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Perché Diess sbanda al vertice di Volkswagen

Volkswagen

Diess pensa che Volkswagen perderà 30mila posti di lavoro se non accelererà verso la mobilità elettrica, in modo da tenere il passo con Tesla. Le sue parole hanno allarmato i sindacati. Ecco perché

Volkswagen sbanda?

Secondo le fonti di Reuters, la società automobilistica tedesca Volkswagen ha convocato in via eccezionale una riunione del comitato di mediazione per discutere del futuro dell’amministratore delegato Herbert Diess, in carica dal 2018. Dopo la pubblicazione della notizia, le azioni di Volkswagen hanno perso fino al 4,7 per cento.

COSA HA DETTO DIESS

Diess sta venendo fortemente criticato dai sindacati per aver dichiarato, durante un incontro con i dirigenti dell’azienda, che Volkswagen rischia di perdere 30mila posti di lavoro se non accelererà nella transizione alla mobilità elettrica.

LA COMPETIZIONE CON TESLA

Diess teme che la società – la seconda maggiore produttrice di automobili al mondo, dopo Toyota – possa restare indietro sui veicoli elettrici rispetto alla concorrenza. Cioè soprattutto rispetto a Tesla, nuova entrata nel mercato tedesco, che punta a produrre 500mila auto a batteria all’anno nel paese con 12mila dipendenti. Volkswagen, invece, realizza 700mila vetture allo stabilimento di Wolfsburg, ma con molti più operai. La fabbrica in questione – la più grande al mondo: oltre 50mila impiegati – non produce veicoli elettrici al momento, ma dovrebbe iniziare a farlo nel 2026: i dettagli del piano però, chiamato “Project Trinity”, non sono stati rivelati.

Il portavoce di Volkswagen, Michael Manske, ha riconosciuto che la società deve affrontare la questione della “competitività del nostro impianto a Wolfsburg alla luce dei nuovi operatori entrati sul mercato”, “non c’è dubbio”. Tesla, ha aggiunto, “sta fissando nuovi standard di produttività e scala a Grünheide“: si riferisce alla nuova fabbrica che l’azienda americana sta costruendo nei pressi di Berlino e che, una volta raggiunta la capacità massima, sarà in grado di produrre dalle cinquemila alle diecimila auto elettriche a settimana. Vale a dire più del doppio dei veicoli elettrici prodotti in Germania nel 2020.

LA RISPOSTA DEI SINDACATI

Lo scenario evocato da Diess, anticipatore di grossi tagli al personale, è stato ovviamente contestato dai rappresentanti dei dipendenti di Volkswagen. Che, ad  esempio, hanno parlato della cifra di 30mila posti di lavoro come “assurda e infondata”. Il sindacato della regione della Bassa Sassonia – seconda maggiore azionista del gruppo (ha una quota del 12 per cento circa) -, dove si trova la fabbrica di Wolfsburg, ha detto che i tagli sono “fuori discussione”.

MENO LAVORATORI PER LE AUTO ELETTRICHE?

Rispetto a quelli dotati di motore a combustione interna, i veicoli elettrici sono composti da meno parti e, pertanto, necessitano di meno operai per venire assemblati. Secondo alcune stime, l’industria automobilistica tedesca potrebbe perdere centomila posti di lavoro a causa dell’elettrificazione.

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