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Perché Stellantis ha scelto Termoli per la gigafactory di batterie. L’analisi di Bertone

Stellantis Termoli

Secondo il giornalista esperto di auto Ugo Bertone, la scelta di Stellantis di costruire la gigafactory a Termoli e non a Mirafiori è coerente con la concentrazione della produzione Fiat nel centro-sud Italia. Ecco perché

 

La decisione di Stellantis di costruire la sua terza gigafactory di batterie in Europa a Termoli e non a Melfi o – soprattutto – a Mirafiori è stata accolta con una certa sorpresa. In realtà, la scelta di installare l’impianto in Molise piuttosto che nei più noti stabilimenti in Basilicata e Piemonte, dati per favoriti, segue una logica “facilissima da comprendere, con il senno di poi”. A spiegarla a Start Magazine è Ugo Bertone, giornalista torinese che ha lavorato per anni prima al Sole 24 Ore e poi a La Stampa, già direttore di Borsa e Finanza e ora editorialista di diverse testate.

LA PRIMA RAGIONE: IL TIPO DI STABILIMENTO

Le ragioni dietro alla scelta di Termoli, dice Bertone, sono due. “La prima è che, sia nel Regno Unito che negli Stati Uniti che in Germania, per la creazione di hub per costruire batterie si sono utilizzati stabilimenti che fino a oggi hanno prodotto motori termici”: anche il sito di Termoli realizza infatti motorizzazioni convenzionali. “La transizione dagli stabilimento di questo tipo” verso la componentistica per la mobilità elettrica è “più facile”, dichiara.

LA SECONDA RAGIONE: LA POSIZIONE GEOGRAFICA

“Per la seconda ragione, invece, bisogna vedere la cartina geografica. Ormai la ex-FIAT”, spiega l’ex inviato speciale del quotidiano La Stampa, “è un’azienda che in Italia si concentra nel centro-sud. E una scelta chiave di chi produce le batterie pare essere quella di posizionarsi a breve distanza dai centri di utilizzo” di questi dispositivi.

In questo senso, allora, “Termoli va bene perché può coprire quest’area, è inserita nel tessuto produttivo” del centro-sud che ruota intorno all’automotive e che può pertanto integrarsi con la gigafactory.

PERCHÉ NON MIRAFIORI

Costruire una gigafactory di batterie nel nord Italia, magari proprio nel complesso di Mirafiori, si sarebbe al contrario rivelato sconveniente per Stellantis. “Se Stellantis dovesse avere bisogno di mandare 20mila pezzi a Mirafiori, lo può fare benissimo dai depositi francesi”. La società realizzerà una fabbrica di batterie anche in Francia, a Douvrin.

“È più importante”, specifica Bertone, “costruire un ciclo aziendale attorno alle produzioni FIAT ormai concentrate nel centro-sud. E se ci sarà mai un problema di batterie attorno a Mirafiori, concentrato peraltro sulla Maserati, un modello particolare, non ci vorrà molto a farle arrivare dalla Francia”.

“In questo momento è difficile sapere quante 500 elettriche si venderanno” – si riferisce alla FIAT 500e, elettrica, prodotta a Mirafiori – “e quante batterie serviranno”.

A Mirafiori poi, prosegue il giornalista, “esiste un problema vero, perché l’impianto è immenso e ormai produce al 15-20 per cento” della capacità. “Non penso che la 500 elettrica possa andare tanto oltre”.

LO SPOSTAMENTO DI BARICENTRO DI STELLANTIS

Bertone pensa che l’errore di previsione commesso dai giornali sul sito che avrebbe ospitato la gigafactory di Stellantis sia interessante e significativo.

“Capiterà sempre più spesso”, spiega, “che le indiscrezioni su Stellantis corrano il rischio di essere sbagliate. Perché è una società in cui le decisioni vengono prese tra Parigi e l’Olanda, dove sicuramente Elkann dice la sua ma non c’è più una centralità italiana o torinese”. E così, anche i giornali “tirano a indovinare ma ci si prende sempre meno, perché il baricentro è un altro”.

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