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Ecco come la Commissione Ue spegne le Ferrari di Cingolani

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Il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani ha parlato di “discussioni in corso” con l’Ue per esentare Ferrari e gli altri produttori di supercar dalle nuove regole sulle emissioni auto. Ecco risposte e polemiche

“La proposta di riduzione del 100 per cento delle emissioni delle nuove auto entro il 2035 riguarda tutte le case automobilistiche e queste devono contribuirvi”. La puntualizzazione arriva da una portavoce della Commissione europea, in merito ad alcune dichiarazioni rilasciate dal ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani a Bloomberg.

COSA HA DETTO CINGOLANI

Nel pacchetto Fit for 55, quello contenente le misure per la riduzione del 55 per cento delle emissioni di gas serra al 2030, l’Unione europea ha inserito il divieto di vendita di nuove automobili a benzina o a gasolio dopo il 2035. Si tratta di una misura pensata per incoraggiare il passaggio alla mobilità elettrica, nell’ottica di una più ampia decarbonizzazione del settore dei trasporti.

Cingolani ha detto che il governo Draghi appoggia il piano di Bruxelles sul taglio delle emissioni, ma ha precisato che il settore delle auto sportive – come quelle prodotte da Ferrari e Lamborghini – “è una nicchia, e ci sono discussioni in corso con la Commissione europea” per definire le regole a cui dovranno sottostare le aziende che operano in questo sotto-settore e che non vendono veicoli di massa.

“Queste auto hanno bisogno, per la transizione, di una tecnologia molto speciale e di batterie. Un passo importante”, ha aggiunto il ministro, “è che l’Italia acquisisca autonomia nella produzione di batterie ad alte prestazioni”: a breve, allora, il governo lancerà un “programma per le giga-factory”, dedicato cioè alla produzione di batterie su larga scala. A Termoli, in Molise, sappiamo che sorgerà la fabbrica di Stellantis.

SUPERCAR A RISCHIO?

Cingolani vuole dire che il rispetto della tempistica al 2035 potrebbe rivelarsi troppo arduo per i produttori di vetture sportive, o supercar, che possiedono motori potenti e generalmente più inquinanti rispetto alla media delle automobili. I volumi di produzione e vendita più bassi di quelli delle grandi case limita alle aziende di questo segmento la possibilità di raggiungere economie di scala (cioè la riduzione dei costi di produzione) attraverso l’aggiornamento degli stabilimenti.

COSA HA DETTO L’ACEA

Dalla parte di Cingolani – che in passato è stato amministratore non esecutivo alla Ferrari – si è schierata l’Acea l’associazione che rappresenta gli interessi dell’industria europea dell’auto, già contraria al divieto di vendita di nuove vetture a motore termico dal 2035. Il presidente Oliver Zipse ha detto che i produttori di auto sportive sono in una “situazione speciale” e che, in virtù delle loro dimensioni ridotte, “non svolgono quasi alcun ruolo nel quadro generale delle emissioni complessive” del settore automobilistico.

Nel 2020 Ferrari ha venduto circa 9100 automobili e Lamborghini circa 7400; le grandi case ne vendono per svariati milioni.

I RITARDI DI FERRARI SULL’ELETTRICO

Rispetto ad altri produttori di supercar, la Ferrari è stata però più lenta ad abbracciare la transizione all’elettrico. La casa di Maranello rilascerà la sua prima auto completamente elettrica nel 2025, mentre la Taycan di Porsche è sul mercato dal 2019.

I dettagli del piano di Ferrari sull’elettrico verranno presentati l’anno prossimo.

ANCHE LA FRANCIA PROTESTA

L’Italia, comunque, non è la sola a chiedere all’Unione europea di rivedere le sue politiche sull’industria automobilistica. La Francia, ad esempio, vorrebbe che i veicoli ibridi possano rimanere sul mercato più a lungo.

LE CRITICHE A CINGOLANI

Già lo scorso luglio Cingolani aveva affermato che un passaggio troppo brusco alla mobilità elettrica avrebbe comportato la chiusura della cosiddetta “Motor Valley”, il distretto industriale in Emilia-Romagna dove hanno sede marchi come Ferrari, Maserati, Lamborghini o Pagani. Secondo il ministro, quattordici anni di tempo non sono abbastanza per permettere la conversione all’elettrico delle aziende produttrici di auto ad alte prestazioni.

Michele De Palma, responsabile del settore automotive della Fiom-Cgil, disse a proposito di non capire “le preoccupazioni di Cingolani”, perché “nella Motor Valley, […] Ferrari i modelli elettrici li ha già messi in cantiere. La stragrande maggioranza dei marchi Premium sta già lavorando sull’elettrico. Sempre in quest’area, i cinesi di Faw hanno investito in maniera consistente con gli americani per costruire auto di lusso elettriche”.

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