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Come barcolla Boeing

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Boeing

Con la perdita da oltre 2 miliardi del secondo trimestre, Boeing frena la produzione degli aerei e avverte nuovi tagli alla forza lavoro. Tutti i dettagli e i riflessi sul titolo a Wall Street

 

Giornata buia per Boeing. Oggi il colosso aerospaziale e delle difesa statunitense ha riportato una perdita di 2,4 miliardi di dollari nel secondo trimestre, annunciando l’intenzione di terminare la produzione del suo popolare modello 747 nel 2022.

Non solo, Boeing prevede di tagliare la produzione degli aeromobili e ha messo in guardia sulla possibilità di ulteriori riduzioni della sua forza lavoro. Pesano l’impatto della messa a terra dei suoi aerei 737 Max e della pandemia di coronavirus con la domanda di viaggi aerei azzerata.

Eppure le sue azioni sono leggermente aumentate negli scambi pre-market. Wall Street si aspettava infatti numeri ben peggiori.

RISULTATI PESSIMI

Boeing registra una perdita di 2,4 miliardi di dollari nel secondo trimestre dell’anno. I risultati, ha spiegato Boeing, “sono stati colpiti in modo significativo” dalla pandemia del Covid-19 e dal fatto che gli aerei 737 Max sono rimasti a terra. Il giro d’affari è sceso del 25% a 11,81 miliardi, meno dei 12,95 miliardi stimati dagli analisti.

Finora Boeing ha registrato 59 ordini ma 382 annullamenti, principalmente legati al Max.

A pesare soprattutto la divisione degli aerei commerciali, che ha assistito a un tonfo del fatturato del 65% a 1,63 miliardi, peggio del fatturato di 2,91 miliardi previsto dal consensus. Il flusso di cassa è stato negativo per 5,63 miliardi, comunque meglio dei -6,67 miliardi attesi.

L’unità di difesa della Boeing si è dimostrata più resistente delle sue attività commerciali, attestata a  6,6 miliardi di dollari.

All’inizio di luglio, la compagnia ha anche rivelato che era in grado di consegnare solo 20 velivoli commerciali nell’ultimo trimestre, il numero più basso di velivoli commerciali consegnati in un trimestre dal 1977.

MA MENO TERRIBILI DEL PREVISTO

Nonostante il bilancio del secondo trimestre abbia messo in evidenza una pesante perdita, il titolo Boeing era in rialzo a Wall Street.

Boeing  ha registrato una perdita di 4,79 dollari per azione su 11,8 miliardi di dollari di vendite nel secondo trimestre. Gli analisti si aspettavano una perdita di  2,57 di dollari per azione su 13 miliardi di dollari nelle vendite.

Il mercato guarda al flusso di cassa, che è stato invece molto meno negativo rispetto alle stime. Il colosso aerospaziale e della difesa Usa ha sofferto una perdita netta di 2,38 miliardi di dollari, o 4,2 dollari per azione, meno del passivo di 2,94 miliardi, o di 5,21 dollari per azione, dello stesso periodo dell’anno precedente. Escludendo le voci di bilancio straordinarie, la perdita per azione core è scesa a 4,79 dollari dai 5,82 dollari precedenti, confermandosi tuttavia ben peggiore del passivo per azione di 2,57 dollari atteso dal consensus di FactSet.

DALLA MESSA A TERRA DEL 737 MAX

La crisi di Boeing è cominciata con la messa a terra del suo 737 Max  in tutto il mondo da marzo 2019 a seguito di due incidenti mortali nell’arco di cinque mesi.

La pandemia di coronavirus ha aggravato questa crisi.

ALLA CRISI COVID-19

Già a maggio Boeing aveva annunciato che avrebbe tagliato 12.000 posti di lavoro negli Stati Uniti, tra cui 6.770 licenziamenti involontari.

La base clienti di Boeing, le compagnie aeree, è stata tra le più colpite dalla pandemia. La domanda richiesta per i viaggi aerei ha costretto i vettori a spostare migliaia di velivoli in deposito.
Questo ha ridotto la domanda per l’acquisto di nuovi aeromobili da produttori  come Boeing. 60 ordini di aeromobili Boeing sono stati annullati lo scorso mese, aggiungendosi ai 150 ordini annullati a marzo, 108 ad aprile e altri 18 a maggio.

IN PENSIONE IL JUMBO JET

Boeing manda in pensione il mitico Jumbo Jet 747 e annuncia lo stop alla produzione per il 2022. Lanciato nel 1970, il Boeing “Jumbo Jet” può trasportare in alcune sue versioni oltre 600 passeggeri. Una capacità che insieme agli elevati consumi di carburante lo ha reso meno redditizio per le compagnie aeree, duramente colpite dal crollo della domanda causato dalla pandemia di coronavirus.

“Viste le attuali dinamiche e prospettive del mercato, nel 2022 interromperemo la produzione dell’iconico 747”, ha dichiarato il direttore generale David Calhoun in un messaggio ai dipendenti. La decisione arriva dopo che la scorsa settimana British Airways ha annunciato la decisione di ritirare con effetto immediato la sua flotta di aerei di questo modello.

RALLENTATA LA PRODUZIONE DEL 737

Il colosso aeronautico ha inoltre reso noto che la produzione di 737 avverrà a un ritmo più lento del previsto con un target di 31 aerei al mese a partire dal 2022. Sarà egualmente ridotta a 2 al mese nel 2021 la produzione combinata di 777/777X, modelli per i quali il target di produzione mensile era fissato a 3 in precedenza.

SFORBICIATA ALLA PRODUZIONE DEL 787

Infine la produzione di 787 sarà ridotta a 6 al mese nel 2021 dai 10 attuali.

LE RICADUTE SUL SITO LEONARDO DI GROTTAGLIE

Dal 6 agosto e sino a fine mese scatterà una fermata collettiva nello stabilimento Leonardo di Grottaglie (Taranto) dove ci costruiscono due sezioni della fusoliera in fibra di carbonio del Boeing 787. La gran parte del personale dello stabilimento non lavorerà quindi (i diretti sono circa 1300), fatta eccezione per coloro che sono addetti alle manutenzioni e a quelle parti di ciclo produttivo che necessitano di una presenza costante.

Nel periodo di fermata collettiva, il personale di Leonardo Grottaglie sarà collocato in ferie e per coloro che non dispongono di ferie, azienda e sindacati stanno ora trovando le soluzioni da utilizzare. Non ci sara’ comunque ricorso alla cassa integrazione nel prossimo mese. Scatteranno poi ulteriori fermate collettive.

ALTRI TAGLI IN VISTA

Il gruppo ha inoltre indicato di star considerando ulteriori tagli alla forza lavoro dopo che a maggio aveva giù comunicato l’intenzione di tagliare il 10% dei dipendenti, ovvero 16.000 unità su 160.000. In una lettera ai dipendenti, il ceo Dave Calhoun ha spiegato che l’impatto prolungato del covid ha provocato “ulteriori riduzioni dei tassi di produzione e una minore domanda dei nostri servizi commerciali e questo significa che dovremmo rivalutare nuovamente l’entità della nostra forza lavoro. Non sono buone notizie e so che aggiungono ulteriore incertezza in un momento gia’ difficile ma cercheremo di limitare l’impatto sulla nostra gente il più possibile”.

COME SE LA PASSERÀ IL RIVALE EUROPEO AIRBUS

Anche Airbus, il principale rivale della Boeing, è colpito dalla crisi. A inizio mese anche Airbus ha ceduto ai licenziamenti a causa della pandemia Covid che ha paralizzato l’aviazione civile. Il colosso aerospaziale europeo ha annunciato che entro il prossimo anno taglierà 15.000 posizioni dalla sua forza lavoro di 135.000 dipendenti. Attesi per giovedì i risultati del costruttore di Tolosa.

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