Mobilità

Il piano Aspi per la manutenzione

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Che cosa ha detto l’amministratore delegato di Aspi, Roberto Tomasi, in occasione dell’abbattimento dell’ultimo diaframma della galleria Santa Lucia, sull’Autostrada A1, nella tratta tra Barberino del Mugello e Firenze Nord.

 

“Siamo pronti a mettere a terra 7 miliardi di investimenti per la manutenzione della rete autostradale. Si tratta di cantieri da aprire perché sono opere per cui già esistono opere già progettate. Abbiamo previsto 14,5 miliardi di investimenti”. Lo ha sottolineato il 12 giugno l’amministratore delegato di Aspi, Roberto Tomasi, in occasione dell’abbattimento dell’ultimo diaframma della galleria Santa Lucia, sull’Autostrada A1, nella tratta tra Barberino del Mugello e Firenze Nord.

La fresa più grande mai utilizzata in Europa ha terminato il suo lavoro ed è fuoriuscita dal sottosuolo, dopo aver scavato ininterrottamente per 8 km nel tratto compreso tra i Comuni di Calenzano e Barberino di Mugello. Si sono così completati i lavori di scavo della galleria “Santa Lucia”, il tunnel a 3 corsie più lungo mai costruito in Europa e uno dei 5 più grandi al mondo per dimensione complessiva (lunghezza e numero di carreggiate operative).

”L’azienda in questi due anni si è trovata nel momento più difficile. Nei nostri pensieri quotidiani c’è la tragedia di Genova del 14 agosto del 2018 con la perdita di 43 vite umane. Questo farà parte della storia della nostra azienda”, ha aggiunto Tomasi.

‘Non possiamo nascondere il momento difficile, dopo la tragedia del Ponte Morandi, in cui la società si trova – ha proseguito il capo azienda di Aspi – Per sostenere gli investimenti previsti ci vuole la capacità economica e la solidità finanziaria e riuscire ad avere la redditività sugli investimenti e l’accessibilità al credito. Noi siamo confidenti di trovare un componimento della questione del Ponte Morandi con il governo. La difficoltà in cui si trova l’azienda è ormai palpabile e significativa”.

”Trasparenza è un altro dei tanti insegnamenti di questi ultimi due anni – secondo l’amministratore delegato di Autostrade per l’Italia – Sono stati due anni di grande stimolo perché abbiamo visto più le cose che avevamo sbagliato di quelle che avevamo fatto bene. E’ stato per noi un grandissimo stimolo”. .

“Noi abbiamo rivisto la nostra strategia di manutenzione e abbiamo capito che il confronto è molto più importante di quello che immaginavamo. Abbiamo cercato con grande determinazione e anche con difficoltà di condividere con il ministero questi programmi. Abbiamo incrementato la nostra manutenzione del 50%”, ha sottolineato Tomasi.

‘Poi uno sguardo agli altri lavori: “Stiamo completando le verifiche su tutte le gallerie. Dopo quello che è successo il 30 di dicembre in Liguria con il problema della Bertè, abbiamo rivisto completamente la nostra capacità di controllo delle gallerie. Contiamo per la fine di giugno di chiudere questa attività ma la difficile Liguria è una terra che continuerà a soffrire perché abbiamo bisogno di lavorare per dare i corretti standard di sicurezza”.

”Facevamo alcune valutazioni con le principali università per capire qual è l’impatto di un investimento di 14,5 miliardi sulla collettività. Questi investimenti comportano una capacità di produrre per il Paese per 65 miliardi. Cioè gli investimenti sono la reale capacità di ripartenza del Paese. Con 14,5 miliardi che noi investiamo ci sono 65 miliardi equivalenti di investimenti che si muovono”.

L’investimento necessario per la realizzazione del nuovo tunnel, pari a 1 miliardo di euro, fa parte in un più ampio piano di 7,4 miliardi di euro che interessa l’A1 nella tratta Bologna-Firenze, si legge in una nota di Aspi: “Il piano è già attuato per circa l’80% e non beneficia di alcuna remunerazione proveniente dal sistema tariffario. L’opera inoltre è parte dell’importante piano di investimenti sviluppati dalla Società che prevede di investire a partire dal 2020 ulteriori 14,5 miliardi di euro per il completo potenziamento e ammodernamento della rete autostradale”.

IL SISTEMA DELLA VARIANTE DEL VALICO

Nello specifico, nella tratta tra Incisa e Barberino di Mugello sono attualmente in corso di realizzazione tre corsie ex novo in direzione Sud per un totale di 17,5 km, con il contemporaneo recupero delle carreggiate esistenti (a due corsie con emergenza), destinate alla direttrice Nord, ha aggiunto Aspi: “L’apertura al traffico della nuova galleria, previsto per la metà del 2021, consentirà una significativa riduzione dei tempi di percorrenza nel collegamento Nord-Sud del Paese e una migliore esperienza di viaggio per gli automobilisti”.

LA FRESA PIÙ GRANDE D’EUROPA

Il nuovo tunnel è stato scavato impiegando le più avanzate tecnologie e competenze ingegneristiche disponibili sul mercato. Il fornice è stato realizzato attraverso 3 anni di attività della più grande e potente fresa escavatrice presente in Europa, sia per dimensioni che per capacità di prestazione. Un macchinario del valore di 54 milioni di euro e ad altissima resa tecnologica, lungo 23 metri e dotato di una testa di scavo di quasi 16 metri di diametro, con una dimensione complessiva pari a circa 200 metri quadrati e una potenza totale di 12.000 kW. Ciò ha permesso una velocità di avanzamento delle lavorazioni superiore di ben 10 volte rispetto alle tecnologie tradizionali.

CHI HA PARTECIPATO AI LAVORI

Alla realizzazione dello scavo hanno lavorato, ininterrottamente, oltre 450 tecnici e operai specializzati, suddivisi tra Pavimental e altre 20 imprese affidatarie. Il cantiere di Barberino di Mugello è stato uno dei primi in Italia a lavorare secondo le misure di sicurezza imposte dal Covid19, osservando il distanziamento sociale e grazie a controlli di temperatura, sanificazione continue dei luoghi in comune, oltre che a una rigida osservanza dei dispositivi di protezione personale.

IL PIANO ASPI

Autostrade per l’Italia ha predisposto per il periodo 2020-2023 un “Piano Strategico di Trasformazione” che, sul fronte del potenziamento e della gestione della rete, prevede 7,5 miliardi di euro tra nuovi investimenti e manutenzioni (con un aumento delle risorse per queste ultime pari al +49%), si legge nella nota di Aspi: “La Società conferma la propria massima volontà all’attuazione degli investimenti previsti dal Piano, auspicando che possano essere superati gli elementi ostativi che al momento impediscono il finanziamento sul mercato della Società”.

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