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Tutti gli investimenti di Nissan e della cinese Envision sulle batterie nel Regno Unito

Nissan

Nissan e Envision realizzeranno un polo per i veicoli elettrici nel Regno Unito da 1 miliardo di sterline. Prevista anche una fabbrica di batterie da 9-25 GWh. Tutti i dettagli

La casa automobilistica giapponese Nissan ha annunciato oggi l’intenzione di creare un polo per la produzione di veicoli elettrici nel Regno Unito dal valore di 1 miliardo di sterline (circa 1,1 miliardi di euro), in collaborazione con il suo partner Envision, società energetica con sede in Cina.

IN COSA CONSISTE IL PROGETTO DI NISSAN

Nissan spenderà fino a 423 milioni di sterline per realizzare un nuovo modello di crossover elettrico nello stabilimento di Sunderland, nel nord dell’Inghilterra. Envision AESC – divisione del gruppo che si occupa di tecnologie per le batterie – investirà invece 450 milioni di sterline per espandere la propria capacità produttiva di batterie. Al progetto partecipa anche il consiglio della città di Sunderland.

IL COMMENTO DI BORIS JOHNSON

In un comunicato, il primo ministro britannico Boris Johnson ha definito l’iniziativa “un grande voto di fiducia nel Regno Unito e nei nostri lavoratori altamente qualificati nel nord-est. È un momento cruciale nella nostra rivoluzione sui veicoli elettrici e per garantire il suo futuro nei prossimi decenni”.

CHI È E COSA FARÀ ENVISION CON NISSAN

Envision è un’azienda cinese che si occupa di dispositivi per le fonti rinnovabili (eolico, principalmente): è stata fondata nel 2007 da Lei Zhang, che detiene la carica di amministratore delegato, e ha sede a Shanghai, nell’est della Cina.

Nel 2018 Nissan ha venduto a Envision la propria divisione sulle batterie (AESC), mantenendo una quota del 20 per cento.

Envision costruirà a Sunderland un impianto per la produzione di batterie dalla capacità di 9 gigawattora all’anno, in grado di alimentare centomila veicoli elettrici; attualmente Envision ne gestisce uno da 1,7 GWh. La nuova struttura – che non sarà pronta prima del 2024 – creerà 750 nuovi posti di lavoro e sorgerà a fianco dello stabilimento di assemblaggio veicoli di Nissan.

QUESTIONI DI SUPPLY CHAIN

Costruire fabbriche di batterie nelle immediate vicinanze degli stabilimento sembra essere la nuova tendenza dell’industria automobilistica, che cerca di ridurre i problemi di approvvigionamento dei componenti critici: oggi il settore è particolarmente colpito dalla carenza globale di semiconduttori, che sta incidendo sui livelli produttivi, sulle vendite e sulle performance dei titoli in borsa.

CRESCITA ULTERIORE

L’impianto pianificato da Envision potrebbe in futuro venire ampliato per arrivare a generare fino a 25 GWh e creare 4500 posti di lavoro nella regione. Il costo dell’investimento “potenziale”, specifica la società, ammonterebbe a 1,8 miliardi di sterline.

QUANTI POSTI DI LAVORO, SECONDO NISSAN

Nissan ha detto che il nuovo investimento permetterà di aggiungere oltre 900 posti di lavoro alle sue operazioni nel Regno Unito. Lo stabilimento di Sunderland – dove la società già produce la LEAF (completamente elettrica) e i crossover Qashqai e Juke – conta al momento circa seimila occupati.

COME VA IL REGNO UNITO SULL’AUTO ELETTRICA

Nel primo trimestre del 2021, riporta Bloomberg, il Regno Unito è diventato il secondo maggiore mercato per i veicoli elettrici in Europa, secondo soltanto alla Germania. Gli acquisti di queste vetture dovrebbero aumentare ulteriormente nei prossimi anni, visto che il governo britannico ha vietato la vendita di nuove auto alimentate a combustibili fossili dal 2030.

In quanto alle batterie, al momento il paese dispone di una capacità produttiva di 2 GWh. Le stime dicono che al 2030 la domanda sarà di almeno 90 GWh.

LE AMBIZIONI DI ENVISION IN FRANCIA

Lei Zhang ha dichiarato che la nuova fabbrica di Envision nel Regno Unito vorrebbe rifornire anche altri produttori di veicoli e conta, una volta ampliata la capacità, di esportare batterie anche verso l’Europa.

Solo una settimana fa la società ha annunciato un investimento da 2 miliardi di euro per un impianto a Douai, nel nord della Francia, che produrrà batterie per la casa francese Renault: sarà la prima fabbrica di Envision sul suolo dell’Unione europea.

La fabbrica avrà una capacità iniziale di 9 GWh al 2024, e poi di 24 GWh entro il 2030. Potrebbe crescere ancora, fino a 43 GWh, e stringere accordi di fornitura con altre aziende automobilistiche.

Il progetto di Douai è particolarmente importante per il presidente francese Emmanuel Macron in vista delle elezioni dell’anno prossimo: spera che le migliaia di posti di lavoro che si andranno a creare entro il 2030 aiuteranno a risollevare sia la regione da un lungo periodo di declino industriale, sia il suo tasso di gradimento popolare.

Renault vuole arrivare a produrre in Europa un milione di veicoli elettrici entro i prossimi nove anni.

COSA VUOLE FARE L’EUROPA

L’Unione europea vuole rendersi più autonoma sulle batterie – dispositivi cruciali sia per la mobilità elettrica, sia per lo stoccaggio dell’energia da fonti rinnovabili – e ridurre la dipendenza dall’esterno, in particolare dalla Cina, nettamente il primo produttore mondiale.

Oltre ad attirare aziende straniere sul suo territorio, Bruxelles ha intenzione di favorire la nascita e la crescita di un vero e proprio “campione europeo”. I principali concorrenti sono Northvolt in Svezia, Britishvolt nel Regno Unito, Automotive Cells in Francia e Volkswagen in Germania.

A marzo Volkswagen ha presentato un piano da 18 miliardi di dollari per la costruzione di sei fabbriche di batterie in Europa. BloombergNEF sostiene che, se le cose andranno come pianificato, Volkswagen diventerà il secondo maggiore produttore di batterie al mondo dopo la cinese CATL, costruendosi da sé le batterie che poi monterà sui propri veicoli.

E IN ITALIA?

Il produttore di veicoli Stellantis – nato dalla fusione tra Fiat Chrysler Automobiles e PSA, e presieduto da John Elkann – non ha ancora preso una decisione su dove costruire la sua terza fabbrica di batterie in Europa: ne ha già pianificata una in Francia e una in Germania.

Il Corriere della Sera ha scritto di recente che in Piemonte c’è l’intenzione di costituire una coalizione – l’idea è partita da Forza Italia e dal Partito democratico – per promuovere la candidatura di Torino a sede della gigafactory di Stellantis. La competizione, scrive il quotidiano, è con Melfi.

Secondo fonti sentite da Reuters, il governo italiano ha destinato circa 600 milioni di euro di fondi pubblici per sostenere la costruzione della fabbrica sul territorio nazionale.

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