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Così Nissan prova a ripartire dopo la grande sbandata del 2025

Dopo la chiusura di sette impianti produttivi, il taglio di 20mila posti, l'annullamento del Nismo Fest 2025 e l'alienazione della propria filiale principale a Yokohama per restarvi in affitto, Nissan prova a ripartire: meno modelli e più investimenti hi-tech per competere con la Cina

La crisi dell’automobile ha fatto sbandare anche i marchi nipponici: mentre in Honda i vertici si tagliano lo stipendio e buttano nel cestino prestigiose collaborazioni con Sony, in Nissan si è persino deciso di vendere e riaffittare la propria sede globale di Yokohama per 643 milioni di dollari. E ora si prova a ripartire con un nuovo piano industriale più flessibile.

IL PIANO DI NISSAN PER PROVARE A RIPARTIRE

Ciò che salta immancabilmente all’occhio è la diminuzione dell’offerta. La Casa nipponica ha ridotto infatti da 56 a 45 i modelli in pipeline destinati al mercato globale, suddividendoli in tre famiglie pari all’80% dei volumi complessivi, e in quattro categorie di prodotto: Heartbeat, Core, Growth, Partner.

INVESTIMENTI SULLA TECNOLOGIA

Particolarmente interessante la volontà di focalizzarsi sulla tecnologia di bordo. Per lungo tempo infatti è stato il Sol Levante la nazione hi-tech dell’Asia per eccellenza, primato ormai soffiato dalle vicine di casa Corea del Sud e, soprattutto, Cina.

Nissan intende recuperare il distacco investendo sullo sviluppo dei cosiddetti AI-Defined Vehicles, veicoli che integrano tecnologie di guida assistita evoluta (Nissan AI Drive) e assistenti digitali connessi (tecnologia Nissan AI Partner). Del resto proprio i numeri che arrivano dalla Cina, ormai mercato principale nel mondo automotive, suggeriscono che l’utenza è in cerca di vetture sempre più evolute.

LA SITUAZIONE DI NISSAN

Benché seria, la situazione contingente in cui versa Nissan è in lieve miglioramento, a testimonianza del fatto che la cura di cavallo autoimposta fin qua (chiusura di sette impianti produttivi, il taglio di 20mila posti, l’annullamento del Nismo Fest 2025) sta dando i suoi frutti: la Casa giapponese ha registrato un ritorno all’utile operativo autonomo nel terzo trimestre dell’anno fiscale 2025 di 17,5 miliardi di yen, sebbene rappresenti una diminuzione rispetto ai 31,1 miliardi di yen dello stesso periodo dell’anno scorso.

Il volume delle vendite al dettaglio a livello globale è però diminuito del 5,8% su base annua per i primi nove mesi dell’anno fiscale 2025, scendendo da 2.397.000 a 2.257.000 unità. Il calo è stato più pronunciato in Giappone (-17,7%) e in Europa (-9,0%), mentre il Nord America ha mostrato una modesta crescita dell’1,0%. Là però l’incognita delle tariffe commerciali rende tutto più incerto.

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