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Le strategie europee di Geely per divorare il mercato (e prepararsi all’offensiva di Byd)

Geely fa quadrato per resistere alle bordate di Byd intenzionata a espandersi velocemente in Europa e approfitta del suo presidio nel Vecchio continente (è proprietaria dei marchi Volvo, Lotus, Polestar e  al 50% di Smart) per strutturare una filiera che le permetta di aumentare il rateo di fuoco delle offerte commerciali dimezzando il tempo d'arrivo dei prodotti usciti in Cina, con piattaforme globali che le consentano di risparmiare

Si muovono i colossi dell’auto cinese in Europa. Si muovono in velocità e con voracità. E il perché è presto detto: hanno ormai saturato il mercato domestico. Per fare un esempio, Byd, la loro punta di diamante per vetture prodotte e immatricolate, ha visto crollare del 38 per cento gli utili nell’ultimo trimestre, mentre localmente la sua quota si è ridimensionata di dieci punti percentuale. Da lì la decisione di puntare tutto sull’export ponendo l’ambizioso obiettivo di vendere 1,3 milioni di auto nel corso del 2026 nei mercati extra-Cina. Per difendersi da una simile aggressione e sospinta dalle medesime necessità Geely – che grazie ai marchi in portafogli Volvo, Lotus e Polestar presidia il Vecchio continente da parecchio – si muove a sua volta.

R&D IN CHIAVE EUROPEA

In tal senso deve essere letta la decisione di Geely di unificare i centri di ricerca e sviluppo presenti a Göteborg (Svezia) e Francoforte (Germania, sotto la denominazione Geely Technology Europe, una unità che avrà un unico amministratore delegato: Giovanni Lanfranchi, già Ceo del marchio interno Zeekr.

La nuova realtà anziché lavorare per compartimenti stagni procederà all’unisono e soprattutto riceverà direttive dal Geely Research Institute in Cina che intende sviluppare piattaforme globali così da evitare dispendiose modifiche a seconda del mercato e soprattutto unificare i pianali di Zeekr, Lynk & Co, Volvo e Smart. L’idea, dunque, è quella di ottimizzare tempi e risorse evitando gli sprechi e i processi pleonastici.

DIMEZZARE I TEMPI DI DISTRIBUZIONE

Geely intende raddoppiare i progetti così da aumentare i ritmi di vendita. Ma soprattutto mira a snellire i tempi morti: attualmente le auto lanciate in Cina arrivano in Europa con un ritardo medio di circa un anno. L’obiettivo è dimezzare le tempistiche.

La roadmap è serrata: quanto annunciato dalla Casa cinese dovrà entrare a pieno regime entro il 2027. Entro quella data il ramo europeo del costruttore asiatico dovrà insomma comportarsi come una Casa del Vecchio continente vera e propria. O quasi.

GEELY STA CORRENDO MOLTO FORTE

Il gruppo cinese con sede a Hangzhou a gennaio ha immatricolato globalmente 270.167, con una crescita dell’1% sullo stesso mese del 2025 e un +14% su dicembre 2025. Al di fuori dal mercato cinese le vendite internazionali di Geely hanno toccano sempre nel mese di gennaio 2026 quota 60.506 unità pari a un incremento a tripla cifra (del 121%= su base annua.

Per l’intero 2026 il gruppo Geely Auto punta a raggiungere 3,45 milioni di veicoli venduti a livello globale: di queste ben 640.000 unità dovranno essere piazzate sui mercati internazionali (pari al 18,5% del totale).

 

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