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Quanti soldi pubblici incasserà Stellantis per la gigafactory a Termoli

Ned Curic

Nel Pnrr l’Italia ha stanziato 600 milioni per la gigafactory, ma il governo pensa a una partnership pubblico-privato con Stellantis per portare gli investimenti fino a 1 miliardo. Parteciperà anche Cdp? Ecco numeri, indiscrezioni e scenari

 

L’annuncio di Stellantis sull’apertura in Italia, a Termoli, della sua terza fabbrica di batterie per le auto elettriche (gigafactory) in Europa è stato accolto molto positivamente dai sindacati e dal governo. Si tratta di “un passo importante nella direzione giusta”, ha dichiarato la Fim-Cisl. Per il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti (Lega) è invece una “bella e attesa notizia”: “come Mise”, ha detto, “abbiamo lavorato affinché questo accadesse. Ora deve proseguire il confronto sul piano industriale con le parti interessate”.

LE TRATTATIVE TRA STELLANTIS, MiSE E MiTE

Ad aver mediato con Stellantis – con l’amministratore delegato Carlos Tavares e con il presidente John Elkann – non è stato soltanto il Mise di Giorgetti ma anche il Mite, il ministero della Transizione ecologica retto da Roberto Cingolani. Che infatti, solo pochi giorni fa, ricordava che “sono mesi che parliamo sia con l’Europa sia con Stellantis” in merito all’apertura di una fabbrica di batterie in Italia.

FONDI PUBBLICI PER LA GIGAFACTORY DI STELLANTIS?

Fonti anonime hanno rivelato all’agenzia Bloomberg che all’inizio di questa settimana Elkann si è riunito a Roma con dei funzionari del governo. Nell’articolo si legge che il progetto di Stellantis a Termoli sarà sostenuto da fondi pubblici, ma la somma esatta non è chiara.

Nel Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) l’Italia ha stanziato circa 600 milioni di euro per la costruzione della gigafactory. Nelle intenzioni del governo, la cifra dovrebbe poi crescere fino a 1 miliardo grazie agli investimenti di partner industriali privati.

PARTNERSHIP PUBBLICO-PRIVATO CON CDP?

Come scriveva Reuters a inizio giugno sulla base delle informazioni ricevute, Roma punta alla creazione di un grande schema pubblico-privato, con Stellantis che dovrebbe possedere una quota di questa entità. Il Sole 24 Ore parla anche della “ipotesi di una newco in cui potrebbe avere un ruolo anche la Cassa Depositi e Prestiti”. Prima di procedere, però, sarà necessaria l’approvazione delle autorità di Bruxelles, che dovranno valutare il rispetto delle regole europee sugli aiuti di stato.

L’intenzione della partnership è stata in un certo senso confermata da Cingolani qualche giorno fa, quando il ministro ha detto che, sulle fabbriche di batterie, ci “sono grandi partnership pubblico-privato che non possono essere fatte a livello nazionale, ma devono essere realizzate filiere europee, come ha fatto la Germania, come ha fatto la Francia, e dobbiamo allinearci a questo modello”.

INVESTIMENTO TOTALE DA 1,5 MILIARDI

Una delle fonti di Bloomberg ha detto che l’investimento totale per la gigafactory di Stellantis a Termoli ammonterà a 1,5 miliardi di euro.

DI COSA HA PARLATO ELKANN

Bloomberg riporta che il progetto di cui Elkann ha discusso questa settimana con il governo è simile alla joint venture sulle batterie formata l’anno scorso da Psa – uno dei due gruppi automobilistici dietro la nascita di Stellantis – con la società energetica francese TotalEnergies: si chiama Automotive Cells Company. Le due aziende, al tempo, parlarono della necessità di investimenti pubblici e privati per oltre 5 miliardi di euro per garantire la fornitura di abbastanza batterie per alimentare un milione di veicoli elettrici all’anno.

L’APPROCCIO DI STELLANTIS ALLE BATTERIE

Stellantis costruirà cinque fabbriche di batterie tra Europa (Italia, Germania e Francia) e Nordamerica che le garantiranno una capacità di oltre 260 gigawattora entro il 2030. Le batterie saranno realizzate assieme ad aziende partner: la casa automobilistica francese Renault segue lo stesso approccio; la tedesca Volkswagen, al contrario, vuole produrre da sé le batterie che poi monterà sulle proprie vetture.

La società di analisi RBC Capital Markets stima che per la fine del decennio i veicoli elettrici rappresenteranno il 55 per cento delle vendite di Stellantis nel mercato europeo; le ibride plug-in avranno una quota del 15 per cento, e la restante parte del 30 per cento andrà ai modelli con motore a combustione interna.

COSA VUOLE L’ITALIA

Nel PNRR l’Italia punta a una capacità di produzione di batterie per 37 GWh al 2030, con cinquecento nuovi posti di lavoro negli impianti. Nel documento si menziona l’obiettivo di generare finanziamenti per 1,8 miliardi di euro entro la fine del decennio: una somma però improbabile, come detto da una fonte governativa a Reuters.

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