È un articolo del Financial Times a descrivere il primo calo annuale dei profitti di BYD dopo quattro anni consecutivi di crescita.
Il colosso cinese dei veicoli elettrici ha riportato un utile netto annuo di circa 4,72 miliardi di dollari, in diminuzione di quasi il 20% rispetto all’anno precedente e nettamente inferiore alle stime degli analisti, che si aspettavano intorno ai 5,16 miliardi di dollari.
Il risultato è stato fortemente influenzato dal quarto trimestre 2025, chiuso con profitti di circa 1,38 miliardi di dollari, in calo del 38% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Anche i ricavi totali hanno deluso le attese, attestandosi a circa 116,5 miliardi di dollari, inferiori alle previsioni di 121 miliardi di dollari e in crescita di appena il 3,5% rispetto al 2024.
In un contesto di feroce guerra dei prezzi sul mercato domestico, di vendite di veicoli elettrici in diminuzione per sei mesi consecutivi e di una quota di mercato ridotta dal 27% al 17%, BYD sta accelerando l’espansione internazionale: i ricavi da esportazioni sono cresciuti del 40%.
Nonostante liquidità adeguata e importanti investimenti in batterie e tecnologie di guida autonoma, l’azienda deve affrontare rischi legati alla concorrenza globale e alle possibili tensioni commerciali.
Il peggioramento della situazione nel 2026
Le difficoltà per BYD non si sono fermate alla fine del 2025. Le vendite di veicoli elettrici, che rappresentano il cuore del business dell’azienda, sono diminuite per sei mesi consecutivi all’inizio del 2026.
Questo andamento negativo è dovuto sia all’intensificarsi della concorrenza da parte dei rivali locali sia alla conclusione di molti sussidi governativi cinesi introdotti l’anno precedente.
L’unico elemento di crescita è arrivato dalle esportazioni, i cui ricavi sono aumentati del 40% rispetto al 2024, dimostrando l’importanza sempre maggiore dei mercati esteri per il futuro del gruppo.
L’avvertimento del presidente
Il presidente e fondatore di BYD, Wang Chuanfu, ha lanciato un segnale di allarme chiaro e preoccupante, affermando che la competizione nel settore dei veicoli elettrici in Cina ha raggiunto livelli estremi e sta entrando in una brutale “fase di eliminazione”.
Con questa espressione, Wang ha voluto sottolineare la violenza della guerra dei prezzi che sta sconvolgendo il mercato automobilistico nazionale, mettendo a dura prova tutti gli operatori del settore.
Il deterioramento dei flussi finanziari
Dal punto di vista finanziario, BYD ha registrato un calo di oltre il 50% del flusso di cassa operativo, mentre l’indebitamento è quadruplicato nel corso dell’anno.
Nonostante questi segnali negativi, l’azienda ha voluto rassicurare gli investitori, sottolineando di disporre di liquidità sufficiente a coprire tutte le esigenze di investimento e di spesa in conto capitale previste per il periodo futuro.
Il parere dell’analista
Laila Khawaja, esperta di tecnologia cinese presso il gruppo di ricerca Gavekal, ha evidenziato che il vero nodo per BYD sarà riuscire a trasformare l’espansione globale in una redditività sostenibile nel lungo termine.
Secondo l’analista, l’azienda può contare su una base solida grazie alla grande scala produttiva, all’integrazione verticale della filiera e agli ingenti investimenti in ricerca e sviluppo.
Tuttavia, BYD dovrà continuare a gestire rischi importanti, tra cui possibili frizioni commerciali e la concorrenza sempre più agguerrita di altre imprese cinesi che puntano alle stesse opportunità di crescita all’estero.
L’andamento del titolo BYD
Dopo aver toccato un massimo storico nel 2025 grazie ai progressi nelle tecnologie di ricarica ultrarapida delle batterie e nella guida autonoma, il titolo di BYD ha ricevuto un ulteriore impulso dalle aspettative degli investitori legate al conflitto in Medio Oriente.
In seguito agli attacchi statunitensi e israeliani contro l’Iran, molti operatori hanno scommesso su un possibile impulso di lungo periodo alle energie pulite.
Le azioni quotate sul mercato continentale cinese sono salite del 17,5% dall’inizio del conflitto, registrando il mese migliore dell’ultimo anno, ma rimangono comunque il 22% al di sotto del picco toccato a maggio 2025.
Dal boom delle vendite al rapido calo della quota di mercato in Cina
Fino a poco tempo fa BYD aveva vissuto anni di crescita quasi ininterrotta nel più grande mercato automobilistico del mondo, che sta passando rapidamente dai veicoli a benzina a quelli elettrici.
Nel 2025 l’azienda ha venduto 4,6 milioni di veicoli, un volume più di dieci volte superiore rispetto al 2020. Tuttavia, nei primi due mesi del 2026 la sua quota di mercato nel segmento dei veicoli elettrici cinesi (inclusi gli ibridi plug-in) è scesa dal 27% al 17%.
Questo calo riflette i significativi progressi compiuti dai concorrenti locali come Geely, Huawei, SAIC e Xiaomi, secondo i dati della società di consulenza Automobility di Shanghai.
A titolo di compensazione, i vertici di BYD hanno da tempo fissato un obiettivo ambizioso di 10 milioni di vendite annuali, con circa la metà proveniente dai mercati esteri.
Strategia globale
Per sostenere questa offensiva internazionale, il gruppo ha ordinato una flotta di otto navi dedicate al trasporto delle proprie vetture e ha già avviato la produzione in stabilimenti situati in Brasile, Ungheria, Indonesia, Thailandia, Turchia e Uzbekistan, creando così una rete produttiva locale complementare alle esportazioni via mare.
Questa strategia mira a ridurre la dipendenza dal mercato cinese e a consolidare la posizione di BYD come uno dei leader mondiali del settore dei veicoli elettrici.







