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Cosa cambierà per Ferrari, Maserati e Lamborghini con le regole Ue sulle emissioni auto

Motor Valley

Il Parlamento europeo ha previsto una deroga al 2036 per i piccoli produttori di auto, come quelli che realizzano supercar nella Motor Valley emiliana. Tutti i dettagli

Mercoledì il Parlamento europeo ha votato a favore della proposta della Commissione di vietare le vendite di nuove automobili a benzina e a gasolio dopo il 2035. La normativa, però, ancora non è ancora entrata ufficialmente in vigore: l’iter prevede infatti l’avvio di trattative con i governi dei ventisette paesi membri dell’Unione.

E LA MOTOR VALLEY?

Il Parlamento europeo ha previsto una deroga al 2036 per i piccoli produttori automobilistici, da mille a 10mila unità vendute.

L’emendamento è stato soprannominato “salva Motor Valley”, in riferimento al distretto industriale in Emilia-Romagna dove hanno sede marchi come Ferrari, Maserati, Lamborghini o Pagani, che realizzano veicoli ad alte prestazioni. Queste case automobilistiche, proprio per il numero ridotto di vendite che limita la scalabilità, avrebbero più difficoltà a sostenere i costi della conversione all’elettrico; le vetture sportive, inoltre, possiedono motori più potenti e generalmente più inquinanti rispetto alla media delle automobili.

I RITARDI DI FERRARI

Rispetto ad altri produttori di supercar, la Ferrari è stata però più lenta ad abbracciare la transizione all’elettrico: la casa di Maranello rilascerà la sua prima auto completamente elettrica nel 2025, mentre la Taycan di Porsche è sul mercato dal 2019. Lo scorso novembre il nuovo amministratore delegato di Ferrari, Benedetto Vigna, aveva anticipato che l’azienda puntava a stringere partnership con altri soggetti (ad esempio con l’americana Qualcomm) per favorire la transizione alla mobilità a basse emissioni e per puntare su quelle tecnologie innovative che richiedono grossi investimenti.

CHI SOSTIENE L’EMENDAMENTO

L’anno scorso il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, aveva dichiarato che quattordici anni di tempo (dal 2021 al 2035) non sono sufficienti per i produttori di supercar.

Tra i firmatari dell’emendamento in questione – scrive il Corriere della Sera – ci sono gli eurodeputati Massimiliano Salini di Forza Italia e Pietro Fiocchi di Fratelli d’Italia, ed è stato sostenuto anche da Simona Bonafè e Alessandra Moretti del Partito democratico e da Silvia Sardone della Lega.

COSA SUCCEDE ORA

Il Consiglio dell’Unione europea, che rappresenta i governi degli stati membri, non ha ancora stabilito una posizione negoziale sui livelli di riduzione delle emissioni delle auto al 2035: la Commissione e il Parlamento vorrebbero un taglio del 100 per cento, che dunque comporterebbe un divieto di vendita dei mezzi a benzina e a gasolio. Il Partito popolare europeo, di centro-destra, in particolare, voleva abbassare la quota dal 100 al 90 per cento, per lasciare spazio ai carburanti a basse emissioni.

Il Consiglio dovrebbe definire una posizione durante il Consiglio “Ambiente”, quello dedicato alla politica ambientale europea, del prossimo 28 giugno.

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