Mobilità

Come traballano i bilanci di Airbus e Boeing

di

Airbus

La crisi Covid-19 si abbatte anche sui conti di Airbus. Tutti i dettagli sulla relazione semestrale

 

Rosso anche per Airbus. Il colosso aerospaziale europeo ha comunicato di aver subito una perdita netta di 1,9 miliardi nel primo semestre, riflettendo il calo delle consegne di aeromobili nel periodo colpito dall’impatto della crisi coronavirus. Airbus ha consumato 12,4 miliardi di euro di liquidità nei primi sei mesi dell’anno ma ha “l’ambizione di fermare questa erosione” nella seconda metà dell’anno grazie alle misure messe in atto per affrontare la crisi.

Il produttore ha anche annunciato di ridurre la sua produzione dell’A350, da 6 a 5 aerei al mese. La mossa arriva un giorno dopo che il rivale statunitense Boeing ha annunciato ulteriori tagli nella produzione dei suoi aerei 787 e 777, che competono con l’A350 sulle rotte a lungo raggio. Sempre ieri Boeing ha riportato una perdita di 2,4 miliardi di dollari nel secondo trimestre.

“Riteniamo che la ripresa sarà lunga e lenta”, ha detto ai giornalisti il ceo di Airbus Guillaume Faury.

Tuttavia le azioni di Airbus sono aumentate del 3,6% nello scambio mattutino. Gli analisti hanno affermato che il rapporto sulla liquidità è stato migliore del previsto.

Tutti i dettagli.

I CONTI IN ROSSO

Nel primo semestre del 2020 il colosso aeronautico europeo ha registrato ricavi pari a 18,5 miliardi di euro, in calo del 39% nel semestre, del 48% per la sola divisione di aeromobili commerciali, a 12,5 miliardi. La perdita operativa è stata di 1,9 miliardi di euro, in particolare a causa di un addebito di 332 milioni legato alla fine del programma di A380 nel 2021. Il gruppo ha anche registrato 900 milioni di spese a causa del Covid-19.

Il buco di 1,9 miliardi di euro si confronta con l’utile netto di 1,2 miliardi del primo semestre dell’anno scorso.

Dati che, sottolinea la società, riflettono l’impatto della pandemia mitigato dalle misure di adattamento. L’ebitda adjusted è negativa per 0,9 miliardi di euro di cui -0.9 miliardi di oneri relativi al Covid. -19. L’ebit (reported) è pari a -1,6 miliardi. La perdita per azione (reported) si attesta a -2,45 euro. Il Free cash flow prima delle operazioni di M&A e finanziamento ai clienti è pari a -12,4 miliardi,-4,4 miliardi nel secondo trimestre.

La guidance per l’intero anno 2020 è stata ritirata a marzo. L’impatto di Covid-19 sull’attività continua a essere valutato e data la visibilità limitata, in particolare per quanto riguarda la situazione delle consegne, non viene emessa alcuna nuova guidance.

CONSEGNE DIMEZZATE

Nel primo semestre Airbus ha totalizzato ordini per 298 aerei commerciali (88 nel primo semestre 2019) mentre ha visto un dimezzamento delle consegne del 50%. Airbus ha consegnato 196 aerei nei primi sei mesi dell’anno, la metà rispetto rispetto ai 389 aerei del primo semestre del 2019, con le compagnie aeree che cercano di posticipare le consegne  a causa dal crollo del traffico aereo.

L’IMPATTO DI COVID-19

“L’impatto della pandemia di Covid-19 sulle nostre finanze è molto visibile nel secondo trimestre, con le consegne di aerei commerciali dimezzate rispetto allo scorso anno” nei primi sei mesi, ha dichiarato l’ad Guillaume Faury.

Il secondo trimestre è stato particolarmente complicato con 74 aerei consegnati, contro i 20 di Boeing. In totale, durante il semestre non sono stati consegnati circa 145 aerei.

RIDURRE I COSTI

La crisi ha provocato l’evaporazione della liquidità in tutto il settore aerospaziale, ma Airbus ha dichiarato che i suoi deflussi sottostanti sono rimasti stabili nel secondo trimestre a causa di misure aggressive per ridurre i costi.

RALLENTARE LA PRODUZIONE

Per adattarsi a una ripresa del traffico aereo, che dovrebbe tornare al livello del 2019 solo tra il 2023 e il 2025, il produttore di aeromobili ha abbassato i suoi tassi di produzione del 40% rispetto a quanto previsto prima della crisi, con 40 A320 prodotti al mese (rispetto ai 60 nel 2019), 4 A220 e 2 A330. Tuttavia, Airbus ha apportato “una piccola modifica al tasso di produzione dell’A350 da 6 a 5 aeromobili al mese”.

I TAGLI ALLA FORZA LAVORO

A causa della pandemia, come Boeing anche Airbus ha ceduto ai licenziamenti.

Nonostante il programma di aiuti per l’industria aeronautica annunciato a giugno dal governo francese, con un pacchetto da 15 miliardi di euro per sostenere Air France, Airbus e i principali fornitori di componenti francesi.

A inizio luglio il colosso aerospaziale europeo ha annunciato che entro il prossimo anno taglierà 15.000 posizioni dalla sua forza lavoro di 135.000 dipendenti.

“Stiamo riducendo i costi su tutta la linea data la nuova situazione”, ha detto Faury. Ieri Boeing ha riferito di star considerando ulteriori tagli alla forza lavoro dopo che a maggio aveva già comunicato l’intenzione di tagliare il 10% dei dipendenti, ovvero 16.000 unità su 160.000.

SEGUE IL RIVALE BOEING

I risultati del semestre di Airbus arrivano il giorno dopo che anche il rivale Boeing ha annunciato conti in rosso, oltre a un secondo round di tagli alla produzione e piani per ulteriori tagli di posti di lavoro. Oltre all’impatto della crisi Covid-19 nel settore dell’aviazione, il colosso aerospaziale e della difesa statunitense sta subendo anche le conseguenze per la messa a terra di 16 mesi del 737 Max dopo due incidenti mortali nel 2019.

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