2240 lavoratori complessivi.

L’azienda aveva già messo in Cigo i lavoratori di Mirafiori per un mese nel periodo a cavallo tra il 2023 e il 2024, per tre settimane dal 12 febbraio al 3 marzo e poi aveva prolungato la cassa fino al 30 marzo. Infine l’ennesimo slittamento al 20 aprile. Il timore è quello di fare la fine della fabbrica Maserati di Grugliasco che ha chiuso i battenti nella seconda metà dello scorso dicembre.

LA NOTA DELLA CISL

“Gli esuberi annunciati oggi nel gruppo Stellantis che sono coerenti con i numeri dichiarati precedentemente e non raggiunti, sono da riportare all’accordo di separation che prevede la possibilità di uscite incentivate esclusivamente su base volontaria da parte dei lavoratori. Questo esclude la facoltà di procedere unilateralmente con licenziamenti forzati da parte di Stellantis”. Lo ha detto Rocco Cutrí, segretario generale Fim-Cisl Torino e Canavese, commentando l’accordo per 1.520 uscite volontarie e sottolineando che “la criticità del settore automotive nell’area torinese é nota da tempo ed è sempre più necessario che Stellantis presenti quelle soluzioni industriali e quei progetti che in prospettiva, possano garantire il rilancio dell’occupazione e dell’industria automobilistica”. Con questo spirito, ha aggiunto Cutrì, “perseguiremo questo importante obiettivo a salvaguardia dell’intero settore automotive”.

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