skip to Main Content

Eolico: ecco perché Striscia la Notizia si sbaglia

Eolico

ANEV risponde ad alcune imprecisioni riscontrate in un servizio sull’eolico mandato in onda da Striscia la Notizia. Ecco perché Stefania Petyx, inviata del programma Mediaset, si sbaglia


L’energia eolica, nel mix energetico italiano, ricopre un ruolo sempre più importante. Nel 2015, l’eolico installato si è attestato sugli 8.942 MW che hanno consentito di produrre un quantitativo di energia pulita pari a circa 14,6 TWh, di risparmiare circa 20 milioni di barili di petrolio corrispondenti a circa 10 milioni di tonnellate di emissioni evitate di CO2.

I parchi eolici, dunque, si moltiplicano. E, almeno secondo un servizio di Striscia la notizia,in riferimento alla Sicilia, sono troppi. Tanto che alcuni sono fermi. E poi, sempre secondo il programma Mediaset, rappresentano un ostacolo lungo le rotte migratorie degli uccelli. A rispondere a queste accuse è ANEV, associazioni nazionale energia del vento: l’energia eolica può portare benefici al territorio e alla crescita economica nel rispetto del territorio e dell’ambiente. Proviamo a capire meglio.

Il servizio di Striscia la Notizia: Pale ferme al Palo

Troppi parchi eolici in Sicilia. E’ questa la denuncia principale di Stefania Petyx, inviata di Striscia la notizia, che in un suo servizio andato in onda martedì 20 dicembre 2016, punta il dito contro un nuovo progetto di costruzione di un parco.

A detta dell’inviata, infatti, un nuovo parco eolico sarebbe superfluo. La Sicilia ha talmente tanti parchi che alcuni restano fermi per evitare di incorrere in una sovrapproduzione di energia, causando black out. Non solo. Questo progetto non sa da fare anche per la sua posizione: andrebbe, sempre secondo Striscia, a creare un effetto barriera che potrebbe ostacolare il percorso migratorio degli uccelli (il progetto è situato nei pressi delle Saline, zona protetta da WWF).

E ancora. Secondo quanto denunciato dall’inviata, i parchi eolici (almeno in Sicilia), per mancanza di normativa sulle aree idonee, spunterebbero come funghi “anche in luoghi molto particolari”.

La risposta di ANEV al Servizio di Striscia la Notizia

Non ci sta l’ANEV. L’associazione Nazionale energia del Vento, infatti, ci tiene a precisare che “la normativa nazionale in tema di autorizzazione di parchi eolici è molto stringente nell’individuazione delle aree idonee alla realizzazione degli stessi, prevedendo in modo molto chiaro i procedimenti di screening ambientali e di Valutazione di Impatto Ambientale da parte delle Regioni, procedimenti ambientali prodromici alla verifica preliminare di realizzabilità degli impianti, qualora compatibili con i vincoli ambientali, paesaggistici, faunistici e avifaunistici del sito oggetto dell’intervento proposto”, scrive l’associazione in un comunicato.

C’è da dire, poi, che l’ANEV ha “ritenuto già dal 2012 di definire degli ulteriori criteri di rispetto dei territori oggetto delle iniziative, ancor più vincolanti rispetto alle già rigorose norme, proprio per garantire da parte degli operatori associati all’ANEV, la più ampia tutela del territorio nazionale”. Ne sono nati dei Protocolli vincolanti che l’Associazione ha firmato nel tempo con le principali associazioni ambientaliste, (Legambiente, WWF e Greenpeace), che definiscono regole e procedure virtuose di realizzazione e impediscono la costruzione di impianti eolici in aree considerate di pregio, che la normativa nazionale non escluderebbero dalla realizzazione di tali impianti.

A tutela della biodiversità, l’associazione “ha posto in essere un Osservatorio Nazionale Eolico e Fauna, insieme all’ISPRA, Ministero dell’Ambiente e Legambiente, mirato a monitorare la presenza di eventuali impatti sulle popolazioni di volatili e chirotteri sia stanziali che migratrici, nelle aree nelle quali esistono progetti eolici e ad evitarne la costruzione laddove esistessero reali pericoli o impatti”.

Facendo riferimento al progetto del parco eolico a cui si riferisce il servizio di Striscia la notizia, infine, ANEV chiarisce che il progetto non è stato ancora autorizzato e che, ad ogni modo, fa capo ad una società non aderente all’ANEV. “Tale progetto dovrà essere vagliato nelle opportune sedi rispetto alla sua compatibilità ambientale e paesaggistica, così come dovrà ottenere ogni necessario nullaosta/autorizzazione prevista dal processo autorizzativo”, scrive l’associazione.

“Relativamente alla questione delle “pale ferme”, infine, tale problematica è stata superata da tempo grazie all’intervento di Terna, che ha potenziato e sviluppato la rete elettrica della regione Sicilia, come del resto dell’Italia,consentendo di ridurre oramai a irrilevanti blocchi di carattere tecnico gli impianti eolici che nel 2016 hanno quindi potuto funzionare ben oltre il 99% della loro producibilità. Dispiace su questo tema aver sentito tante inesattezze che evidentemente senza fondamento rischiano di gettare una cattiva luce su una tecnologia, quella eolica, che nel mondo ed in Italia continua ad essere la fonte con maggiore potenzialità e con maggiori successi nelle installazioni” Conclude ANEV.

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER

Iscriviti alla nostra mailing list per ricevere la nostra newsletter

Iscrizione avvenuta con successo, ti dovrebbe arrivare una email con la quale devi confermare la tua iscrizione. Grazie da EnergiaOltre!

Errore

Back To Top

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER

Iscriviti alla nostra mailing list per ricevere la nostra newsletter

Iscrizione avvenuta con successo, ti dovrebbe arrivare una email con la quale devi confermare la tua iscrizione. Grazie da EnergiaOltre!

Errore