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Salerno-Reggio Calabria: lavori conclusi. Diventerà una Smart Road

Salerno-Reggio Calabria

Da opera incompiuta a futura smart road: la storia della Salerno-Reggio Calabria, l’Autostrada del Mediterraneo

Cinquantacinque anni dopo l’avvio dei lavori, la Salerno-Reggio Calabria è tutta percorribile. Attenzione: non è stata finita nel suo complesso, ma tutti i cantieri appaltati sono stati chiusi. Ribattezzata con il nome di A2- Autostrada del Mediterraneo, la Salerno-Reggio Calabria è lunga 436 km ed è la naturale prosecuzione della A1 Milano-Napoli.

“Oggi si chiude un’epoca iniziata negli anni 60 e si mette la parola fine alla storia di un’opera raccontata per generazioni come l’eterna incompiuta”, ha commentato il presidente dell’Anas, Gianni Vittorio Armani, in occasione della conclusione dei lavori.

E c’è di più. Perchè, l’Autostrada più volte oggetto di critica per i numerosi ritardi, si propone come futuro motivo di orgoglio italiano: secondo le promesse di Gianni Vittorio Armani, infatti, l’A2 sarà una smart road. Ma partiamo dall’inizio e ripercorriamone, a tappe, la storia.

Una storia lunga 55 anni (e più)

Ad essere sinceri, la storia della Salerno-Reggio Calabria ha inizio nel lontano 1934, 82 anni fa. Sì, perchè ci sono voluti numerosi anni di analisi, studi e dibattiti sulla fattibilità del progetto.

1934 – Viene redatto, dall’Aass (poi Anas), un Piano Regolatore delle Autostrade Italiane. Tra i progetti anche un’autostrada Salerno-Reggio Calabria.

1961 – Dopo anni di silenzi e di timidi passi avanti, il Consiglio di amministrazione dell’Anas, presieduto dal Ministro dei Lavori Pubblici Benigno Zaccagnini, approva il progetto di massima dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria.

1962 – Partono i lavori. Era il 21 gennaio 1962. Si prevedeva che i lavori potessero essere conclusi appena due anni dopo.

1967 – A distanza di 5 anni solo 125 km, ovvero da Salerno a Lagonegro, sono in esercizio.

1974 – Doveva essere l’anno della svolta. L’anno in cui l’intero tratto da Salerno a Reggio Calabria doveva essere aperto al traffico. In realtà l’Autostrada viene inaugurata, ma è incompiuta: si interrompe sul Sirino, nei pressi di Lagonegro, al km 131.

1987 – Arrivano 1.000 miliardi di lire per la conclusione dei lavori. A decidere la somma sono stati il presidente del Consiglio Bettino Craxi e il ministro dei Lavori pubblici Riccardo Misasi.

1996-1997 – Il governo presieduto da Romano Prodi stanzia altri 6.000 miliardi di lire.

1999 – Inizia l’epoca dei cantieri, delle code e dei disagi.

2008 – Forse c’è ancora una speranza, nonostante i numerosi ritardi. L’Anas presieduta da Pietro Ciucci apre al traffico il 1° macrolotto della Salerno-Reggio Calabria, dallo svincolo di Sicignano degli Alburni allo svincolo di Atena Lucana.

2014 – Vengono completati anche i lavori del Macrolotto 3.2, costato circa 600 milioni di euro. Sempre nello stesso anno, si chiudono i lavori del tratto del Macrolotto 2, da Padula-Buonabitacolo a Lauria. Si mette fine all’incompiutezza del tratto del Sirino.

2015 – Dopo il crollo della quinta campata della carreggiata sud del viadotto Italia, l’autostrada viene chiusa in entrambe le direzioni. Vengono avviati i lavori e, a fine luglio 2015, il tratto autostradale accessibile era di 355 km.

2016 – E’ questo l’anno della svolta. Il 26 luglio viene aperto al traffico quasi l’intero tratto dell’ultimo cantiere, Macrolotto 3.2, in cui rientra anche il viadotto Italia, ma solo il 22 dicembre l’Anas, presieduta da Gianni Vittorio Armani, annuncia la chiusura di tutti i cantieri. L’Autostrada del Mediterraneo è accessibile in tutta la sua lunghezza. I lavori, però, non sono finiti: la Salerno-Reggio Calabria sarà una Smart Road.

Salerno-Reggio Calabria

Salerno-Reggio Calabria: una futura Smart Road

Da motivo di critica a motivo di orgoglio. Almeno secondo le promesse. L’Autostrada del Mediterraneo sta per diventare una “Smart Road” attraverso l’adozione di tecnologie che “garantiscano agli utenti servizi di infomobilità”, controllo e monitoraggio delle infrastrutture e del traffico, con un incremento della sicurezza per l’utenza”, spiega l’Anas.

In realtà, non si tratta di sole promesse. Un progetto c’è e sarebbe anche in fase avanzata. È stata lanciata, infatti, una gara da 20 milioni di euro che prevede la fornitura di “infrastrutture tecnologiche avanzate”, la cui messa in opera si concluderà nel 2020. In particolare, su 400 km di tracciato saranno posizionati sensori e telecamere, e lungo l’autostrada sarà installato un servizio wireless di ultima generazione, che servirà allo sviluppo del dialogo Vehicle-to-Infrastructure e Vehicle-to-Vehicle.

La cosa farà dell’autostrada un tracciato ideale per permettere la guida autonoma dei veicoli. Il tutto sarà “alimentato con energia da fonti rinnovabili prodotta nelle ’green island’ distribuite lungo la rete viaria, in grado di garantire il funzionamento degli apparati in totale autonomia energetica”, spiegano da Anas.

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