skip to Main Content

Clasquin

Cosa farà Msc di Aponte con la francese Clasquin

Dopo Italo e AlisCargo, Msc ha messo gli occhi sulla società di spedizioni francese Clasquin. Ecco obiettivi e numeri della compagna di trasporto marittimo di Gianluigi Aponte.

Mediterranean Shipping Company (MSC), una delle più grandi compagnie di trasporto marittimo al mondo, è interessata ad acquisire una quota di controllo della società di spedizioni francese Clasquin.

La transazione – gestita dalla controllata lussemburghese SAS Shipping Agencies Services – prevede l’acquisto del 42 per cento di Clasquin a un prezzo di circa 325 milioni di euro. L’operazione dovrebbe avvenire entro il primo trimestre del 2024.

CHI SONO GLI AZIONISTI DI CLASQUIN

Le parti venditrici sono il presidente di Clasquin, Yves Revol, e la società di private equity francese Olymp. Insieme, Revol e Olymp detengono quasi il 42 per cento di Clasquin; un altro 13 per cento circa è in mano alla rappresentanza dei dipendenti e il restante 45 per cento è flottante.

COSA FA CLASQUIN

Come riporta il sito specializzato TrasportoEuropa, Clasquin ha sede a Lione e opera come spedizioniere internazionale per via marittima, aerea e ferroviaria; fornisce inoltre servizi di logistica e doganali. Ha ventidue sedi nella regione dell’Asia-Pacifico, ma negli ultimi anni ha aumentato la presenza in Medioriente e in Africa; è presente anche in Italia, a Segrate.

Il sito ShippingItaly scrive che nei primi mesi del 2023 Clasquin ha effettuato 163.000 spedizioni (il 5,7 per cento in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente), per un fatturato di 284,3 milioni di euro (-38,6 per cento: il calo è dovuto ai prezzi molto alti dei noli nel primo semestre del 2022) e redditi lordi di 67,4 milioni (-6,1 per cento).

GLI OBIETTIVI DI MSC

Come dimostrato anche dall’accordo dello scorso ottobre per l’acquisizione del 49,2 per cento di Italo – Nuovo Trasporto Viaggiatori, e dall’annuncio di agosto per l’acquisto dell’operatore aereo italiano AlisCargo, MSC vuole diventare un gruppo integrato di logistica, attivo non soltanto nel trasporto marittimo ma anche in quello terrestre e aereo.

Nel 2022, peraltro, MSC ha acquisito le attività in Africa del gruppo francese Bolloré per 5,5 miliardi di dollari. Nella vicenda sembrerebbe aver avuto un ruolo di agevolatore il presidente della Francia Emmanuel Macron per una ragione di sfiducia in Bolloré; MSC, al contrario, era ritenuta più vicina agli interessi di Parigi nel continente africano, dove le aziende francesi sono spesso molto attive.

I NUMERI (STIMATI) DI MSC

MSC è stata fondata nel 1970 a Napoli; oggi ha sede a Ginevra, in Svizzera. Fondatore è proprietario – con il 50 per cento: l’altra metà appartiene alla moglie Rafaela Diamant – è Gianluigi Aponte. La società si occupa principalmente di trasporto merci, gestendo una flotta di circa settecento navi portacontainer e facendo scalo in cinquecento porti nel mondo. Non essendo quotata in borsa, tende a non diffondere i suoi numeri finanziari.

Il patrimonio di Aponte, stando a Bloomberg, ammonta a 20,7 miliardi di dollari: è al 77° posto nella classifica delle cinquecento persone più ricche al mondo.

Come ha scritto Giovanni Pons su Repubblica, il fatturato consolidato di MSC non è noto “ma si sa che la redditività è esplosa negli ultimi due anni”. Come hanno riferito fonti svizzere al quotidiano, negli ultimi cinque trimestri la società ha distribuito utili per 3,4-3,5 miliardi, ossia “circa 15 miliardi di profitti netti all’anno, un risultato strabiliante dovuto in gran parte ai prezzi dei noli delle navi porta container che si è moltiplicato per sei volte in seguito alle congestione post pandemia”.

Tra le controllate di Mediterranean Shipping Company ci sono MSC Crociere, una delle più grandi compagnie di navigazione focalizzate sulle crociere; SNAV, l’armatore specializzato nei collegamenti tra le principali isole italiane, raggiungendo anche la Croazia; e Grandi Navi Veloci, che si occupa dei collegamenti marittimi in Sicilia, Sardegna e diversi paesi europei e nordafricani.

Il gruppo possiede inoltre una quota di maggioranza in Terminal Investment, tra i maggiori operatori globali di terminal portuali per i container, e ha intenzione di acquisire una quota del 49,9 per cento di HHLA, la principale società terminalista del porto di Amburgo, il più grande della Germania: un affare da quasi 1,3 miliardi di euro.

Back To Top