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Saranno i motori italiani a rimettere in moto Peugeot?

Sono stati almeno 4800 gli automobilisti incappati nei disguidi tecnici del motore francese PureTech. E mentre in Francia montano le class action, il numero 1 di Peugeot ammette che il marchio non ha saputo gestire correttamente il problema e si rivolgerà ai propulsori italiani di Termoli

Una volta tanto lo smisurato sciovinismo francese sembra essere stato messo da parte. Alain Favey, numero uno di Peugeot da un anno o poco più, è apparso infatti su Le Parisien lo scorso 9 marzo 2026 non per un j’accuse come sono soliti fare Oltralpe quanto per un inatteso “m’accuse” con riferimento alla gestione del caso dei motori PureTech, più volte al centro di problemi tecnici e soprattutto di aspre lamentele da parte dell’utenza, ammettendo che per i propulsori ora la Casa parigina si affiderà ai FireFly italiani di Fiat, realizzati nello stabilimento Stellantis di Termoli.

I MOTORI DELLA DISCORDIA

I motori PureTech 1.2, sviluppati dal gruppo francese prima della fusione con Fca, si sono rivelati negli anni difettosi, manifestando un consumo eccessivo di olio e un degrado prematuro della cinghia di distribuzione.

GLI SFOTTÒ DI BYD (TAMPONATA DAL GIURì DELLA PUBBLICITÀ)

La vicenda, sottostimata sulle prime dal costruttore parigino, ha avuto una eco tale da spingere l’agguerrita rivale cinese Byd a sferzare il marchio francese, oggi partner principale di Stellantis, con spot che facevano riferimento proprio a tali disagi, slogan poi bloccati dal Giurì della pubblicità che ha ritenuto la campagna ingannevole e denigratoria nei confronti del Gruppo europeo.

PEUGEOT CAMBIA STRATEGIA

Stellantis nel frattempo non era comunque rimasta del tutto immobile e aveva impalcato una piattaforma online per la gestione delle richieste di rimborso relative alle spese sostenute dall’utenza inciampata nei PureTech 1.0 e 1.2 difettosi, ma molti utenti hanno lamentato comunque di essersi sentiti abbandonati di fronte al disagio.

La Procura di Versailles avrebbe anche aperto un fascicolo sulla vicenda, dandole dunque una possibile dimensione giudiziaria. Per questo negli ultimi giorni Favey è apparso sul quotidiano francese promettendo che il marchio d’ora in poi s’impegna a intervenire anche attraverso campagne di richiamo mirate. Più prontezza, correttezza, assistenza e trasparenza, insomma, che è ciò che hanno chiesto gli utenti Peugeot in più occasioni.

MOTORI ITALIANI SULLE AUTO FRANCESI

Ma la rincorsa per la riconquista della credibilità passa non solo dal marketing ma anche da una profonda revisione industriale: entro l’anno in corso, infatti, i motori PureTech dovrebbero essere progressivamente sostituiti dai propulsori FireFly (Gse), sviluppati in Italia, per la precisione a Termoli, già utilizzati su diversi modelli dei marchi Fiat e Jeep.

La possibilità di montare i motori tre cilindri da un litro e quattro cilindri da 1,5 litri con potenze che superano i 160 cavalli (i FireFly saranno inoltre progressivamente aggiornati con sistemi mild hybrid a 48 volt per adeguarsi alla futura normativa europea sulle emissioni) fornisce una boccata d’ossigeno a uno stabilimento, quello di Termoli, rimasto senza prospettive future dopo che la joint-venture tra Stellantis, Total e Mercedes-Benz Acc ha ammesso che nella provincia di Campobasso non sarà realizzata l’attesa gigafactory per le batterie elettriche.

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