Mobilità

Perché il sistema autostradale in Liguria è in tilt

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L’intervento di Marco Foti sulla vetustà del sistema autostradale in Liguria e sul piano dei controlli concordato tra Mit e Aspi

 

Verifiche più rapide nelle gallerie delle autostrade liguri: è questa la linea condivisa tra il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ed Autostrade per l’Italia secondo il Sole24Ore.

Ma i disagi continuano, anzi peggiorano. Genova è al collasso, la viabilità urbana non regge la mancata accessibilità al nodo autostradale. La città paga uno scotto importante dal lato economico, dopo aver subito ingenti perdite a causa del crollo del ponte Morandi prima e della pandemia da coronavirus dopo.

Il mondo imprenditoriale e delle professioni genovese, con in testa Confindustria e Camera di commercio, ha detto basta al disastro infrastrutturale ed alla débacle del sistema autostradale ligure.

Il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, ha denunciato in più occasioni che “la mancata mobilità dei cittadini e quindi la lesione di diritti costituzionali costituiscono un danno gigantesco alla libertà economica di impresa nel nostro territorio, nonché una disparità di trattamento tra le imprese e i cittadini della Liguria e quelli degli altri territori”.

In sostanza, il lockdown per la Liguria continua con danni enormi all’economia locale, al primo porto del Paese e al turismo. I danni all’economia, al turismo e alla logistica della Liguria sono danni all’economia, al turismo e alla logistica dell’Italia.

Tutti concordi sul disastro che sta colpendo non solo la città di Genova ma tutta la Liguria. “Nei primi cinque mesi del 2020 i traffici dei porti di Genova e Savona per effetto del Covid sono calati del 15,6% e le stime delle società specializzate ipotizzano a fine anno un calo del 9% delle merci movimentate. Giugno e luglio non saranno positivi, forse agosto in ripresa”. È quanto ha dichiarato il presidente dell’Autorità portuale del Mar Ligure Occidentale Paolo Emilio Signorini intervenendo alla presentazione del report della Banca d’Italia sull’economia della Liguria.

Ancora.

I risultati della rilevazione effettuata dalla Cna Liguria su un campione di circa 14mila imprese ha stimato, per l’anno in corso, “un crollo del fatturato del 42% rispetto al 2019 con alcuni comparti che prevedono un giro d’affari più che dimezzato. Oltre al turismo, -56,7% per la moda e -54% per il commercio”, a causa della crisi pandemica sanitaria.

Serve altro per evidenziare un potenziale disastro economico? Suppongo di no. Quindi, che fare? Proporre soluzioni, che ci sono ed alla portata del Mit.

Occorre far partire la Gronda di ponente ed il passante di Genova perché in questo modo è possibile velocizzare i servizi ferroviari da/per Genova provenienti da ponente.

Occorre un potenziamento dei treni interregionali a supporto della grave crisi autostradale.

Occorre un piano straordinario della nuova Alitalia in modo che ritornino i voli sullo scalo di Genova, fondamentali per raggiungere il territorio ligure. Su questo punto vorrei ricordare che la Juventus, per recarsi a Genova in occasione della partita di campionato contro il Genoa, è stata impossibilitata a raggiungere la città in pullman preferendo un volo privato per non rischiare di trovarsi imbottigliata nel blocco autostradale di questi ultimi giorni. Parliamo della tratta Torino – Genova, circa 190 km.

Occorre un piano straordinario di voli per dotare l’aeroporto di Genova di collegamenti interregionali in modo da poter soddisfare le esigenze di spostamento di natura professionale e turistico.

Occorre coraggio. Coraggio per sostenere un territorio già provato che altrimenti rischia il default.

Only the brave.

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