Mobilità

Fca, ecco i progetti (elettrici) di Marchionne per Magneti Marelli

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magneti marelli

Dalla separazione da Fca allo sbarco in Borsa passando per i nuovi progetti elettrici. Tutti i dettagli sul futuro di Magneti Marelli secondo Marchionne

E’ ufficiale: Magneti Marelli sarà separata da Fca. Il consiglio di amministrazione di Fiat Chrysler Automobiles, che si è tenutosi il 5 aprile 2018, ha dato l’incarico al management di separare da Fca le attività della società di componentistica.

Il processo di separazione dovrà essere completato per fine 2018 o inizio 2019 e “creerà valore per gli azionisti di Fca”, ha promesso Sergio Marchionne, amministratore delegato di Fca. Importanti anche i piani per Magneti Marelli che sarà quotata in Borsa e si occuperà sempre più dei motori elettrici, facendosi trovare preparata ai cambiamenti che interessano il mondo della mobilità.

IL DIVORZIO

Secondo i progetti di separazione, dovrebbero essere distribuiti agli azionisti di Fca delle azioni di una nuova holding company Magneti Marelli. La separazione della società di componentistica, però, sarà subordinata alle approvazioni richieste dalla normativa, ad approfondimenti di ordine legale e fiscale, all’approvazione finale della struttura dell’operazione da parte del consiglio di amministrazione di Fca e ad ogni altra condizione propria di questo genere di operazioni. Ed Fca potrà, in ogni momento e per qualsiasi ragione, modificare o porre fine all’operazione.

I VANTAGGI DELLA SEPARAZIONE

“La separazione creerà valore per gli azionisti di Fca e nel contempo fornirà la necessaria flessibilità operativa per la crescita strategica di Magneti Marelli negli anni a venire. Lo spin-off consentirà inoltre a FCA di ulteriormente focalizzarsi sul proprio portafoglio core e allo stesso tempo di migliorare la propria struttura di capitale”, ha promesso Sergio Marchionne, Ceo di Fca.

“La separazione di Fca e Magneti Marelli è un ingrediente chiave del Business Plan 2018-2022 che verrà pubblicato in giugno”, ha proseguito Marchionne. “Il Consiglio di amministrazione di Fca ritiene che questa separazione sia il passo più appropriato e porti beneficio a Magneti Marelli, a Fca e ai nostri azionisti”.

EXOR RESTA AZIONISTA?

Marchionne ha anche fatto riferimento all’ipotesi che Exor rimanga azionista di maggioranza di Marelli, dicendosi “contentissimo” se questo avvenisse. E se la vendita è di certo esclusa, non è poi così lontana l’idea di trovare un partner per la società di componentistica, “ma deve avere senso”.

Il manager, infatti, crede in “un grande futuro per la società, soprattutto in questa fase di importanti mutamenti tecnologici”. E dunque, una possibile alleanza potrebbe nascere con un leader su auto elettriche ed ibride.

I NUOVI PROGETTI (ELETTRICI)

E mentre si studia lo sbarco in borsa, Marchionne ha già un’idea chiara di come e da cosa Magneti Mareli dovrà ripartire: macchine di lusso ed elettriche. A Modugno, in provincia di Bari, i dipendenti hanno chiuso l’anno di solidarietà per mettersi a lavoro sui primi motori dei modelli del Chrysler Ram e sull’assemblaggio del motore ibrido, elettrico e benzina ad alto contenuto tecnologico Mgu (Motor Generator Unit) da 10 kilowatt, destinato soprattutto al mercato nordamericano.

La produzione dovrebbe entrare a pieno regime in queste settimane e l’obiettivo è quello di assemblare all’incirca 150 mila motori l’anno (garantendo la piena occupazione nello stabilimento).

E ancora. Entro la fine del 2018 è prevista anche la fuoriuscita dalle officine di Modugno dei due motori di trazione montati sul nuovo modello Porsche.

MAGNETI MARELLI AZIENDA STRATEGICA PER ITALIA?

Che Magneti Marelli sia di grande importanza per l’industria e l’economia italiana è fuor di dubbio. Proprio qualche settimana fa, il ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda ha detto di recente che il governo ha preso a cuore la questione Magneti Marelli, dal momento che l’azienda è strategica per il Paese.

Della questione, “ha parlato solo Calenda, a cui voglio un grande bene, ma non so se oggi posso definirlo il Governo”, ha commentato il manager. “Ne avevamo parlato sei mesi fa, ma per come la vedo io l’azienda è internazionale sta dappertutto, l’importanza strategica…non è quella della Ferrari. Quest’ultima la vedo come un pezzo prettamente italiano, che va difeso per una questione di storia, di importanza tecnica nel settore; la Marelli è molto diversa, l’automotive lighting è sviluppata in Germania, neanche in Italia”.

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